Cairo fa entrare nel Cda Rcs MediaGroup il novarese Fornara e conferma Petruccioli

Uberto Fornara, ad Cairo Communication
Rcs MediaGroup, la grande impresa che edita, fra l'altro, il Corriere della Sera e il Corriere Torino, diventa ancora un po' più piemontese. A far parte del vertice di Rcs MediaGroup, infatti, la prossima assemblea dei soci eleggerà anche il novarese Uberto Fornara, braccio destro di Urbano Cairo, alessandrino nato a Milano. Uberto Fornara è al terzo posto nella lista proposta da Urbano Cairo, titolare del 59,831% del capitale di Rcs MediaGroup, società della quale è presidente e amministratore delegato. Nella stessa lista si trova anche la torinese Stefania Petruccioli, già presente nel Consiglio di amministrazione in scadenza.
Uberto Fornara, classe 1959, laurea in Economia e commercio alla Bocconi, è già amministratore delegato della Cairo Communication e della Cairo Pubblicità , oltre che consigliere di amministrazione di Cairo Editore, La7 e, fra l'altro, del Torino Football Club. Come Urbano Cairo ha iniziato la sua carriera manageriale nella Fininvest di Silvio Berlusconi e in Publitalia.
Alla Bocconi si è laureata, con 110 e lode, anche Stefania Petruccioli, nata a Torino, commercialista, fund manager di Principa Sgr, collaboratrice di Bain Cuneo & Associati, consigliere di amministrazione non soltanto di Rcs MediaGroup, dove è presidente del Comitato controllo e rischi e del Comitato parti correlate, ma anche della Banca Monte dei Paschi di Siena, della De Longhi, di Interpump Group, dell'Abi e di F2A.
Bocconiano è pure Urbano Cairo, prossimo ai 62 anni, imprenditore dal 1995, quando fonda la Cairo Communication, quotata della quale possiede il 50,324% delle azioni e della quale è, naturalmente, il presidente. Dieci anni dopo è diventato proprietario anche del Toro, a titolo personale.
Rcs MediaGroup, che in Borsa è valutata oltre 660 milioni di euro, quest'anno torna a distribuire un dividendo, a dieci anni di distanza dal precedente. E questo grazie ai brillanti risultati conseguiti nel 2018 dalla storica impresa editoriale, che ha conseguito un risultato operativo lordo (ebitda) di 155,3 milioni e un utile netto di 85,2 (+14,1 milioni del precedente, che aveva beneficiato per circa 15 milioni della plusvalenza netta derivante dalla cessione della partecipazione in Ieo).
Non solo: l'indebitamento finanziario netto è sceso a 187,6 milioni, evidenziando un decremento di circa 100 milioni rispetto ai 287,4 milioni al 31 dicembre 2017 e di 234,8 milioni rispetto al 30 giugno 2016. I ricavi netti consolidati sono ammontati a 975,6 milioni, rispetto agli 895,8 milioni del 2017.

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