Ecco come e perché la criminalità mafiosa si diffonde nel sistema imprenditoriale

Ciro Santoriello, magistrato della Procura di Torino
La mafia sarà sconfitta quando il Paese sarà maturo. Per vincerla non esistono scorciatoie.
Solo la diffusione del senso civico e della legalità possono far regredire la criminalità organizzata. Anche nell'economia. Anche in Piemonte, dove, sempre più spesso, emergono casi di corruzione, concussione, estorsione, riciclaggio di denaro sporco, evasione fiscale, usura, lavoro nero, truffe. Meno che in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna; ma, comunque, in modo preoccupante.
Di “corruzione, criminalità economica e criminalità mafiosa, tre facce di un'unica realtà” ha parlato Ciro Santoriello, magistrato della Procura di Torino, dove è coordinatore del Gruppo di diritto penale dell'economia”, in un incontro organizzato dall'Ordine torinese dei commercialisti per suoi iscritti e per giornalisti.
Grande esperto di criminalità economica, docente in Università, Scuole di formazione e di management, autore di numerose pubblicazioni attinenti proprio a temi quali la bancarotta, il falso in bilancio, all'autoriciclaggio, al diritto penale societario, Ciro Santoriello conosce bene l'impresa mafiosa, le sue modalità operative, le sue capacità di espansione, la sua crescente pervasività nel tessuto economico locale.
La mafia è diventata membro del sistema imprenditoriale che, in alcune regioni del Sud, non è stato capace di respingerla ed espellerla. Lo è diventata certamente perché tante imprese sane sono state minacciate e hanno ceduto ma anche perché, poi, le stesse imprese che erano sane hanno incominciato ad avvalersi della mafia per i propri interessi, passando dalla connivenza alla collaborazione.
Il regime sanzionatorio non basta a battere la mafia là dove molti imprenditori pensano che, per migliorare le performance delle loro aziende, sia profittevole evadere le tasse, non pagare i contributi, non rispettare le normative anti-infortunistice e di tutela ambientale, far lavorare in nero, accettare il caporalato, corrompere per ottenere appalti o commesse, sovra-fatturare, pagare i fornitori con insopportabili ritardi, falsificare i bilanci, accettare come socio chi porta denaro sporco e compiendo altri reati.
Certo, le male imprese possono praticare prezzi più bassi, imporsi sul mercato, fare grandi profitti. Tanti boom sono frutto di illegalità. Ma le imprese mafiose alla lunga sono perdenti. “I mafiosi sono stupidi” ha detto Ciro Santoriello. Quelli che hanno creato e alimentato la terra dei fuochi non hanno avvelenato i loro figli e i loro nipoti? E le comunità che hanno la mafia, la criminalità organizzata, si trovano forse in condizioni economiche, sociali e ambientali migliori di quelle che non patiscono questa piaga mortale?
Se è vero che la mafia è nelle aree più povere è altrettanto vero che sono più povere perché è la mafia che le rende tali. Santoriello ha ribadito: la crescita della mafia non è conseguente alla crisi economica, che invece è un effetto della pervasività della mafia nell'economia. Uno dei grandi fattori della crisi economica dell'Italia è che non abbiamo abbastanza imprese buone, è insufficiente la consapevolezza che fare impresa rispettando le leggi è più conveniente che farla con l'illegalità. Solo la legalità garantisce lo sviluppo, vero, solido, duraturo.
Ciro Santoriello non è ottimista. Non vede progressi di maturità civile e del sistema economico. D'altra parte, recentemente, l'Istat ha ricordato che in Italia già nel 2016 l'economia sommersa da sotto-dichiarazioni valeva oltre 95 miliardi, il lavoro irregolare 78 miliardi, il traffico da stupefacenti 12,6 miliardi miliardi e la prostituzione quasi 4 miliardi.
Sempre l'Istat, pochi giorni fa, ha diramato un report dal quale emerge che il 29,3% degli italiani ritiene accettabile non pagare le tasse, quasi la metà asseconderebbe la richiesta di una prestazione in nero, un quarto giudica la corruzione un fatto naturale e inevitabile, sei persone su dieci considerano pericoloso denunciare fatti di corruzione e il 36,1% lo ritiene addirittura inutile.
Indubbiamente, prove che siamo ben lontani dalla maturità e la mafia avanza perché favorita da diversi comportamenti incivili che rendono mafiosi singoli individui, facendo prosperare il sistema mafioso.

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