Borsa: il "mistero" Intesa Sanpaolo

Carlo Messina, amministratore delegato Intesa Sanpaolo
con il presidente Gian Maria Gros-Pietro
Mistero Intesa Sanpaolo. Martedì scorso, il vertice del colosso, guidato da Carlo Messina e presieduto dal torinese Gian Maria Gros-Pietro, annuncia i brillanti risultati 2018, tra i quali l'utile netto di 4,050 miliardi, il più elevato degli ultimi dieci anni e tale da consentire di proporre un dividendo complessivo di 3,449 miliardi, superiore dell'1% al precedente ed equivalente a 0,2 euro per azione.
A Piazza Affari, quel giorno, il titolo Intesa Sanpaolo chiude con un rialzo dell'1,59% e del 2,39% il giorno seguente. Però, giovedì perde il 2,75% e venerdì lo 0,45%. Così, la settimana è finita con il prezzo di 1,9754 euro, inferiore a 1,999 euro del venerdì precedente e corrispondente alla capitalizzazione di 34,588 miliardi, 9,348 miliardi meno che alla fine del 2017.
Con il dividendo di quest'anno salgono a 13,4 i miliardi distribuiti da Intesa Sanpaolo agli azionisti, dal 2015, come remunerazione del loro investimento. E Carlo Messina ha già anticipato sia che l'utile netto 2019 risulterà superiore a quello 2018 sia che l'80% sarà destinato agli azionisti (particolare non irrilevante: “Messina è uno che mantiene le promesse” ha commentato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, socio secondo solo alla Compagnia di San Paolo).
Perché, allora, il valore dell'azione resta intorno ai due euro, cioè un euro e mezzo meno che a luglio del 2015? Perché non c'è la corsa all'acquisto di un titolo che, ai prezzi attuali, rende quasi il 10%? Ed è rappresentativo della terza società a maggiore capitalizzazione borsistica in Italia - prima delle private - che presenta un elevato indice di solidità patrimoniale (Cet1 del 13,6%), capitale di 430 milioni in eccesso rispetto ai requisiti richiesti e, fra l'altro, utili in crescita progressiva e ininterrotta dal 2013? Perché tanta freddezza e indecisione da parte dei potenziali investitori nei confronti di una società che assicura payout così elevati da suscitare persino la critica di chi ritiene siano eccessivi?
L'interrogativo se lo pongono anche all'interno del mondo Intesa Sanpaolo; ma la risposta convincente non emerge. Uno dei misteri della Borsa italiana.

Ps: Questo articolo è stato pubblicato oggi, 10 febbraio, dal Corriere di Torino, edizione locale del Corriere della sera, nella consueta rubrica domenicale dedicata alle quotate piemontesi. La ripresa è stata consentita in seguito a gentile autorizzazione. 

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