Artigianato, meno chiusure e meno nascite

Fabrizio Actis, presidente Cna Piemonte
“Rallenta l'emorragia dell'artigianato in Piemonte”. La notizia è stata pubblicata dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, con la precisazione che l'anno scorso, le imprese artigiane della regione che hanno cessato l'attività sono state 9.134, mentre erano state 9.349 nel 2017, il 2,3% in più.
Nel 2018, però, è diminuito anche il numero delle nuove aperture, ammontate a 7.793, il 2,7% in meno rispetto alle 8.013 dell'anno precedente. Il saldo 2018 tra nuove iscrizioni e cessazioni è risultato, perciò, ancora negativo (-1.341 imprese); ma sostanzialmente uguale a quello del 2017 (-1.336). “Di conseguenza – ha aggiunto il Corriere Torino - è calato a 117.644 il numero delle imprese artigiane attive in Piemonte al 31 dicembre scorso dalle 119.809 alla stessa data precedente”.
L'emorragia dell'artigianato è comune a tutta l'Italia. Lo ha rilevato Infocamere-Unioncamere, censendo, nel 2018, 80.027 iscrizioni di nuove imprese artigiane alle Camere di commercio, 93.460 chiusure definitive e, quindi, un saldo negativo di 13.433 aziende, tale da far scendere a 1.309.478 quelle in attività al 31 dicembre.
In Piemonte, la sorpresa viene dalla provincia di Asti, l'unica a presentare un saldo attivo, sia pure di due sole unità: 438 le imprese artigiane nate nel 2018, a fronte delle 436 morte. Così a fine anno, quelle in attività sono risultate 6.166. Alla stessa data, la provincia di Alessandria ne contava 10.966 (-242), Biella 5.111 (-113), Cuneo 17.622 (-179), Novara 9.326 (-96), Torino 59.613 (-626), Verbania 4.251 (-48) e Vercelli 4.589 (-39).
A livello nazionale, il settore artigiano più colpito dalla crisi è stato l’autotrasporto, che negli ultimi dieci anni ha perso 22.847 imprese (-22,2%). Seguono le attività manifatturiere (- 16,3%) e l’edilizia che ha perso 94.330 imprese (-16,2%).

Nessun commento: