Toro e Orso, la settimana finita in parità ma la rincorsa riporta Diasorin a 89 euro

Gustavo Denegri, presidente
e azionista n.1 di Diasorin
Pari, o quasi, tra Toro e Orso. In Borsa, la settimana scorsa, il listino piemontese ha chiuso sostanzialmente in parità: 15 le quotate subalpine che venerdì hanno terminato le contrattazioni con un prezzo superiore a quello di sette giorni prima, 14 che, invece, hanno presentato un prezzo inferiore. Di poco, comunque, in un caso e nell'altro.
La settimana è risultata positiva per Astm (23,15 euro l'ultimo prezzo), Autogrill (8,29), Borgosesia (0,498), Buzzi Unicem (17,65), Cdr Advance Capital (0,61), Conafi (0,31), Diasorin (88,90), Exor (56,16), Fca (12,776), Guala Closures (6,34), Iren (2,26), Italgas (5,482), M&C (0,0348), Pininfarina (2,375) e Tinexta (9,57).
Al contrario, hanno evidenziato un confronto negativo con il venerdì precedente Bim (0,1645 euro), Basicnet (5,52), Centrale del Latte d'Italia (2,80), Cofide (0,501), Cover50 (10,30), Damiani (0,852), Fidia (4,95), Intesa Sanpaolo (2,1565), Italia Independent (2,98), Juventus (1,45), Ki Group (1,080), Prima Industrie (20,20), Reply (56,60) e Sias (14,74).
Grande protagonista piemontese della settimana è stata Diasorin, l'unica del listino regionale a terminare tutte le cinque sedute giornaliere sempre con il segno più, ininterrottamente. Consolidando, così, la tendenza positiva che dura dalla metà di gennaio. Per cui, il valore di Diasorin riconosciuto da Piazza Affari è risalito a 4,974 miliardi, oltre un miliardo in più rispetto al 28 dicembre scorso, ultimo giorno di contrattazioni del 2018. Da allora, l'azione Diasorin si è rivalutata di 18,2 euro e del 25,7%.
Il record storico dei 95,76 euro segnato il 12 luglio scorso è ancora lontano, ma tra gli analisti c'è chi, pochi giorni fa, ha manifestato la convinzione che la rincorsa di Diasorin continuerà e ha previsto che il prezzo della società di Saluggia raggiungerà i cento euro, corrispondenti alla capitalizzazione di 5,6 miliardi (a fine 2017 era di 4,1 miliardi).
Comunque, già ora Diasorin è la quarta big piemontese per valore di Borsa, preceduta soltanto da Intesa Sanpaolo, Fca ed Exor. Ed è entrata di diritto nel listino Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali società trattate in Piazza Affari.
Presieduta e controllata dal torinese Gustavo Denegri, che ne condivide la guida con Carlo Rosa, amministratore delegato e secondo maggior azionista con l'8,453% del capitale, Diasorin nel 2018
ha fatturato 669,2 milioni (+5% rispetto al 2017), con un margine operativo lordo (ebitda) di 255,4 milioni (+7,3%), pari al 38,2% dei ricavi.
Eccellenza italiana a livello mondiale, dove è leader nel settore della diagnostica di laboratorio con specializzazione nei segmenti della immunodiagnostica e della diagnostica molecolare, nel 2018 ha conseguito un utile netto di 158,1 milioni (+13,0%) a livello consolidato, mentre è stato di 100,1 milioni quello della capogruppo (88,6 nell'esercizio precedente), tale da consentire la proposta di distribuirne 49,2 come dividendo, in ragione di 0,90 euro per azione.
Il gruppo Diasorin conta circa 2.000 dipendenti, 200 dei quali sono ricercatori.

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