Nel 2018 in Piemonte 720 fallimenti

Umberto La Rocca con Chiara Appendino
Una ricaduta nell'ultimo trimestre ha impedito al Piemonte di chiudere il 2018 con un nuovo calo dei fallimenti. Infatti, dal primo giorno di ottobre all'ultimo di dicembre, le aziende della regione che hanno portato i libri in Tribunale sono state 183 (media di due al mese), così che l'anno appena passato è finito con 720 fallimenti, sei in più rispetto al 2017”.
Lo riporta il Corriere Torino di oggi, 23 febbraio, nella pagina di Economia, della quale è responsabile Andrea Rinaldi, che fa capo a Umberto La Rocca, ideatore e numero uno dell'edizione subalpina del Corriere della Sera,
L'aumento piemontese è risultato in controtendenza rispetto all'insieme dell'Italia, dove i fallimenti nel 2018 sono diminuiti del 5,9% a 11.233, dai 11.939 dell'anno precedente” si legge ancora sul Corriere Torino, che riporta i dati di Cribis, società specializzata nella business information, dalla cui analisi è emerso, fra l'altro, che sono state 9.221 le imprese fallite in Piemonte negli ultimi dieci anni.
Questo numero è inferiore a quelli di altre sei regioni: dall'inizio del 2009 alla fine del 2018, più fallimenti del Piemonte sono stati accusati da Emilia-Romagna (9.821), Toscana (10.090), Campania (10.834), Veneto (11.841), Lazio (14.887) e Lombardia (29.033).
A livello nazionale, nel 2018, i cali più significativi dei fallimenti sono stati registrati nel settore industriale (2.010 le aziende fallite, l'8,1% meno che nel 2017), mentre più contenuti sono risultati quelli nell’edilizia (-2,3%), dove sono state 2.248 le imprese che hanno chiuso la loro storia in Tribunale. Nel commercio i fallimenti sono stati 3.475 (-6,4%), nei servizi 2.609 (-6,7%).
Da un focus sugli ultimi dieci anni si evince che le aziende che hanno portato i libri in Tribunale nel 2018 in Italia sono quasi il 20% in più rispetto al 2009, quando erano risultate 9.384.

Gli incrementi massimi dei fallimenti imprenditoriali nel nostro Paesi si sono avuti nel 2010 (+16% rispetto al 2009) e nel 2013 (+15,6% sull'anno precedente). In termini assoluti, il picco è stato di 15.336 nel 2014. Da allora, una progressiva e ininterrotta diminuzione, almeno in Italia.

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