Interscambio 2018 Piemonte-Cina: -9,4% calo delle esportazioni e più importazioni

E' un biglietto da visita non bello quello che il Piemonte presenta in occasione della visita di Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, in Italia. Perché è una delle quattro regioni che nel 2018 ha evidenziato un calo dell'interscambio con il grande e potente Paese asiatico e la sola industriale, insieme con il Lazio.
L'anno scorso, infatti, l'interscambio Piemonte-Cina è stato di 4,092 miliardi di euro, il 9,4% in meno rispetto ai 4,514 miliardi del 2017. Così, fra l'altro, la quota piemontese degli affari con la Cina è scesa al 9,3%.
Fra l'altro, mentre le importazioni dal Paese di Xi Jinping nel 2018 sono aumentate a 2,336 miliardi dai 2,215 miliardi del 2017, il valore delle esportazioni piemontesi in Cina è sceso a 1,755 miliardi dai 2,299 miliardi dell'anno precedente, per cui è peggiorato il saldo della relativa bilancia commerciale.
Venendo alle singole province, ecco i corrispondenti valori dell'interscambio con la Cina: Torino 2,133 miliardi (-23,6% rispetto al 2017), Cuneo 420 milioni (-0,1%), Biella 366,5 milioni (+15,1%), Vercelli 332,2 milioni (+27,5%), Novara 296,9 milioni (-2,5%), Alessandria 288,3 milioni (+25,8%), Asti 198,1 milioni (+48,9%), Verbania 57 milioni (+3,7%).
L'interscambio 2018 Italia-Cina è risultato di 43,950 miliardi, superiore del 4,8% ai 41,949 miliardi dell'anno precedente.
La quota della sola provincia di Torino è stata del 4,9%, comunque la terza maggiore a livello italiano. Tassi più alti sono stati evidenziati soltanto dalle province di Lodi (5,3%) e di Milano (18,8%, pari a 8,258 miliardi). Torino ha preceduto anche Bologna (3,4%), Treviso (3,2% come Vicenza e Bergamo).
L’Italia in Cina: si stima che le imprese cinesi a partecipazione italiana siano oltre 1.700, con circa 150 mila addetti e un giro d’affari di 22 miliardi di euro. A queste vanno sommate le 450 imprese a capitale italiano presenti a Hong Kong, che contano circa 8.000 addetti e un giro d’affari di oltre 2,3 miliardi di euro. Nel complesso, il numero di imprese italiane direttamente presenti in Cina o a Hong Kong – con uffici di rappresentanza, joint venture o WFOE – supera dunque di gran lunga le 2.000 unità, dato più che raddoppiato negli ultimi quindici anni.
La Cina in Italia. Alla fine 2017 risultavano direttamente presenti in Italia, attraverso almeno un’impresa partecipata, 300 gruppi cinesi, di cui 216 cinesi e 84 con sede principale a Hong Kong. Con riferimento alla distribuzione territoriale delle imprese partecipate concentrate per i quattro quinti del totale nelle regioni settentrionali. Spicca la Lombardia, che ospita 214 imprese a capitale cinese, pari al 41,6% del totale; seguono Lazio con 71 imprese, Emilia-Romagna con 46, Piemonte con 40 e Veneto con 36.
La Lombardia guida anche la graduatoria relativa al numero di dipendenti (8.357, pari al 32,1% del totale), seguita da Emilia-Romagna (3.846), Piemonte (3.801), Veneto (3.094) e Liguria (2.932); queste cinque regioni pesano da sole per quasi l’85% del totale.

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