Sovraindebitamento, la Scialuppa Crt partecipa al nuovo Occ Modello Torino

Ernesto Ramojno (primo a sinistra) e Luciana Malatesta
rispettivamente presidente e consigliere delegato Scialupppa Crt
Sono già una cinquantina le pratiche trattate dalla Scialuppa Crt Onlus – Fondazione anti usura relative a soggetti interessati all'Occ (Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento), lo strumento introdotto dalla legge 3 del 27 gennaio 2012 per consentire ai soggetti non fallibili – consumatori, imprenditori agricoli, professionisti, lavoratori autonomi, start up innovative e altre categorie– che si trovino nell'impossibilità di far fronte ai propri impegni finanziari di presentare istanza per la ristrutturazione dei debiti, tale da soddisfare entrambe le parti: il piano del consumatore, l'accordo con i creditori o la liquidazione del patrimonio.
L'esperienza della Scialuppa Crt Onlus, ente benefico costituito e sempre sostenuto generosamente dalla Fondazione Crt,  sarà illustrata dal suo presidente, Ernesto Ramojno, alla presentazione dell'Occ Modello Torino (Mo.To), costituito dall'associazione locale tra gli ordini professionali degli avvocati, dei notati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in programma mercoledì 13 marzo, alle ore 10, nella Maxi aula 2 del Palazzo di Giustizia, al 130 di corso Vittorio Emanuele II.
All'incontro, sono in programma gli interventi anche dei presidenti Massimo Terzi (Tribunale di Torino), Michela Malerba (Ordine degli Avvocati), Luca Asvisio (Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili), oltre che di Francesco Vaglienti, consigliere del Consiglio notarile, Sonia Schellino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Torino, Marco Milanesio, direttore generale di Finpiemonte, Carlo Regis, commercialista referente Occ Mo.To. e, fra gli altri, Angelo Narducci, consigliere dell'Ordine degli avvocati di Torino.
Ernesto Ramojno ricorderà che sono 15 le richieste a Occ già omologate dal Tribunale ed erogate da una banca con la garanzia della Scialuppa Crt Onlus (complessivamente, il debito originario di 1,315 milioni è stato ridotto a meno di mezzo milione di euro), tre domande sono in attesa di omologazione, 18 in istruttoria e 11 sono state archiviate.
Le Legge 3/2012 sancisce che il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi con sede nel circondario del tribunale competente, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato l'integrale pagamento dei titolari di crediti assistiti da privilegio, preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori chirografari e indichi le eventuali garanzie rilasciate per l'adempimento dei debiti e le modalità per l'eventuale liquidazione dei beni.
Secondo la legge, è possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca, possano non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi. Il piano può anche prevedere l'affidamento del patrimonio del debitore a un gestore per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori, da individuarsi in un professionista in possesso dei requisiti. Il gestore è nominato dal giudice.
Nei casi in cui i beni e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità dell'accordo o del piano del consumatore, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per assicurarne l'attuabilità (una delle ragioni dell'entrata in gioco delle fondazioni anti usura, come la Scialuppa Crt Onlus).
La proposta del debitore, prima del deposito presso il tribunale, deve essere presentata, a cura dell'organismo di composizione della crisi, all'agente della riscossione e agli uffici fiscali competenti e contenere la ricostruzione della sua posizione fiscale più l'indicazione di eventuali contenziosi pendenti. Inoltre, unitamente alla proposta, devono essere depositati l'elenco di tutti i creditori, con l'indicazione delle somme dovute, di tutti i beni del debitore e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni, corredati delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e dell'attestazione sulla fattibilità del piano, nonché l'elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento suo e della sua famiglia.
Possono costituire organismi per la composizione delle crisi da sovraindebitamento enti pubblici dotati di requisiti di indipendenza e professionalità, gli organismi di conciliazione costituiti presso le Camere di commercio e, appunto, gli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai, che sono iscritti di diritto, a semplice domanda. Gli sono iscritti in un apposito registro tenuto dal ministero della Giustizia.
L'organismo di composizione della crisi assume ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e all'esecuzione dello stesso. I compiti e le funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi possono essere svolti anche da un professionista o da una società tra professionisti in possesso dei requisiti, ovvero da un notaio, nominati dal presidente del tribunale o dal giudice da lui delegato.

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