Artigianato, ecco le ragioni dell'emorragia e i 25 mestieri che stanno scomparendo

Giorgio Felici, presidente Confartigianato Piemonte
Nuova perdita di imprese artigiane. Al 31 dicembre scorso, in Italia, sono risultate 1.309.478, oltre 16.300 in meno rispetto alla stessa data del 2017. Il calo è stato dell'1,2% e ha confermato che l'’emorragia continua. Negli ultimi 10 anni l'artigianato si è impoverito di 165.500 imprese (-11,3%). Lo ha denunciato la Cgia di Mestre, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese locali, basandosi sui dati di Infocamere-Unioncamere.
Quali sono le ragioni di questa “moria” ? Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia ha risposto: “La caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa, l’aumento della pressione fiscale e l’esplosione del costo degli affitti hanno spinto fuori mercato molte attività; senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata capacità manuale”.
“Ma oltre al danno economico causato da queste chiusure ha aggiunto Zabeo - c’è anche un aspetto sociale molto preoccupante da segnalare. Quando una bottega artigiana chiude definitivamente la saracinesca, si perdono conoscenze e cultura del lavoro difficilmente recuperabili e la qualità della vita di quel quartiere peggiora notevolmente. Altresì, c’è meno sicurezza, più degrado e il rischio di un concreto impoverimento del tessuto sociale”.
Nel 2018, le imprese artigiane che hanno cessato l'attività sono state 93.460 in tutto il Paese (9.134 in Piemonte), mentre quelle che l'hanno avviata sono risultate 80.027 (7.793 nella regione subalpina). Per il Piemonte il saldo è negativo di 1.341 imprese.
A livello territoriale, è il Mezzogiorno la macro area dove la caduta è stata maggiore. Tra il 2009 e il 2018 in Sardegna la diminuzione del numero di imprese artigiane attive è stata del 18 per cento (-7.664). Seguono l’Abruzzo con una contrazione del 17,2 per cento (-6.220), l’Umbria, che comunque è riconducibile alla ripartizione geografica del Centro, con - 15,3 per cento (-3.733), la Basilicata con il 15,1 per cento (-1.808) e la Sicilia, sempre con il -15,1 per cento, che ha perso 12.747 aziende. .
“Il 57% della contrazione del sistema delle imprese artigiane registrata in questi ultimi dieci anni – ha fatto notare il segretario della Cgia, Renato Mason – riguarda attività legate al comparto casa. Edili, lattonieri, posatori, dipintori, elettricisti, idraulici, etc. stanno vivendo anni difficili e molti sono stati costretti a gettare la spugna. La crisi del settore e la caduta verticale dei consumi delle famiglie sono stati letali. Certo, molte altre professioni artigiane, soprattutto legate al mondo del design, del web, della comunicazione, si stanno imponendo. Purtroppo, le profonde trasformazioni in atto stanno cancellando molti mestieri che hanno caratterizzato la storia dell’artigianato e la vita di molti quartieri e città”.
A livello nazionale, il settore artigiano più colpito dalla crisi è stato l’autotrasporto, che negli ultimi dieci anni ha perso 22.847 imprese (-22,2%). Seguono le attività manifatturiere con una riduzione pari di 58.027(- 16,3%) e l’edilizia che ha visto crollare il numero delle imprese di 94.330 (-16,2%). Sono in forte aumento, invece, imprese di pulizia, giardinaggio e servizi alle imprese (+43,2%), attività cinematografiche e produzione software (+24,6%), magazzinaggio e corrieri (+12,3%) Tra le aziende del settore produttivo le più in difficoltà sono risultate quelle che producono macchinari (-36,1%), computer ed elettronica (-33,8%) e i produttori di mezzi di trasporto (-31,8%)
Infine, la Cgia elencato 25 vecchi mestieri artigiani che negli ultimi decenni sono pressoché scomparsi o professioni che sono in via di estinzione a causa delle profonde trasformazioni tecnologiche che li hanno investiti: arrotino, barbiere, calzolaio, casaro (addetto alla lavorazione, preparazione e conservazione dei latticini), canestraio, castrino (figura tipica del mondo mezzadrile con il compito di castrare gli animali), ceraio (produttore di torce, lumini e candele), cocciaio (produttore di piatti, ciotole e vasi), cordaio, corniciaio, fotografo, guantaio, legatore (rilegatore di libri, norcino (addetto alla macellazione del maiale e alla lavorazione delle carni), materassaio, mugnaio, maniscalco, ombrellaio, ricamatrice, sarto/a, selciatore (addetto alla posa in opera di cubetti di porfido, sellaio, scopettaio (produttore di spazzole e scope, scalpellino e seggiolaio.

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