Fca "buca" in Borsa proprio nel giorno dell'annuncio dei risultati record 2018

Mike Manley
amministratore delegato Fca
Clamorosa “foratura” borsistica di Fca, oggi, 7 febbraio. L'azione di Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso a 13,38 euro, il 12,2% in meno rispetto a ieri. Nessun altro titolo di Piazza Affari ha perso tanto. Fca ha pagato sia l'andamento negativo generale, conseguente alle nuove previsioni di ribasso del Pil italiano 2019 e al balzo dello spread, sia la delusione degli analisti e dei grandi investitori per i risultati attesi dal Gruppo per l'esercizio in corso, destinato a risultare durissimo per tutta l'industria automobilistica.
L'azione Fca è precipitata nonostante i risultati record 2018 del Gruppo guidato da Mike Manley: utile netto di 3,6 miliardi(+3%), che diventa di 5 miliardi (+34%) “adjusted” , cioè rettificato dalle componenti straordinarie; 4.842.000 veicoli consegnati, 102.000 più che nel 2017; ricavi netti pari a 115,4 miliardi (+4%) e liquidità netta industriale a 1,9 miliardi, mentre al 31 dicembre precedente si registrava un indebitamento netto industriale di 2,4 miliardi.
In seguito al crollo Fca, la sua controllante Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi, ha perso il 4,73% terminando la seduta a 54,38 euro.
Ribassi superiori al 2,59% dell'indice Fste Mib, che rappresenta le 40 principali società trattate alla Borsa di Milano, sono stati subiti dalle piemontesi Italia Independent (-4,52%), Cofide (-4,18%), Bim (-3,9%), Prima Industrie (-3,09%) Buzzi Unicem (-2,71%) e Intesa Sanpaolo (-2,75%).
Invece, hanno terminato la seduta con prezzi superiori a quelli di ieri Cover50 (+5%), Borgosesia (+1,75%), Diasorin (+1,73%), Sias (+1,1%) M&C (+0,51%), Cdr Advance Capital (+0,33%), Reply (+0,2%).
In particolare, l'incremento di Diasorin è stato il maggiore di tutto il listino Ftse Mib e ha portato l'azione della società controllata e presieduta da Gustavo Denegri a 85,1 euro.

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