Potpourri di notizie di aziende piemontesi

FERRERO: GRAZIE ALLA NUTELLA FATTURATO DI 10,7 MILIARDI
Giovanni Ferrero, presidente dell'omonimo Gruppo
Un altro bilancio dolce per il gruppo Ferrero: quello chiuso il 31 agosto 2018 riporta un fatturato consolidato di 10,7 miliardi di euro (+2,1%), in seguito alle vendite aumentate del 3,5% (6,8% a tassi costanti). I mercati trainanti sono risultati quelli di Germania, Francia, Italia, Polonia, Uk e Usa e il prodotto principe la Nutella, che ha maggiormente contribuito al fatturato insieme con Ferrero Rocher, Kinder Joy, Kinder Bueno e Kinder Cioccolato.
Costituito da 94 società consolidate a livello mondiale e 25 stabilimenti produttivi, il gruppo dolciario nato ad Alba e presieduto da Giovanni Ferrero, commercializza i suoi prodotti in oltre 170 Paesi. Gli investimenti sostenuti nello sviluppo tecnologico nell'ultimo esercizio sono ammontati 673 milioni di euro, di cui 596 milioni in immobili, impianti e macchinari i Italia, Germania, Canada, Polonia e Belgio. Il Gruppo continua a investire anche in Lussemburgo, dove si sta costruendo il nuovo headquarter, quartiere generale. Quanto all'organico, i dipendenti al 31 agosto erano 35.146, oltre 600 in più rispetto all'anno precedente.
Guido Gobino, che ha festeggiato nel 2014 i 50 anni di attività e che può vantare tra le sue partnership anche quella con il Teatro alla Scala di Milano, a sua volta ha commentato: "Realizzare le collezioni Armani/Dolci - consentirà di crescere e affrontare nuove sfide mantenendo invariato il nostro Dna. Continuerà la nostra ricerca di nuove esperienze di gusto del made in Italy".


FELTRINELLI AL 51% DELLA SCUOLA HOLDEN DI BARICCO
Alessandro Baricco 
Vieni a vedere la Scuola e capirai”. Non si può spiegare il successo della Scuola Holden, fondata a Torino nel 1994 da cinque amici e trasformata, nel 2013, in un grande campus dedicato ad alimentare passioni e competenze: bisogna viverla. La scoperta è sorprendente: una vecchia caserma completamente ripensata ha preso le sembianze, nel mezzo di un quartiere storico di Torino, di un luogo ibrido nel quale ogni anno centinaia di giovani trovano la loro personale strada verso un futuro di narratori.
Dal 20 febbraio 2019 questa esperienza di successo entra a far parte del Gruppo Feltrinelli, salito dal 31,5 al 51,5% del capitale della Scuola Holden. I soci storici, la cui sinergia continua a rappresentare il motore di crescita e sviluppo del progetto, mantengono una partecipazione: Eataly con il 16%, Andrea Guerra con il 7% e lo stesso Alessandro Baricco con il 25,5%.
La Scuola Holden è un unicum nel panorama nazionale ed europeo. Attualmente gli studenti oscillano tra i 300 e 400 l’anno, numero destinato a salire alla luce del recente annuncio dell’Academy, corso triennale equivalente a una laurea. Oltre all’Academy, la scuola offre anche il percorso Original, il biennio di approfondimento sulla narrazione, il corso Over 30 per studenti al di sopra dei 30 anni e Corporate Storytelling per tutte le aziende che vogliono riscrivere la loro storia e portarla nel mondo. Completano l’offerta gli Holden Studios, branca produttiva della Scuola in dialogo con aziende e istituzioni interessati a prodotti di narrazione e storytelling innovativi.
La Holden continua a crescere – ha commentato Alessandro Baricco - e da oggi entra a far parte di un gruppo amico, che le assicura stabilità, forza, ma anche indipendenza e libertà. E’ un’ottima notizia per me e per tutti quelli che alla Holden lavorano e studiano. Abbiamo anni davanti da spendere con molta immaginazione e coraggio: ora sono ancora più sicuro che non li sprecheremo.” Il consiglio di amministrazione della scuola sarà presieduto da Carlo Feltrinelli; Alessandro Baricco manterrà la presidenza della scuola e Savina Letizia Neirotti continuerà a ricoprire il ruolo di amministratore delegato con il supporto del direttore operativo Marco Quartana.

