Anfia: ecco tutti i numeri sull'e-commerce in Italia acquisti online per 27,4 miliardi

Secondo le indagini Eurostat, nell'Unione Europea, il 69% degli utenti (individuali) di Internet, (il 47% in Italia), nel 2018 ha fatto un ordine/acquisto di beni e/o servizi online per uso privato. Lo shopping online è molto popolare nella Ue. La percentuale di individui tra 16 e 74 anni che hanno effettuato acquisti online, nei 12 mesi precedenti l'indagine del 2018, si è attestata al 60%. Nel 2018, l’89% degli ordini/acquisti è stato fatta dagli e-buyer nel proprio Paese, il 36% degli e-buyer ha effettuato acquisti da venditori in altri paesi dell'Ue e il 26% in Paesi extra Ue. Complessivamente – lo riporta l'Anfia, l'associazione della filiera automobilistica italiana - la quota di e-shopper è in crescita, con le percentuali più elevate tra i gruppi di età 16-24 e 25-54 anni (73% ciascuno). La percentuale di e-shopper varia considerevolmente tra i paesi Ue, dal 26% degli utenti di Internet in Romania all'87% nel Regno Unito.
I consumatori apprezzano la comodità di poter acquistare sempre e ovunque, avendo accesso a una gamma più ampia di prodotti, confrontando i prezzi e condividendo la propria opinione sulle merci con altri consumatori. Genere, età, livello di istruzione e situazione occupazionale incidono tutti sull'attività di e-commerce.
Il prodotto più popolare di beni e servizi acquistati online nell'Ue è l’abbigliamento con gli articoli sportivi (64% degli acquirenti elettronici), seguito da viaggi e alloggi per le vacanze (53%). Gli e-shopper di età compresa tra 16 e 24 anni sono la fascia di età più elevata quando si tratta di acquisti di abbigliamento e articoli sportivi (72%), quelli di età compresa tra 25 e 54 anni nell'acquisto di beni per la casa (50%) e quelli di età avanzata (55-74 anni) negli acquisti online di viaggi e vacanze, insieme a quelli di età compresa tra 25 e 54 anni (entrambi i gruppi hanno il 55% quota).
L'e-shopping cresce costantemente, con il maggiore aumento tra i giovani utenti di Internet. In Italia, la percentuale degli internauti è del 77% (era del 58% nel 2012 e del 41% nel 2007) e quella dei cittadini che hanno fatto acquisti è del 36%.
Nel 2018, le imprese con più di 10 addetti hanno realizzato il 20% di e-sales (17% del fatturato). La quota sale al 42% (24% del fatturato) per le imprese con più di 250 addetti. Il 12,1% delle imprese italiane (con almeno 10 addetti) vende via web e il 10,7% del fatturato proviene dalle vendite online (fonte Istat).
Il commercio elettronico, con il moltiplicarsi delle piccole consegne punto-punto, ha una valenza particolarmente importante sull’organizzazione della logistica e dei trasporti, in particolare sulla distribuzione dell’ultimo miglio e sulle modalità di consegna. La consegna a domicilio (home delivery), che caratterizza la distribuzione dei prodotti acquistati on line, rappresenta la principale modalità di consegna ed è effettuata utilizzando principalmente la rete dei corrieri.
L’e-commerce è considerato un fattore di sviluppo e crescita della city logistics. Ottimizzare la distribuzione urbana delle merci (punti di ritiro e spedizioni, colli modulari, consegne notturne ai punti vendita), migliorare l’efficienza nel trasporto (furgoni a basse emissioni o elettrici, noleggio veicoli elettrici, cargo bike, intermodalità, corsie preferenziali) e ridurre l’impatto ambientale, sono fattori fondamentali per migliorare le richieste del mercato e ridurre costi e inefficienze, quali bassi tassi di riempimento dei mezzi, viaggi a vuoto, anzianità e qualità dei veicoli – anche se con grosse differenze tra una filiera e l’altra.
Nel 2018 il valore degli acquisti online a livello mondiale si stima che abbia superato i 2.500 miliardi di euro (+20% rispetto al 2017). La Cina si conferma il primo mercato, con oltre 1.000 miliardi di euro (+19% rispetto al 2017) e un tasso di penetrazione dell’online sul totale retail pari al 18%. Seguono gli USA con 620 miliardi di euro (+12%) e 17% di penetrazione e l’Europa con 600 miliardi di euro (+12%) e 10% di penetrazione.
In Italia il valore degli acquisti online nel 2018 supera i 27,4 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2017. La crescita del mercato in valore assoluto, pari a 3,8 miliardi di euro, è la più alta di sempre. Gli acquisti online di prodotto valgono 15 miliardi di euro (+25%), mentre i servizi 12 miliardi (+6%). Il turismo (9,8 miliardi di euro, +6%), si conferma il primo comparto dell’eommerce.
Tra i prodotti, si consolidano informatica ed elettronica di consumo (4,6 miliardi di euro +18%) e abbigliamento (2,9 miliardi, +20%) e crescono a ritmi molto interessanti arredamento (1,4 miliardi, +53%) e food&grocery (1,1 miliardi, +34%).
Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, grazie alla crescita più sostenuta rispetto al canale fisico, guadagna anche nel 2018 un punto percentuale, raggiungendo il 6,5%: l’ecommerce, pur avendo un peso assoluto ancora ridotto, si sta appropriando quasi integralmente dell’aumento dei consumi. La penetrazione media passa dal 4% (2017) al 5% (2018) nei prodotti, mentre si avvicina al 10% nei servizi.
Nel 2018 l’export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, vale 3,9 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite ecommerce totali.

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