Fca, in Europa 2 soddisfazioni a febbraio ma nel bimestre sorpassata da Hyundai

Mike Manley, amministratore delegato di Fca
Un paio di soddisfazioni, ma anche diverse delusioni. E' quanto ha dato a Fca il mercato automobilistico europeo nel mese appena passato. In febbraio, infatti, il gruppo guidato da Mike Manley ha riguadagnato il quarto posto nella classifica dei Costruttori per numero di vetture vendute (80.213) e sono sue le due marche che hanno fatto registrare il maggior incremento percentuale di consegne di vetture a clienti finali rispetto allo stesso mese 2018: Lancia-Chrysler + 38,4% (5.817 le nuove immatricolazioni) e Jeep + 35,5% (16.286).
Fine dei buoni risultati. Perché, comunque, Fca ha perso oltre 4.000 immatricolazioni rispetto al febbraio dell'anno scorso (-5,2%, mentre il calo del mercato è stato dello 0,9%) e la sua quota è scesa al 7% dal 7,3% dello stesso mese precedente; inoltre, ha perso una posizione nella graduatoria europea bimestrale, dove l'ha superata il gruppo Hyundai, che comprende Kia.
Il gruppo Fca è sceso al quinto posto, dato che le sue nuove immatricolazioni dall'inizio dell'anno sono risultate 152.907, il 10% in meno rispetto al corrispondente periodo 2018 e pari al 6,4% delle 2.374.963 registrate in tutta la parte occidentale del Vecchio Continente (-2,9%), a fronte della quota del 6,9% precedente. Il gruppo Hyundai, invece, ne ha contate 157.548 (+0,4%), ottenendo così la quota del 6,6% (era del 6,4% a fine febbraio 2018).
Il bilancio dei primi due mesi di quest'anno mostra i seguenti risultati: gruppo Volkswagen primo con la quota del 24,3% (24,5% nel corrispondente bimestre 2018), seguito, nell'ordine, da gruppo Psa – Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauxhall con il 17% del mercato (16,7%), gruppo Renault, che comprende Dacia, Lada e Alpine col 10,1% (9,8); al sesto posto Ford col 6,3% (6,5), al settimo il gruppo Daimler, formato da Mercedes e Smart, col 6% (5,7), all'ottavo Bmw-Mini col 5,9% (5,9), al nono Toyota-Lexus col 5% (5,1) e al decimo Nissan col 2,6% (3,4).
Chiiudono la graduatoria bimestrale Volvo col 2,1% (1,8), Mazda con l'1,5% (1,5%) Jaguar-Land Rover con l'1,3% (1,2), Mitsubischi con l'1% (0,8) e Honda con lo 0,8% (0,9).
In gennaio, Fiat Chrysler Automobiles era precipitata all'ottavo posto nella classifica per numero di vetture vendute nel Vecchio Continente; mentre era quarta nello stesso mese dell'anno scorso. Il gruppo pilotato da Mike Manley era stato sorpassato da Daimler (Mercedes e Smart), da Bmw-Mini, da Ford e da Hyundai-Kia.
Allora, la quota di Fca era risultata del 5,9% (6,6% nel gennaio 2018), inferiore appunto al 6% di Daimler e del gruppo Bmw, al 6,4% di Ford, al 6,7% del gruppo Hyundai, al 9,6% del gruppo Renault, al 16,8% del gruppo Psa e, infine, al gruppo Volkswagen, formato anche da Audi, Seat, Skoda e Porsche.
Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles sta pagando i problemi della sua gamma d'offerta, meno completa e meno aggiornata di quelle dei principali concorrenti. Lancia ha in listino soltanto più la piccola Ypsilon, venduta esclusivamente in Italia. L'Alfa Romeo dispone della Giulia, della Stelvio e della Giulietta. I primi due modelli sono recenti, oltre che molto belli, ma hanno meno clienti del previsto; la Giulietta mostra i segni dell'invecchiamento.
Fiat schiera Panda, 500, 500L, 500X e Tipo, oltre che Doblò e Qubo. Troppo poco per ottenere numeri maggiori. Panda e 500 sono “miracolose”, data l'età; però, oltre non possono andare.

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