DI PAOLA FIORE IL RISO UNICO AL MONDO A RESIDUO ZERO
Paola Fioe con il marito Adolfo Barbonaglia
Su First&Food, portale dedicato all'enogastronomia italiana pubblicato da Firstonline, autorevole giornale economico-finanziario web, Giuliano De Risi ha scritto che “Su un riso si può andare comunque a occhi chiusi: Risoinfiore, un nome che induce a una visione bucolico-botticelliana, ma che, in realtà, molto più semplicemente, nasconde quello di Paola Fiore, titolare, con il marito Adolfo Barbonaglia, dell'azienda che si trova a Stroppiana, nel Vercellese, patria storica del riso italiano.
De Risi ha subito spiegato che il riso “Gloria” RisoInfiore “è l’unico riso sul mercato mondiale a residuo zero a marchio registrato. Un vero e proprio fiore all’occhiello del Made in Italy. E residuo zero significa che è esente da qualsiasi traccia di prodotti fitosanitari, cosa che viene certificata dalle analisi multi residuali che vengono fatte sul lotto e che si possono consultare sul sito dell’azienda. Insomma un riso che tiene presente le più attuali esigenze del consumatore, che presta sempre più particolare attenzione a cosa si consuma, alla genuinità del prodotto, alla qualità e ovviamente anche al gusto”.
Ci sono voluti otto anni- ha detto Paola Fiore al giornalista di First&Food– ma con grande orgoglio e soddisfazione, possiamo dire di aver prodotto un riso al momento unico, buono e genuino, un riso che è totalmente naturale e non ha pari al mondo”. A residuo zero.
I PRIMATI DI IREN IN PIEMONTE
Il torinese Paolo Peveraro, presidente Iren 
A Torino è stato presentato lo studio di The European House – Ambrosetti sul contributo del gruppo Iren alla creazione di valore per i territori. Ied ecco i principali dati emersi dalla ricerca: in Piemonte, Iren ha investito 368 milioni di euro nel periodo 2013-2017 e 150 milioni nel solo 2018 (nel 2017, Iren ha generato in Piemonte valore aggiunto pari a 721 milioni). Inoltre, negli ultimi quattro anni, Iren ha assunto in Piemonte 399 persone e generato un contributo occupazionale di quasi 6.000 posti di lavoro tra effetto diretto, indiretto e indotto.
Torino è un riferimento nazionale per il raggiungimento di performance legate all’efficientamento energetico: è la città più teleriscaldata d’Italia con 650mila abitanti serviti e il progetto Torino Led ha permesso al Comune un risparmio del 60% della bolletta energetica. Il 100% dell’energia elettrica generata in Piemonte da Iren proviene da fonte rinnovabile o assimilata.

GOBINO HA CONQUISTATO ANCHE ARMANI
Guido Gobino
Dall'inizio di febbario, i prodotti della Armani/Dolci hanno la griffe di Guido Gobino, l'artigiano cioccolatiere torinese presente ormai in 24 Paesi. Le due società hanno annunciato l'accordo di collaborazione pluriennale. La linea, che sarà distribuita da Gobino, è stata battezzata Armani/Dolci by Guido Gobino. Questa nuova collaborazione – ha spiegato Giorgio Armani all'Ansa - è la naturale conseguenza dell'incontro tra il desiderio di offrire ai miei clienti un prodotto Armani/Dolci di altissimo livello e la raffinatezza del cioccolato artigianale di Guido Gobino, riconosciuto nel mondo per la qualità e per l'innovazione nel rispetto della tradizione".

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