Cassa integrazione a gennaio, la fotografia scattata e commentata dalla Uil Piemonte

Gianni Cortese, Segretario generale Uil Piemonte
Il primo rapporto dell’anno sulla cassa integrazione in Piemonte evidenzia un calo di ore autorizzate rispetto a gennaio del 2018 e un incremento del 21,6% rispetto al mese precedente. I dati confermano un livello di richieste quasi simile all’inizio della crisi del 2008, ma è prematuro esprimere giudizi certi di tendenza, anche perché siamo preoccupati da alcuni indicatori economici che rappresentano un’Italia in stagnazione, se non in recessione”.
Così Gianni Cortese, segretario generale della Uil Piemonte, ha iniziato il suo commento ai dati sulla Cig di gennaio. Se in Italia, ne primo mese dell'anno sono state richieste 15.156.683 ore di cassa integrazione (+8,2% rispetto a dicembre), in Piemonte la richiesta è stata di 1.128.120 ore, in aumento del 21,6% (-12,6% l'ordinaria e +177,6% la straordinaria).
L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra gennaio 2019 e dicembre 2018, è stato il seguente: Alessandria +240,9%, Vercelli +204,8%, Torino +31,1%, Verbania +11,6%, Cuneo +0,8%, Novara -46,9%, Biella -55,2%, Asti -92,7%. Torino, con 731.576 ore richieste, si colloca al quarto posto tra le province più cassaintegrate d’Italia, dopo Genova, Roma e Frosinone.
Nel raffronto regionale tra il primo mese del 2019 e lo stesso periodo del 2018, le ore di cassa integrazione sono diminuite del 34,3% (-34,4% l'ordinaria e-34,1% la straordinaria). A livello nazionale, la riduzione è stata del 12,3%.
Le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Verbania +475,7%, Novara +298,5%, Cuneo +117,2, Torino -23,6%, Alessandria -26,3%, Biella -39,5%, Vercelli -83,2%, Asti -99,2%.
Nel primo mese dell’anno, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 6.636, in diminuzione di 3.461 unità rispetto all’analogo periodo del 2018.
In Piemonte, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra gennaio 2019 e gennaio 2018, è stata la seguente: industria -38,8%, edilizia +126,1%, commercio -93,6%, per un totale di -34,3%.
Il segretario della Uil Piemonte ha concluso: “Per far ripartire il Paese, siamo convinti che sia necessaria una riforma fiscale in grado di determinare maggiore equità e di ridurre la grave sproporzione nella suddivisione del carico fiscale, che vede oggi i redditi da lavoro dipendente e da pensioni contribuire al gettito Irpef. per il 94,8%. E’ bene, inoltre, ribadire, che lo sviluppo passa da investimenti in moderne reti di infrastrutture materiali e immateriali, in pilastri quali la sanità, i servizi sociali e l’istruzione, precondizioni indispensabili per determinare dinamiche positive, credibili e durature”.

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