La Fratelli De Benedetti pone fine a Cofide e spiega i tre obiettivi della "nuova Cir "

Rodolfo De Benedetti e Monica Mondardini 
Colpo a sorpresa del gruppo Fratelli De Benedetti. I consigli di amministrazione di Cir-Compagnie Industriali Riunite e di Cofide-Gruppo, presieduti da Rodolfo De Benedetti, hanno esaminato e approvato il progetto di fusione per incorporazione della controllata Cir nella controllante Cofide. Il rapporto di cambio è di 2,01 nuove azioni Cofide per una azione Cir. Lo ha noto un comunicato congiunto delle due società, entrambe quotate in Borsa.
"La fusione rappresenta una svolta molto importante per il nostro gruppo – ha spiegato il presidente, Rodolfo De Benedetti - e ci consentirà di semplificarne la struttura societaria e renderla coerente con l'evoluzione del mercato, nell'interesse degli azionisti di Cir e di Cofide. La nuova holding confermerà la focalizzazione sulle attività industriali e si chiamerà Cir".
Rodolfo De Benedetti ha aggiunto: "Con l'amministratore delegato, Monica Mondardini, proseguiremo il percorso di creazione di valore per tutti gli azionisti e di consolidamento e crescita delle nostre partecipazioni strategiche".
Il comunicato, diramato dopo la chiusura odierna delle contrattazioni a Piazza Affari, riporta inoltre che la fusione è finalizzata, principalmente, ad accorciare la catena di controllo rispetto alle società operative (la Fratelli De Benedetti avrà il 29,8% del capitale post fusione e il 44,8% dei diritti di voto), ad aumentare il flottante favorendo così la facilità di negoziazione delle azioni e l'appetibilità delle stesse da parte degli investitori e a ridurre i costi operativi legati al mantenimento di due holding quotate, semplificando la struttura partecipativa e l'assetto di governo societario, con conseguente creazione di sinergie a vantaggio di tutti gli azionisti.
Cir ha chiuso il bilancio 2018 con ricavi consolidati per 2,82 miliardi e un utile netto di 12,9 milioni (nel bilancio 2017 aveva dichiarato una perdita di 5,9 milioni). 

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