E' Stefano Ambrosini il nuovo "paperone" con 4 milioni batte tutti i manager pubblici

Stefano Ambrosini
E' il torinese Stefano Ambrosini il “paperone” dei manager pubblici entrati nell'elenco 2018 pubblicato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e relativo alle loro dichiarazioni dei redditi 2017. Stefano Ambrosini, nato sotto la Mole nel maggio del 1969, è in testa alla classifica con 3.991.686 euro, cifra superiore anche a quelle di Francesco Starace, numero uno operativo dell'Enel (3.373.719 euro) e di Claudio Tesauro, presidente di Invitalia (2.721.190).
Stefano Ambrosini è stato inserito nella lista dei principali dirigenti di enti pubblici, imprese partecipate e società private che ricevono rilevanti finanziamenti pubblici, in seguito al suo incarico di presidente di Finpiemonte, la finanziaria che è il braccio operativo della Regione presieduta da Sergio Chiamparino.
Avvocato civilista dal 1995, giurista, professore ordinario di Diritto commerciale all'Università del Piemonte Orientale, dove insegna Diritto fallimentare e Diritto bancario, oltre che docente di Diritto delle crisi d'impresa alla Luiss di Roma, Stefano Ambrosini ha assistito oltre 300 fallimenti e gestito oltre 30 amministrazioni straordinarie e liquidazioni coatte e più di 60 concordati preventivi.
E' stato o è commissario straordinario anche di Astaldi (colosso delle costruzioni), Alitalia, Bertone, Tirrenia, Fondazione Maugeri, Porto di Imperia, Fashion (Burani), Borsalino. Ha fatto parte di comitati tecnici ministeriali e del Consiglio generale della Compagnia di San Paolo. Ha presieduto Eurofidi, allora maggiore consorzio fidi d'Italia. Autore di oltre 100 saggi giuridici, è pure direttore della collana Zanichelli dedicata al Diritto fallimentare.
Nel corso del 2016 , Tefano Ambrosini, ha presieduto i consigli di amministrazione di Veneto Banca e di Bim - Banca Intermobiliare. Ha altresì presieduto, negli ultimi anni, i consigli di amministrazione di Eurofidi (il più grande consorzio fidi italiano) e di Terme di Acqui SpA ed è stato consigliere indipendente di Credit Agricole Fiduciaria e di Ferroli SpA. Nel 2011 la Banca d'Italia lo ha nominato commissario liquidatore di Investimenti e Sviluppo. 

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