Fondazioni piemontesi: oltre 3 miliardi distribuiti nel decennio 2007-2017


Il presidente e i due vicepresidenti
dell'Associazione delle Fondazioni bancarie del Piemonte
A oltre 20 anni dalla nascita, l'Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte “sta dimostrando, nei fatti di essere tra le più attive e dinamiche in Italia, in linea con la mission principale del proprio statuto: favorire la collaborazione tra le 12 Fondazioni del territorio per promuovere progetti che incentivino la crescita e lo sviluppo locale”. E' con queste parole che Giovanni Quaglia introduce “Piemonte 12”, il quindicesimo rapporto sulle attività delle Fondazioni bancarie del Piemonte (Fob), della cui Associazione è il presidente.
Quaglia aggiunge: “Oggi, questa Associazione è un ecostistema virtuoso, che comprende player fondamentali della filantropia a livello piemontese, italiano ed europeo, sia dal punto di vista dell'erogazione dei contributi, sia come hub di competenze e conoscenze, con effetti reali di empowerment dei territori. E' un laboratorio di idee, in cui si condividono buone pratiche e si realizzano, anche sotto la regia dell'Acri, importanti progettualità di interesse regionale e persino internazionale, in sinergia con una pluralità di soggetti, a partire dalle istituzioni e dal mondo dell'associazionismo”.
Nel 2017, l'anno analizzato dall'Osservatorio dell'Associazione che ha come vice presidenti Francesco Profumo (Compagnia di San Paolo) e Giandomenico Genta (Fondazione Crc di Cuneo), il volume totale delle risorse erogate dalle Fob piemontesi è stato pari a 289.731.509 euro, in leggera flessione rispetto ai 298 milioni di euro del 2016. Però, i pagamenti effettivi sono ammontati a 308,6 milioni, in forte aumento rispetto ai 256 milioni del 2016. nel 2016. Al Fondo nazionale per la lotta contro le povertà Educative sono invece andati più di 33 milioni.
 Nel triennio 2015 – 2017, le Fondazioni piemontesi hanno distribuito risorse per 819 milioni e per 3,082 miliardi nel decennio 2007 – 2017..Questi numeri permettono di cogliere quanto sia rilevante il ruolo delle Fondazioni nell’economia regionale, le quali si comportano come un investitore attento a privilegiare azioni di impatto non solo economico ma anche sociale che vanno contribuendo, in modo assai favorevole, alla competitività e produttività all’interno dei comparti economici regionali.
Per quanto riguarda le destinazioni per settori si conferma un comportamento diversificato delle Fondazioni maggiori rispetto alle altre. Queste ultime, infatti, si mantengono, in linea di massima, fedeli alla nomenclatura “ufficiale” dei settori ammessi e rilevanti, evidenziando la consueta tendenza a contenere la dispersione e a preferire i settori più “generalisti” che permettono una certa elasticità rispetto alle specifiche di ogni singolo intervento catalogato, mentre le tre maggiori Fondazioni operanti in Piemonte - Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Fondazione Crc - hanno ormai organizzato, ciascuna, una ricomposizione dei propri interventi ispirata
in modo diverso, legate a tematiche vaste e solo in parte sovrapponibili tra di esse e con le organizzazioni più piccole.

Per quanto riguarda le Fondazioni maggiori, Fondazione Crt anche nel 2017 evidenzia 10 milioni di euro destinati a “Modalità Innovative di Intervento”, legati alla filantropia di ventura e all’operazione Ogr, mentre la Compagnia di San Paolo conferma l’indicazione delle“Politiche Sociali Innovative”, che non rientra tra le denominazioni ufficiali.
Nel complesso le Fondazioni che seguono la classificazione più tradizionale mostrano pochi scostamenti rilevanti: quelli di maggiore rilievo riguardano il comparto dell’arte e della cultura, che ritorna oltre i 10 milioni stanziati (erano 8,6 nel 2016) e il calo dell’area Filantropia e beneficenza, a 6,8 milioni contro gli 8,5 del 2017. In questo caso però vi è una parziale compensazione sul versante della salute e medicina, in crescita a 6,2 milioni (4,6 nel 2016).
Le due Fondazioni torinesi, invece, hanno destinato maggiori risorse, sia in valore assoluto che in termini percentuali, al comparto del welfare e degli interventi sociali, compresi quelli a carattere innovativo, per quasi 10 milioni, completando nei fatti un riposizionamento destinato a coprire, almeno in parte, la peggiorata emergenza sociale nell’area torinese e nel resto dei territori di intervento.
Nel suo insieme, il comparto Arte, Cultura e Spettacoli è un elemento piuttosto costante dato che nei diversi casi rappresenta abbastanza stabilmente il 25% circa del totale erogato. La variabile interpretazione dell’area sociale rende più difficile proporre una semplificazione analoga, che comunque verosimilmente ammonterebbe a circa il 40% del totale. Da notare, per quanto riguarda le Fondazioni di minore dimensione, la presenza di erogazioni rivolte a settori molto specifici, evidentemente rispondenti nel modo migliore alle necessità ed alle percezioni del territorio di riferimento.

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