Premiati e promossi per la leadership

DANIELE FERRERO
Pochi giorni fa, a Roma, presente anche Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, la cuneese Venchi è stata insignita del prestigioso Premio Leonardo 2018, assegnato ai soggetti che diffondono e rafforzano l'immagine dell'eccellenza italiana nel mondo. A ritirare il Premio, nato nel 1993 dall'idea di Gianni Agnelli e Sergio Pininfarina, allora presidente di Confindustria, è stato Daniele Ferrero, l'artefice del successo della Venchi, oltre che suo presidente, amministratore delegato e azionista di riferimento.
La Venchi, fondata a Torino nel lontano 1878, ora vende i suoi prodotti – cioccolato e gelati luxury – in più di 70 Paesi e con oltre cento negozi monomarca (la metà all'estero). Nel 2918 ha fatturato 90,5 milioni (+14% rispetto al 2017), con un mol pari al 24% dei ricavi. Quando, nel 1998, con un gruppo di soci, l'ha rilevata Daniele Ferrero, allora ventottenne, la Venchi era poca cosa, un resto del fallimento, dopo che agli inizi degli anni 60, era arrivata a contare 5.000 dipendenti Nel primo esercizio del nuovo corso, aveva fatturato un milione e mezzo e aveva tutto da ricostruire. Adesso dispone di uno stabilimento d'avanguardia a Castelletto Stura, nel Cuneese, dove ha sede, conta oltre 700 dipendenti.
Daniele Ferrero, nato a Milano nel 1970, tre figli, nessuna parentela con la famiglia della Nutella, si è laureato in Economia, con lode, al Trinity College dell'inglese Cambridge University, poi ha conseguito un Mba alla business school Insead di Fointainebleau. Ha iniziato la sua carriera alla McKinsey nell'ufficio di Londra e l'ha proseguita in quelli di Zurigo e Ginevra. Fino alla decisione di diventare imprenditore e di rilevare la Venchi, diventato un marchio “premium” riconosciuto ovunque.

MARIA LUISA GOTA
Alla Borsa di Milano, l'alessandrina Maria Luisa Gota, ha ricevuto il premio “Women in Finance” per la sezione Insurer e Women Fintech, con la seguente motivazione: “Equità, merito, formazione dei più giovani caratterizzano lo stile manageriale di Maria Luisa Gota. L’attenzione alla trasparenza all’efficienza dei processi e alla visione di lungo periodo le hanno consentito di conseguire importanti risultati economici nell’ambito di una molteplicità di progetti. Tra le sue peculiarità va sottolineata l’attenzione alla diversity e la continua cura prestata a preservare un equilibrio di genere a tutti i livelli della struttura organizzativa da lei diretta, anche con riguardo ai temi di parità salariale: in Fideuram Vita le donne rappresentano il 60% della forza lavoro; il 50% dei manager e il 50% dei manager di prima linea”.
Maria Luisa Gota, sposata, due figli, executive director in Intesa Sanpaolo, è amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Vita (850 dipendenti) da maggio 2017. In precedenza era stata responsabile della direzione Sviluppo, pianificazione, budget e controllo di sestione nella sivisione Insurance e responsabile dell’area amministrazione, bilancio, pianificazione e controllo di gestione di Intesa Sanpaolo Vita. Laureata in Matematica all’università di Torino e dottore di ricerca in Matematica per l’Economia, vanta una lunga esperienza nel campo assicurativo e finanziario, maturata in primarie società italiane ed internazionali, oltre che all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo.

FEDERICO TRONO
Nato nel 1973 a Torino, nel cui Politecnico si è laureato in Ingegneria gestionale, Federico Trono è il nuovo amministratore delegato di Basicnet, l'impresa fondata da Marco Boglione, che ne è il presidente e l'azionista di controllo (quotata in Borsa, ha marchi famosi in tutto il mondo, a partire da Kappa e Robe di Kappa, Jesus Jeans e Ki-Way).
Federico Trono è stato promosso alla guida del gruppo Basicnet, dove è entrato nel 2007 e, pochi mesi dopo, è diventato amministratore delegato di Basic Italia. Precedentemente, per sette anni, è stato manager di Accenture, dove si occupava servizi finanziari, bancari e assicurativi. In Accenture era stato assunto subito dopo la laurea.

ELISABETTA RIPA
E' a capo di una società, Open Fiber, che ha in atto un piano di investimenti per 6,5 miliardi finalizzati all'installazione, la fornitura e l'esercizio di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola, con il coinvolgimento di settemila Comuni e 271 città, da Torino a Catania. A guidare Open Fiber, che ha come azionisti Enel e la Cdp (Cassa Depositi e Prestiti), entrambe con il 50% del capitale, è la torinese Elisabetta Ripa, classe 1965.
Laurea in Economia e commercio alla Sapienza di Roma, poi studi all'Insead di Fontainbleau, Elisabetta Ripa ha incominciato a lavorare nel 1988 in un'agenzia pubblicitgaria. Poi, nel 1990 è passata in Sip, quindi in Telecom Italia e, nel 1995, ha partecipato alla nascita di Tim. Nel 2013 è stata nominata amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle (rete di oltre mezzo milione di chilometri di cavi in fibra ottica), dove lancia soluzioni innovative per le imprese, che le valgono diversi premi. Nel 2015, assume lo stesso incarico nel gruppo Telecom Argentina, coordinandone successivamente la cessione a Fintech.
Dall'inizio del 2018, Elisabetta Ripa è amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, società che, fra l'altro, pochi mesi fa, ha avuto un finanziamento di 3,5 miliardi, che rappresenta la più grande operazione di finanza struttura nell'area Emea per lo sviluppo di una rete in fibra ottica.
Elisabetta Ripa è anche consigliere di amministrazione di Autogrill, società novarese dei Benetton quotata in Piazza Affari.

