Ecco dieci buoni motivi per avere fiducia

Monica Bellucci,
un'emblema internazionale
dell'Italia 
L’Italia è tra i primi cinque Paesi al mondo con un surplus manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. E' seconda, dopo la Cina ,per quota di mercato nella moda e per surplus commerciale nel legno-arredo. E' prima in Europa per la sostenibilità in agricoltura. La filiera della cultura in Italia produce 92 miliardi di euro, che arrivano a 255 con l’indotto. Nonostante alcune gravi criticità, il Bel Paese è leader nell’economia circolare per il recupero dei rifiuti con 307 tonnellate di materia per milione di euro prodotto. Inoltre, l’Italia è il primo produttore al mondo di make-up con il 55% del mercato globale e sarà il primo al mondo a vietare le microplastiche nei cosmetici da gennaio 2020, mentre dal primo gennaio 2019 sono vietati i cotton fioc con i bastoncini in plastica.
Questi e altri primati sono raccolti nel dossier “L'Italia in 10 selfie 2019”, realizzato dalla Fondazione Symbola, che descrive i punti di forza di un Paese “troppo spesso svalutato e che non pone in risalto le sue capacità ed eccellenze”. Dieci esempi di come la via della sostenibilità ambientale possa rilanciare, in chiave green, sviluppo e occupazione, contribuendo allo stesso tempo a contrastare i mutamenti climatici e rendere più competitive le imprese.
Mantenere e far crescere i primati dell’Italia si può, puntando sull’innovazione e sulle nuove generazioni” ha commentato il Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, aggiungendo “Come mostra una nostra recente ricerca, il 58% delle medie imprese industriali è già attivo sul fronte del digitale; ma occorre migliorare, visto che quasi un imprenditore su quattro non ha ancora preso in considerazione il web come strategia di marketing. E occorre far spazio ai giovani under 30, che solo in 405mila, poco più del 4% del totale, ricoprono ruoli di responsabilità nelle imprese italiane”.
I dieci selfie in sintesi:

