La "Magna Charta" a Vercelli

Sono arrivati da Pavia e da Milano e non solo per assistere alla conferenza “Magna Charta Libertatum a Vercelli. Alle radici delle Costituzioni europee?”. Un successo decretato fin dalla presentazione dei relatori, Alessandro Barbero, storico e docente di Storia Medioevale all'Università del Piemonte Orientale e Massimo Cavino, costituzionalista e docente di Diritto costituzionale. Non per tutti, però, c’è stata la possibilità di partecipare al terzo appuntamento della rassegna "MeetUp on Friday - I venerdì della Fondazione”, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli. Tanto che il presidente, Fernando Lombardi, non ha escluso la possibilità di proporre un “bis” nel corso del periodo delle celebrazioni per gli 800 anni di fondazione dell’abbazia di Sant’Andrea. L'appuntamento, moderato da Paolo Garbarino, vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, già rettore dell'Upo, ha visto inoltre l'introduzione di Gianna Baucero, presidente dell'associazione Chesterton e autrice di un volume sull'antico documento inglese. Tutti gli interventi hanno generato lunghi applausi, conferma ulteriore del grande interesse per l'iniziativa. La Magna Charta,che sarà esposta a Vercelli, in Arca, è quella conservata nella cattedrale di Hereford e concessa nel 1217 da Guala Bicchieri. Non reca più il sigillo, ma si sa con certezza che è stata siglata dal cardinale vercellese, come precisato da Gianna Baucero, che ha contattato i vertici della cattedrale britannica per portarla in città. “Il documento è in perfetto stato di conservazione – ha spiegato Gianna Baucero - Presenta solo piccole imperfezioni sul lato destro e un piccolo strappo nella parte inferiore. Nulla per essere una signora di 800 anni. Misura 47 centimetri per 30 circa e presenta 64 righe, scritte con una grafia uniforme, nitida. Lo stile è quello tipico della cancelleria reale. Consta di 39 articoli: il testo scorre ed è stato così suddiviso per comodità di studio. L’edizione del 1217 è stata il modello per quella definitiva concessa nel 1225 in diritto proprio da Enrico. Il sigillo di Guala Bicchieri, perduto, aveva forma a mandorla e doveva essere ancorato a due linguette pergamenacee”. La Magna Charta di Hereford è una grande viaggiatrice. Nel 2015 in occasione degli 800 anni della prima concessione ha toccato sette Paesi, tre continenti, passando per 25 fusi orari. “Siamo orgogliosi di averla ora a Vercelli - ha aggiunto Baucero - Quando nell’estate scorsa inviai la mail a canon Chris Pullin per vedere se poteva esserci la possibilità di un prestito espositivo, dopo due giorni la risposta è stata: “Why not?”, ovvero “Perché no?”. La Magna Charta è un prototipo di Costituzione? Sostenere che sia la radice di tutto, come spiegato da Cavino, forse è troppo anche se alcune clausole in essa contenuta hanno inciso sulla divisione dei poteri in Inghilterra: "Oltre Manica alcuni aspetti ancora oggi si fondano sull'antico documento, mentre altre consuetudini costituzionali non trovano riscontro scritto". Un esempio? Una sentenza del gennaio 2017 della Corte Suprema Inglese sulla Brexit, ha respinto il tentativo del governo britannico di decidere autonomamente al posto del Parlamento. Cavino ha affermato inoltre: "Con la Magna Charta è stata sancita, su un documento, l’importanza della democrazia rappresentativa, mediando tra popolo e re". Cavino si è poi concesso una digressione, guardando all'attualità italiana: "E' in corso una revisione costituzionale: la visita della Magna Charta possa essere un'occasione simbolica per riflettere proprio sulla democrazia rappresentativa".

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