Classifica reputazionale dei top manager: entra Ripa, perde il podio John Elkann

Elisabetta Ripa, ad e dg di Open Fiber
Una new entry torinese nella classifica di febbraio della “Top Manager Reputation”, il campionato italiano della reputazione web dei cento soggetti apicali delle principali imprese attive nel nostro Paese. Si tratta di Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, figura quarantaduesima nella graduatoria della Top Manager Reputation relativa al mese scorso, con 47,17 punti.
Il punteggio ottenuta dalla nuova entrata è superiore a quelli sia di Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali (44,61), sceso dal quarantanovesimo al cinquantasettesimo posto; sia della novarese Catia Bastioli (43,52), calata dalla posizioni numero 58 alla 62; sia di Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero (40,15), risultato settantanovesimo mentre era settantacinquesimo in gennaio; sia, infine, di Rodolfo De Benedetti, numero 1 del gruppo Cofide-Cir (38,97), che, invece, ha guadagnato quattro posizioni diventando ottantunesimo.
A perdere posizioni, nel mese scorso, sono stati anche John Elkann, Andrea Agnelli e Mike Manley; mentre ne ha guadagnate Gian Maria Gros-Pietro e hanno chiuso in parità Carlo Messina e Urbano Cairo, rimasto saldamente al primo posto.
John Elkann e Andrea Agnelli
John Elkann, presidente di Exor, Fca, Ferrari e non solo, numero uno del gruppo Agnelli-Elkann-Nasi, in febbraio ha perso il podio, nuovamente superato da Claudio Descalzi (Eni) e dal Francesco Storace (Enel). John Elkann è così tornato quarto, non ostante l'aumento del punteggio da 63,6 a 64.
Quanto al cugino Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è finito dodicesimo, dopo che, in gennaio, aveva fatto un balzo di venti posizioni, conquistando la settima. Il balzo di Andrea Agnelli più che alle prestazioni della squadra bianconera era stato generato dai grandi rialzi della Juventus in Borsa, che in gennaio aveva visto la sua quotazione aumentare del 36,25% rispetto all'ultima seduta di dicembre.
Urbano Cairo
Comunque, “Top Manager” anche per febbraio ha attribuito la medaglia d'oro della reputazione all'alessandrino Urbano Cairo, numero uno di Rcs Mediagroup e della Cairo Communication, società entrambe quotate alla Borsa di Milano, oltre che patron del Torino Calcio. Il punteggio di Urbano Cairo è stato di 77,88, inferiore ai 79 di gennaio, ma superiore ai 75,9 di dicembre e ai 77,2 punti di novembre, oltre che di 9,16 rispetto a Francesco Starace, secondo in classifica.
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo destinato alla riconferma al vertice operativo della principale banca italiana, che ha ancora la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista, è rimasto quinto, con 61,13 punti a fronte dei 59,6 punti precedenti, consolidando la sua posizione, guadagnata in settembre.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo
Gli altri top manager riferibili, per varie ragioni, al Piemonte che figurano nella prima metà della classifica di gennaio per reputazione web sono l'inglese Mike Manley, neo amministratore delegato di Fca, trentaseiesimo con 48,04 mentre era ventottesimo in gennaio con 48,7 e il torinese Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, oltre che di Astm Autostrada Torino Milano e, fra l'altro, consigliere di amministrazione della Edison.
Gian Maria Gros-Pietro, prossimo a essere confermato presidente di Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, è salito al trentottesimo posto con 47,38 punti, dal quarantaquattresimo che occupa in gennaio con 46,2 punti.
La graduatoria Top Manager Reputation comprende le prime cento figure apicali delle imprese attive in Italia e viene redatta distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.

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