Cir (Fratelli De Benedetti) tornata all'utile distribuisce un dividendo di 0,039 euro

Il presidente Rodolfo De Benedetti con Monica Mondardini, ad
Presieduta da Rodolfo De Benedetti, l’assemblea degli azionisti della Cir, controllata dalla Cofide che, a sua volta, fa capo alla Fratelli De Benedetti, figli di Carlo, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2018 e confermato consigliere d'amministrazione Francesca Pasinelli, che era stata cooptata.
Il gruppo Cir ha chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a 2,817 miliardi (+2,3% rispetto al 2017) e un margine operativo lordo di 306 milioni (-7,5%). Il risultato netto consolidato di gruppo è stato positivo per 12,9 milioni, rispetto alla perdita 5,9 milioni subita nell'esercizio precedente. Così come accadde nel 2017, quando il risultato netto del gruppo risentì dell’onere straordinario sostenuto dalla Gedi per la definizione di un contenzioso fiscale per fatti risalenti al 1991, anche nel 2018, sono stati registrati oneri non ricorrenti nella partecipata Gedi, dovuti a ristrutturazioni organizzative e svalutazioni di avviamenti e partecipazioni a seguito di impairment test. Senza tali partite, il risultato netto ammonterebbe a 33,7 milioni.
La società capogruppo ha chiuso l’esercizio 2018 con un utile netto di 14,2 milioni, a fronte della perdita netta 49 milioni del 2017. Per cui, l’assemblea degli Azionisti ha deliberato la distribuzione di un dividendo unitario di 0,039 per azione 
In sede straordinaria, l’Assemblea ha rinnovato le deleghe al Consiglio di amministrazione per aumenti di capitale fino a un importo massimo di 500 milioni, per aumenti di capitale sociale a favore di amministratori e dipendenti della società, di controllate e della controllante, per un importo massimo di 11 milioni, e per emettere, anche con esclusione del diritto di opzione, e in tal caso a favore di investitori istituzionali, obbligazioni convertibili o con warrant.
Successivamente all’Assemblea, il Consiglio di amministrazione, a cui è stata rinnovata la delega per l’acquisto di azioni proprie, ha deciso, in linea con quanto annunciato sul progetto di fusione di Cir in Cofide, di non procedere con un nuovo piano di buyback.

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