Con la perdita della presidenza di Iren Paolo Peveraro perde anche 176.000 euro

Renato Boero (primo a sinistra) prossimo presidente di Iren
Quale sarà il compenso che riceverà Renato Boero per il suo incarico di presidente di Iren lo si saprà soltanto al termine dell'assemblea dei soci della multiutily tripolare, in programma il 22 maggio, giorno in cui il prescelto di Chiara Appendino sarà eletto al vertice. Già il 12 aprile, infatti, il Consiglio di amministrazione di Iren ha anticipato che si asteneva “dal formulare specifiche proposte in merito al compenso dei componenti del nuovo Cda” e, pertanto, invitava l'assemblea “a deliberare al riguardo, sulla base delle proposte che saranno formulate dagli azionisti”.
Questa relazione porta ancora la firma di Paolo Peveraro, presidente uscente di Iren, che Chiara Appendino, sindaco di Torino, Comune che possiede il 13,8% della multiutility con sede a Reggio Emilia (quota inferiore soltanto al 18,85% del Comune di Genova) non ha confermato per il secondo mandato.
Prima dell'assemblea, comunque, sono stati resi noti i compensi che i 13 amministratori di Iren hanno avuto nel 2018. Il totale è stato di poco meno di 1,357 milioni di euro. Paolo Peveraro ha ricevuto da Iren 176.200 euro, circa 550.000 euro meno di Massimiliano Bianco, l'amministratore delegato, il quale ne ha avuti infatti 726.100, dei quali 304.000 come fisso e 407.700 come bonus. Massimiliano Bianco sarà confermato numero 1 operativo, mentre del nuovo Cda non faranno parte, oltre a Paolo Peveraro, torinese d'origini piacentine, Lorenza Franzino (39.300 euro il suo compenso 2018 quale consigliere di amministrazione) Marco Mezzalama (28.000 euro), entrambi nati all'ombra della Mole.
Anche Renato Boero, il futuro presidente di Iren, è nato a Torino, nel 1962 e al Politecnico del capoluogo piemontese si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Lunga e intensa carriera all'Enel, con incarichi rilevanti anche all'estero, Renato Boero ha lavorato poi per l'Amsa di Milano (è stato direttore del termovalorizzatore della città e poi direttore tecnico del gruppo), quindi per il colosso lombardo A2A , del quale è stato responsabile dell'incenerimento rifiuti; prima di diventare presidente di Iren Energia e di Trm, la società torinese per il trattamento dei rifiuti, controllata da Iren (80% del capitale) e partecipata dal Comune di Torino (18%).
Nel nuovo Consiglio di amministrazione di Iren, comunque, è destinato a entrare anche il torinese Maurizio Irrera, classe 1958, avvocato, professore ordinario di Diritto commerciale alla facoltà di Economia dell'Università del Piemonte Orientale, a Novara, autore di oltre 90 pubblicazioni, commissario giudiziale di diversi concordati preventivi e legale di numerose procedure concorsuali.
Maurizio Irrera è consigliere di Indirizzo della Fondazione Crt, consigliere di amministrazione della Ream Sgr e di Permicro. E' stato presidente del board dell'International School of Turin, consigliere di amministrazione di Biverbanca e di Eurofidi.

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