Juve, quarta sconfitta consecutiva in Borsa e l'utile del primo semestre cala dell'82,7%

Quarta sconfitta consecutiva della Juventus in Borsa. Oggi, ultimo giorno di febbraio, l'azione bianconera ha perso più di tutte le altre del listino Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali di Piazza Affari. L'ultimo prezzo, infatti, è stato di 1,206 euro, inferiore del 4,13% a quello di ieri. Il ribasso è anche il sesto maggiore assoluto e si aggiunge ai tre precedenti: -3,01% ieri, -0,38% l'altro ieri e -1,06% lunedì.
A influire sull'andamento negativo in Borsa dall'inizio della settimana sono certamente i non brillanti risultati della squadra sui campi di gioco ma anche i conti della prima parte del bilancio 2018-2019, che terminerà il 30 giugno prossimo.
Sono soltanto due, infatti, le voci finanziarie positive del periodo giugno 2018-dicembre 2018: i ricavi , aumentati a 330,2 milioni (+13,6% rispetto al corrispondente periodo precedente) e il patrimonio netto, salito a 79,5 milioni alla fine dell'anno appena passato (+10,4%), per effetto dell'utile netto del semestre. Utile che è stato di 7,5 milioni, ma inferiore dell'82,7% rispetto ai 43,3 milioni della prima parte dell'esercizio 2017-2018.
La variazione negativa deriva principalmente dai minori proventi da gestione diritti calciatori per 17,9 milioni, maggiori costi per il personale tesserato per 38,2 milioni, maggiori ammortamenti e svalutazioni sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per 24,7 milioni, maggiori acquisti per prodotti destinati alla vendita per 6,3 milioni, maggiori altri oneri per 2,8 milioni, maggiori costi per servizi esterni per 3,3 milioni, maggiori imposte correnti per 1,5 milioni, nonché da maggiori costi per il personale non tesserato 1,5 milioni.
Tali variazioni sono state parzialmente compensate da maggiori ricavi operativi per 57,5 milioni e minori oneri da gestione diritti calciatori per 4 milioni. Ulteriori variazioni hanno riguardato minori proventi finanziari netti per 0,3 milioni, maggiori accantonamenti per 0,9 milioni, nonché altre variazioni nette positive per 0,1 milioni.
Comunque, in totale i costi operativi sono ammontati a 226,8 milioni (+26,9%), così che il risultato operativo è sceso del 66,7% a 17 milioni.
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 risultato pari 384,3 milioni, incrementato del 24,1% rispetto ai 309,8 milioni al 30 giugno 2018. Il peggioramento di 74,5 milioni è stato determinato dagli esborsi legati alle campagne trasferimenti (-119 milioni netti), dagli investimenti in altre immobilizzazioni (-3,3 milioni), dagli investimenti in partecipazioni (-0,5 milioni) e dai flussi delle attività di finanziamento (-3,6 milioni), effetti parzialmente compensati dai flussi positivi della gestione operativa (+51,9 milioni).
Nella sua relazione semestrale, il consiglio di amministrazione della Juventus ha ricordato che il 13 febbraio scorso è stato collocato un prestito obbligazionario non convertibile per un ammontare di 175 milioni (scadenza 19 febbraio 2024), riservato a investitori qualificati. “L’emissione ha lo scopo di dotare la società di risorse finanziarie per la propria attività, ottimizzando la struttura e la scadenza del debito. Le obbligazioni sono state emesse al prezzo di 99,436% e hanno cedola fissa annua pari a 3,375%”.
Quanto all'intero esercizio 2018/2019, la Juventus ha anticipato che “attualmente previsto in perdita, sarà, come di consueto, fortemente influenzato dall’andamento dei risultati sportivi e in particolare della Uefa Champions League”.

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