EDOARDO POZZOLI E GIUSEPPE BODRERO
Edoardo Pozzoli
Il vertice della Centrale del Latte d'Italia è sempre più torinese. La caratteristica si è rafforzata con le nuove nomine di Edoardo Pozzoli e Giuseppe Bodrero, entrambi nati e cresciuti sotto la Mole.
Edoardo Pozzoli, 36 anni, laurea magistrale in Economia e direzione delle imprese con 110 e lode, all'università di Torino, dal 2014 corporate director della “Centrale” è stato nominato direttore generale, “nell'ambito della nuova organizzazione e con l'obiettivo di proseguire il percorso di ricambio generazionale”.
Inoltre, a seguito del prossimo pensionamento di Vittorio Vaudagnotti, attuale cfo (responsabile finanziario), il Consiglio di amministrazione della Centrale del Latte d'Italia, ha nominato, con effetto dal 15 aprile, Giuseppe Bodrero dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, cfo e investor relator.
Giuseppe Bodrero, nato a Torino nel 1948, è già stato cfo di industrie nel settore automotive e alimentare, da ultimo nel gruppo Caffarel, per otto anni.
Il gruppo Centrale del Latte d'Italia, quattro stabilimenti produttivi e 415 dipendenti, ha nel suo Consiglio di amministrazione diversi torinesi, tra i quali Riccardo Pozzoli (vice presidente e amministratore delegato), Elsa Fornero, Luciano Roasio, Alberto Tazzetti e la commercialista Piera Braja

CHIARA ERCOLE
Recentemente, l'Economia, settimanale del Corriere della Sera, ha dedicato a Chiara Ercole e alla Saclà la pagina riservata alle imprese che fanno la storia dell'industria italiana. Nella sua intervista, Chiara Ercole, amministratore delegato della famosa azienda astigiana fondata ottant'anni fa dal nonno e figlia del presidente Lorenzo, ha raccontato le ragioni del successo della Saclà, le nuove iniziative in atto e in programma.
Fra l'altro, da poco sono stati lanciati ben 142 prodotti diversi (“come dice mio padre – ha spiegato Chiara Ercole – la buona cucina è come la musica: le note sono quelle, l'arte sta nel metterle insieme”), i piatti pronti monoporzione della linea fresca e si sta accelerando sul fronte del biologico.
La Saclà, ben nota ed apprezzata per i suoi sottoli, sottaceti e sughi pronti, ha un fatturato annuo di 130 milioni, derivante per la metà dalle vendite all'estero (esporta in una settantina di Paesi).

ENRICO PISINO
Il Cim 4.0 (Competence Industry Manufacturing 4.0), centro di competenza piemontese finanziato con 10,5 milioni di euro dal ministero dello Sviluppo Economico sul Piano Industria 4.0, ha preso ufficialmente il via con la nomina di Enrico Pisino ad amministratore delegato. Il Cim 4.0 è costituito dal Politecnico di Torino e dall’Università di Torino, unitamente a 24 aziende private: 4D Engineering, Agilent Technologies, aizoOn Consulting, Altran Italia, Cemas Elettra, Consoft Sistemi, Eni, FCA Italy, Fev Italia, GE Avio, GM Global Propulsion Systems-Torino, Illogic, Iren, ItaldesignGiugiaro, Leonardo, Merlo, Prima Industrie, Reply., Siemens, SKF Industrie, Michelin Italiana, STMicroelectronics, Thales Alenia Space Italia e TIM.
Il Centro di Competenza metterà a disposizione delle aziende “linee pilota” innovative per diverse tecnologie manifatturiere e costituirà un punto di riferimento in tutti gli ambiti a esse collegati, come Big Data, Internet of Things, robotica, fotonica, cybersecurity, nuovi materiali, efficientamento energetico dei processi, inclusa l’organizzazione del lavoro e della produzione. E nelle prossime settimane, le aziende coinvolte si organizzeranno per filiere produttive e definiranno ulteriori sei componenti del CdA, che risulterà così pienamente operativo.
Enrico Pisino si è laureato in Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. Nei primi anni 2000, in Fiat, si è occupato di programmi di ricerca, concept car e design per modelli in produzione. Dal 2005 al 2006 è stato sirettore Produzione e materiali nel Centro Ricerche Fiat e dal 2006 al 2008 sirettore della business line Architettura del veicolo all’interno del Centro. Dal 2008 è stato direttore della Interiors Unit del Gruppo fino al 2011, quando è diventato Head of Innovation di Chrysler Group. Nel 2013 è stato nominato Head of Vehicle Research & Innovation di Fiat Chrysler Automobiles. Dal 2015 è presidente del Settore Ricerca strategica & Innovazione per propulsione sostenibile di Eucar Council. Dal 2016 è membro del Comitato scientifico della Fondazione Politecnico di Milano e Presidente del National Technology Cluster Transport Italy 2020.

Nessun commento: