Rallentate le nuove aperture di partite Iva in Piemonte l'anno scorso calate a 34.938

Rallentamento delle nuove aperture di partite Iva, l'anno scorso, in Piemonte, come nel resto d'Italia. Il fenomeno, conseguente prevalentemente alla crisi economica e alle aspettative congiunturali non favorevoli, è stato censito dal ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef):  2018, in regione, sono state registrate 34.938 nuove aperture di partite Iva, 294 meno che nel 2017 e 5.360 meno che nel 2014 (-13,3%).
In particolare, in Piemonte, sono state aperte 26.260 da persone fisiche (26.779 nell'anno precedente), 2.198 da società di persone (2.348), 5.890 da società di capitali (5.913), 488 da stranieri (99) e 102 da altri soggetti (93).
A livello nazionale, nel corso del 2018 sono state aperte 512.800 nuove partite Iva e in confronto all’anno precedente si è registrata una sostanziale stabilità (-0,5%). La distribuzione per natura giuridica mostra che il 70,2% delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, circa il 24% da società di capitali e solo il 4,4% da società di persone.
Rispetto al 2017 tutte le principali forme giuridiche mostrano una flessione di avviamenti: minima per le società di capitali e le persone fisiche, più decisa per le società di persone (-9,4%). Si nota, inoltre, un deciso incremento di partite Iva avviate da soggetti non residenti (+75,2%), concentrate in particolare nell’attività di commercio elettronico.
Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 43% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,1% al Centro e il 34,6% al Sud ed Isole.
Il confronto con l’anno precedente evidenzia che i maggiori incrementi di avviamenti si sono registrati in Lombardia (+2,1%), in provincia di Bolzano (+2%) e in Calabria (+1,8%). Le flessioni più significative riguardano, invece, la Basilicata (-6,8%), l’Umbria (-6,7%) e le Marche (-6,6%). La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (il 20,6% del totale), seguito dalle attività professionali (15,4%) e dall’agricoltura (10,8%).
Rispetto al 2017 fra i settori principali si osservano apprezzabili aumenti di aperture per l’istruzione (+9,8%), servizi di informazione (+4,4%) e attività professionali (+4,3%). Le flessioni più significative si rilevano nel settore dell’alloggio e ristorazione (-6%), nei trasporti (-5%) e nelle attività manifatturiere (-2,9%).
Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 61,6% di aperture da parte di soggetti di sesso maschile.
Il 46,8% delle nuove partite Iva è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 32,6% da soggetti nella classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno 2017 mostra un calo di avviamenti solo per la classe 36-50 anni (-2,6%), mentre l’aumento maggiore riguarda la classe più anziana (+3,6%).
La distribuzione delle nuove aperture di partite Iva sulla base del Paese di nascita evidenzia che circa il 17% degli avvianti è nato all’estero. Nel 2018, i soggetti che hanno aderito al regime forfetario (anziché al regime fiscale ordinario) sono stati 195.559, con un aumento del 6% in confronto al 2017; tali adesioni rappresentano il 38,1% del totale delle nuove aperture di partita Iva.

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