Damiani vicina all'uscita da Piazza Affari

La famiglia Damiani di Valenza 
Il listino delle quotate piemontesi sta per perdere un'altra società. E' prevista entro la fine di questo mese, infatti, l'uscita della valenzana Damiani, ben nota in diverse parti del mondo per i suoi gioielli. La lussemburghese Laeding Jewels, interamente posseduta dalla famiglia Damiani, in seguito alla sua Opa – offerta pubblica di acquisto – ha già in portafoglio oltre il 95% delle azioni Damiani e ha così sia superato la soglia per l'ottenimento del delisting (90%) sia conseguito il diritto allo “squeeze out”, cioè il diritto di acquisto sulle azioni residue non portate in adesione all’Opa totalitaria.
La Damiani era entrata in Borsa nel 2007.
Alla domanda sulle ragioni del delisting, Guido Damiani, presidente dell'omonima impresa di Valenza Po, ha spiegato che la famiglia vuole “investire sul lungo termine, mentre i mercati si aspettano risultati immediati, cosa che si traduce in un disallineamento tra la famiglia e gli azionisti”. L’Opa sarebbe parte di una strategia votata a investimenti in brand storici del lusso e al loro sviluppo.
Damiani ha chiuso l’ con ricavi consolidati pari a 164,2 milioni (+1,6%, a cambi correnti). L’ebitda è stato pari a 5,3 milioni (+24,1% rispetto all’esercizio precedente, il quale beneficiava anche di proventi non ricorrenti per 1,5 milioni), ma il risultato netto di pertinenza del gruppo è stato negativo per 4,0 milioni, comunque in miglioramento rispetto al rosso di 5,5 milioni dell’esercizio precedente. Al 31 marzo 2018, il gruppo gestiva 63 punti vendita nel mondo, di cui 49 monomarca Damiani.

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