Gustavo Zagrebelsky spiega l'obiettivo della nuova Biennale Democrazia

La nuova edizione di Biennale Democrazia è intitolata “Visibile invisibile”, volta a individuare le distorsioni del nostro tempo, comprenderle e cercare di superarle. Da mercoledì 27 a domenica 31 marzo, Torino ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a questa riflessione collettiva, declinata in 36 dialoghi, 22 discorsi, 17 dibattiti e tante altre forme; trattando temi che vanno dalla politica all’arte, dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport, per un totale di 133 incontri.
In questa edizione più che mai, Biennale Democrazia ha voluto coinvolgere il territorio, aprendosi a nuovi spazi e collaborazioni, e costruendo un approccio transdisciplinare: per capire il mondo contemporaneo il dibattito deve necessariamente attraversare le discipline, scovarne le intersezioni, sfruttarne la complessità e valorizzarne le diversità.
Nel quadro dei percorsi formativi “in presenza” di Biennale sono state coinvolte 90 classi (oltre 2.300 studenti), allargando il progetto anche alla provincia di Cuneo; mentre per quanto riguarda il coinvolgimento a distanza, nel Campus allestito durante i giorni del festival saranno ospitati 130 ragazzi da tutta Italia. Confermate anche le call lanciate per promuovere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle organizzazioni culturali e degli studenti universitari, con una particolare attenzione al quartiere Aurora, che quest’anno diventerà il secondo cuore pulsante della kermesse con il progetto speciale Welcome Aurora.
Gustavo Zagrebelsky, presidente di Biennale Democrazia, ricordando che la manifestazione compie dieci anni ha spiegato: “Crediamo di essere finalmente approdati nel mondo-in-cui-tutto-è-visibile, ma questa cieca fiducia può essere ingannevole. Di fronte ai rischi di una società nella quale le esistenze sono sempre più trasparenti le une alle altre, ma sempre più distanti o chiuse in universi impermeabili, è importante un’opera di costante manutenzione dei legami invisibili che ci uniscono agli altri, per ricomporre alto e basso, uguali e diversi, centro e periferie.”
Ambra Angiolini, ospite di Biennale Democrazia 
Tra i tanti ospiti: Rosario Aitala; Ambra Angiolini; Alessandro Baricco; Maria Vittoria Ballestrero; Roberto Battiston; Mauro Berruto; Piero Boitani; Goran Bregović; Massimo Cacciari; Anna Caffarena; Mario Calderini; Luciano Canfora; Eva Cantarella; Flavio Caroli; Filippo Ceccarelli; Jury Chechi; Luigi Ciotti; Vanni Codeluppi; Carlo Cottarelli; Alessandro Dal Lago; Serena Dandini; Roberta De Monticelli; Philip Di Salvo; Ernesto Franco; Carlo Freccero; Nadia Fusini; Vittorio Gallese; Fabio Geda; Giuseppe Genna; Massimo Giannini; Enrico Giovannini; Maurizio Molinari; Tomaso Montanari; Michela Murgia; Paolo Nespoli; Carlo Olmo; Elena Ostanel; Antonio Padoa- Schioppa; Dario Pagani, Adriano Prosperi; Pif; Walter Quattrociocchi; Isabella Ragonese; Mario Rasetti; Giuseppe Ricci; Luis Sal; Carlotta Sami; Luca Serianni; Carla Signoris; Luca Sofri; Aboubakar Soumahoro; Giovanni Tizian; Paola Turani; Nadia Urbinati; Ersilia Vaudo Scarpetta; Elena Verdolini; Matteo Maria Zuppi
Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900. La forza della progettualità di Biennale risiede nel privilegio di poter contare su tanti importanti partner, che non si limitano a contribuire economicamente alla sussistenza della manifestazione, ma partecipano attivamente alla costruzione del programma, offrendo contenuti, idee, proposte, sfide che vanno ad arricchire l’offerta del cartellone e il dialogo tra le discipline.
In quest’ottica, Intesa Sanpaolo ha contribuito a coinvolgere grandi ospiti nazionali e internazionali; Eni si è fatto promotore di un prezioso approfondimento dedicato all’economia circolare e alle tematiche ambientali; Lavazza ha scelto come tema guida le luci e le ombre della celebrità; grazie a Reale Mutua è stato possibile invitare grandi interpreti della cultura italiana a raccontare la società da prospettive inedite; Smat ha reso possibile l’incontro sulla Space Economy con Paolo Nespoli e ancora, la Camera di commercio, attraverso la piattaforma di Torino Social Impact, ha promosso un’importante riflessione sulla possibilità di un futuro che trovi nell’impresa sociale la chiave dello sviluppo. Main partner: Intesa Sanpaolo ed Eni, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e con il contributo della Camera di commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino. Partner: Lavazza; Reale Mutua; Smat; con il patrocinio dell'Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino, con il supporto di OGR Officine Grandi Riparazioni, Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT, Opera Torinese del Murialdo, Torino Social Impact e Fondazione Artea.

Nessun commento: