Produzione di auto, nel 2018 calo del 10%

Un'Alfa Romeo Stelvio 
L'industria automobilistica italiana ha scalato un'altra marcia. Secondo i dati preliminari raccolti dall'Anfia, l'associazione del settore, tra le aziende costruttrici, la produzione di vetture è stata di un po' più di 39.000 esemplari, il 13% in meno rispetto a dicembre 2017. Così le vetture fabbricate nel nostro Paese nell'intero 2018 risultano circa 671.000, il 10% in meno rispetto al 2017 (il 57% è stato esportato).
Complessivamente, la produzione nazionale di tutti i tipi di autoveicoli (commerciali, industriali, autobus) in dicembre è diminuita del 16,6% rispetto allo stesso mese del 2017 e del 7% nell'intero 2018, quando il totale è ammontato a 1,06 milioni, per il 66% destinato all'export.
Comunque, negli ultimi cinque anni, la produzione media annua di autoveicoli è stata superiore al milione, il 32% in più rispetto alla produzione del quinquennio precedente (media annua di 760.000 dal 2009 al 2013).
Come rilevato dall'Istat, la fabbricazione di autoveicoli e loro motori conta in Italia oltre 66.600 occupati, un fatturato superiore ai 51 miliardi di euro e investimenti annui per 2,2 miliardi di euro. Per numero di addetti diretti nel settore automotive, l'Italia è al sesto posto nella Ue, dopo Germania, Francia, Polonia, Romania, Repubblica ceca ed seguita da Regno Unito e Spagna. Se si considerano anche gli addetti indiretti, gli occupati del settore automotive salgono a 258.000.
Il fatturato del settore è diminuito del 9,5% in novembre e dell'1,8% nei primi undici mesi del 2018 (-2,9% l'interno e -0,2% quello estero).
Dall'inizio di gennaio alla fine di novembre del 2018, l’export di autoveicoli ha avuto un valore di 20,8 miliardi, in calo del 5,8%, mentre l’import è ammonta a 30,59 miliardi, in aumento dello 0,1%. Il saldo negativo è risultato così di 9,8 miliardi, determinato dal saldo negativo di 13 miliardi verso i Paesi della Ue e positivo di 3,2 miliardi verso i paesi extra-Ue.
L’indagine Istat sulle intenzioni di acquisto di un’autovettura, nei prossimi 12 mesi, nel mese scorso ha evidenzia un aumento di risposte “certamente sì” e probabilmente sì”, salite all'11,3% dal 9,2% de gennaio 2018 e dall’11% di ottobre. La percentuale di risposte “certamente no”, dall’80,4% di gennaio 2018 è scesa al 78,5% di gennaio 2019.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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