1. UNO DEI CINQUE PAESI CON SURPLUS DI OLTRE 100 MILIARDI DI DOLLARI.
Con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 107 miliardi di dollari nel 2017, l’Italia conferma il proprio ruolo di punta nell’industria mondiale. Con 905 prodotti sui 5206 censiti nel commercio mondiale, l’Italia è prima (228 prodotti), seconda (364) o terza (313) al mondo per saldo commerciale con l’estero.
2. CULTURA, BELLEZZA E CREATIVITÀ VALGONO IL 16,6% DEL PIL.
Alla filiera della cultura l’Italia deve 92 miliardi di euro, il 6,1% della ricchezza prodotta nel Paese nel 2017. Questi oltre 90 miliardi ne mettono in moto altri 163 nel resto dell’economia: 1,8 euro per ogni euro prodotto dalla cultura. Si arriva così a 255,5 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale (il 16,6% del Pil), col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano. Cultura e creatività danno inoltre lavoro al 6,1% del totale degli occupati in Italia, pari a 1,5 milioni di persone. L’Italia si conferma la meta dell’eurozona preferita dai turisti extraeuropei.
3. LA GREEN ECONOMY DÀ FORZA ALLE IMPRESE
Sono 345.000 le imprese italiane (il 24,9% dell’imprenditoria extra-agricola, nella manifattura addirittura il 30,7%) che negli ultimi cinque anni hanno scommesso sulla green economy. Solo quest’anno circa 207 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza. Con vantaggi competitivi in termini di export (il 34% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 27% delle altre) e di innovazione (il 79% ha sviluppato attività di innovazione, contro il 43%). La green economy fa bene anche all’occupazione. Alla green economy si devono già 2,999 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’: il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Nel 2018 c’è stata una domanda di green jobs pari a 473.600 contratti attivati, il 10,4% del totale delle figure professionali richieste.
4. SUPERPOTENZA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE.
Con 307 tonnellate di materia prima per ogni milione di euro prodotto, l'Italia è seconda tra i grandi Paesi Ue per uso efficiente di materia, dietro la Gran Bretagna (236 t, economia trainata però dalla finanza) ma davanti a Francia (326), Spagna (360) e Germania (408). L’Italia è leader europeo per dematerializzazione dell’economia: per ogni kg di risorsa consumata genera quattro euro di Pil, contro una media Ue di 2,24 euro e un dato della Germania di 2,3 euro. L’Italia con il 76,9% è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti, più del doppio della media Ue (36%) e meglio di Francia (53,6%), Regno Unito (43,6%), Germania (42,7%) e Spagna (36,1%).
5. L’INDUSTRIA DEL LEGNO ARREDO SECONDA PER SURPLUS COMMERCIALE.
Con quasi 10 miliardi di dollari di surplus, l’industria italiana del legno arredo è seconda nella graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta solamente dalla Cina (85,3 miliardi) ma davanti ai competitor polacchi (9,7 miliardi), messicani (6,8 miliardi), vietnamiti (5,2 miliardi) e tedeschi (3,5 miliardi). L’Italia è la prima nazione esportatrice europea del settore (con il 30% del totale esportato dall’Ue), grazie anche alle scelte ambientali delle imprese. 
6. MODA: SOLO LA CINA HA UNA SUPERIORE QUOTA DI MERCATO.
Nell’industria della moda l’Italia ha reagito meglio degli altri Paesi Europei alla crisi degli anni recenti, rafforzando la sua posizione di leadership internazionale. E' seconda al mondo per quote di mercato (6,5% complessivamente e il 10% nelle calzature, l’11% nella pelle, il 12% negli accessori), dopo la Cina (40,4%) e davanti a Germania (5,4%), India (4,7%), Hong Kong (3,9%). L’Italia, inoltre, produce oggi oltre 1/3 di tutto il valore aggiunto del settore della moda nell’Ue 28, il triplo della Germania, quattro volte quello di Francia e Spagna.
7. PRIMATO NELLA UE PER PRODUZIONE FARMACEUTICA.
L’Italia è il primo Paese produttore di farmaci dell’Unione europea. Con 31,2 miliardi di euro di valore della produzione superA la Germania e tutti gli altri grandi Paesi Ue. Questo grazie all’aumento dell’export: l’Italia, negli ultimi DIECI anni, ha registrato la crescita maggiore (+107% cumulato) tra i big Ue (+74% la crescita media). Anche per le imprese del farmaco, qualità e sostenibilità ambientale sono importanti fattori di competitività.
8. IL MAGGIOR ESPORTATORE EUROPEO DI BICICLETTE.
L’Italia è il primo esportatore europeo di biciclette: ne vende all’estero 1.758.768 (2017), più di Portogallo (1.730.457), Olanda (1.621.774), Germania (921.641), Romania (680.351). Queste bici valgono il 15,2% del totale dell’export europeo e sono 244.424 in più dell’anno precedente. Se si considera l’intera filiera (quindi anche componenti e riparazioni), quella della bicicletta conta 3.098 imprese e 7.741 addetti. Un contributo importante alla prospettiva di una mobilità sostenibile. 
9. LEADER MONDIALE NELLA PRODUZIONE DI MAKE UP.
L’Italia è il primo produttore mondiale di make up, con quasi il 55% del mercato mondiale prodotto da imprese italiane. Di gran lunga davanti ai competitor Corea, Germania, Francia e Brasile. Nel mercato europeo i cosmetici realizzati in Italia valgono il 67% del mercato. Nel 2018 l’export italiano è cresciuto dell’8% e il surplus commerciale vale 2,6 miliardi euro. E' al primo posto anche nelle sfide ambientali: l'Italia eliminerà le microplastiche dai cosmetici dal primo gennaio 2020. Già dal primo gennaio 2019, comunque, è il primo Paese al mondo a vietare i cotton fioc in plastica non biodegradabile.
10. IL PAESE PIÙ SOSTENIBILE IN AGRICOLTURA.
Con 569 tonnellate per ogni milione di euro prodotto l’agricoltura italiana emette il 46% di gas serra in meno della media Ue 28,e fa decisamente meglio di Spagna (+25% rispetto al nostro Paese), Francia (+91%), Germania (+118%) e Regno Unito (+161%). L’Italia ha il minor numero di prodotti agroalimentari con residui di pesticidi (0,48%), inferiore di sette volte rispetto ai prodotti francesi e di quasi quasi volte di quelli spagnoli e tedeschi. Con 64.210 produttori biologici il nostro Paese è campione del settore, seguito da Spagna (36.207) e Francia (32.264).

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