Dalla moda al vitivinicolo, notizie in breve

MDA PIEMONTESE: SOLO ZEGNA DAVANTI A MIROGLIO

Fa la sua bella figura, l'impresa piemontese della moda”. Lo si è letto nell'Economia del Nord Ovest, supplemento pubblicato ogni lunedì dal Corriere Torino e curato dal bravo Andrea Rinaldi. Lo stesso articolo riporta che la “promozione” dell'industria subalpina della moda è arrivata dall'autorevole R&S Mediobanca.
Infatti, dall'analisi dei dati del recentissimo rapporto di Mediobanca, dedicato alle aziende italiane della moda con più di cento milioni di fatturato nel 2017, emerge che delle 163 censite, 17 si trovano in Piemonte e, complessivamente, hanno fatturato oltre 4,851 miliardi di euro. Somma pari al 6,9% dei 70,370 miliardi fatti registrare dalle 163 italiane “over 100” (milioni di euro).
La prima impresa piemontese a figurare nella classifica 2017 di R&S Mediobanca è Ermenegildo Zegna Holditalia alla quale è stata attribuito il fatturato di 1,183 miliardi, che vale la 14.ma posizione nazionale (il podio italiano è occupato da Luxottica Group con 9,157 miliardi, Prada con 2,741 e Giorgio Armani con 2,335). Ermenegildo Zegna Holditalia possiede anche i marchi Agnona, Cervo, Barbisio, Bantam).
Seconda subalpina è la cuneese Miroglio con 619 milioni (tra i suoi marchi spiccano Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò, Luisa Viola, Forme e Caractère); terza la Loro Piana di Quarona con 574,4. Seguono la biellese Fraver (Filivivi, Folco, Lanerossi Filati 1817) con 414,6 milioni, la torinese Sagi Holding (Scarpe&Scarpe) con 244,2; l'astigiana Conbipel con 213,6 e le biellesi Bonprix (Rainebow, Bodyflirt e altri) con 186,6; Tollegno Holding (Tollegno 1900, Lana Gatto, Ragno, Julipet, Riabella) con 170,7 e il Lanificio Vitale Barberis Canonico con 167,1. Quindi, Damiani (Salvini, Biss, Calderoni 1840, Rocca 1974) con 164,1 milioni; la novarese Novalfa Group (Refil, Lucifero) con 145,5; Basicnet con 135,6; Sinterama con 129,2; Sudwolle Italia con 117,8 e Nc Reda con 109,7.

HEMPATICO IL NUOVO VERMOUTH TORINESE
Il rilancio del vermouth italiano prosegue a Torino, la città che ne è stata la culla, oltre 230 anni fa, con l'arrivo di 'Hempatico', alla canapa e "primo vermouth millesimato al mondo". Caratterizzato da una gradazione di 17-18 gradi, Hempatico è stato presentato in anteprima al Festival del Giornalismo Alimentare. 'Hempatico' nasce dall'incontro tra la docg Erbaluce di Caluso e la canapa coltivata nel Canavese, a ridotto contenuto di Thc,(uno dei principi attivi della cannabis.
Hempatico è' frutto della collaborazione tra Affini, uno dei più frequentati cocktail bar nel quartiere di San Salvario, polo della movida torinese, Nicolò Nania, giovane esperto in coltivazione e trasformazione della canapa industriale in Piemonte ed Evho, scuola di bartendering torinese. Per ottenere il vermouth Hempatico vengono utilizzate due varietà di canapa, 'Carmagnola', la più antica in Italia, dai sentori agrumati e l'Eletta Campana, che porta un sentore di nocciola.

MICHELE CHIARLO RADDOPPIA IL VIGNETO NIZZA
Si arricchisce il patrimonio viticolo della famiglia Michele Chiarlo, nota griffe del Barolo. La Michele Chiarle ha acquisito altri dieci ettari all'interno dell'areale Nizza, la nuova docg piemontese: 2,5 ettari nel comune di Castelnuovo Calcea (Asti), nel cru Montemaretto e i restanti 7,5 a Mombercelli (Asti), nel cru Moncucco Cavino.
Così la cantina guidata da Michele Chiarlo e dai figli Stefano e Alberto ha raddoppiato il vigneto Nizza, già forte dei dieciettari nella storica tenuta La Court a Castelnuovo Calcea.
"E' nostra intenzione – ha spiega Stefano Chiarlo all'Ansa piemontese - ,se si presenteranno le giuste occasioni, continuare a investire nei grandi territori piemontesi, perché da sempre la vocazione della nostra famiglia è di vinificare nelle più prestigiose denominazioni del Piemonte". Gli investimenti nel vigneto 'Nizza' "sono una prova concreta delle grandi potenzialità di questa nuova docg", sottolinea Michele Chiarlo, che è stato primo presidente dell'associazione del Nizza.

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