Quotate piemontesi, positivo l'inizio 2019 nuova frenata soltanto per cinque società

Gianfranco Carbonato, presidente Prima Industrie
“E' incominciato bene il 2018, per tutte le quotate piemontesi. Tranne cinque. A far recuperare valore alle azioni del listino subalpino, però, sono stati i fattori internazionali, non i miglioramenti dei fondamentali delle società né, tanto meno, i provvedimenti e la situazione del governo italiano.” Lo ha scritto il Corriere Torino, oggi, 6 gennaio, sottolineando che “La ripresa dei prezzi, non soltanto alla Borsa di Milano, è stata incentivata dalle notizie favorevoli riguardanti gli Usa (boom del lavoro e rinvio dei rialzi dei tassi da parte della Fed), la Cina (rilancio economico e allentamento della tensione sui dazi), il petrolio rincarato”.
Questi fenomeni hanno fatto sentire i loro effetti venerdì, quando l'indice Fste Mib ha guadagnato il 3,37%, chiudendo a 18.832 punti e quando nove quotate piemontesi hanno fatto segnare incrementi superiori a quello medio delle 40 principali società trattate a Piazza Affari.
Come riferito nella consueta rubrica domenicale dedicata dal Corriere Torino alle quotate piemontesi, “A tirare la “volata” della squadra subalpina è stata Prima Industrie, la cui azione ha terminato la seduta di venerdì a 18,14 euro, il 7,59% in più rispetto al giorno precedente”.
Con Prima Industrie, presieduta da Gianfranco Carbonato, il plotone dei maggiori rialzi era formato da Fca (+5,61%), Diasorin (+5,58%), Intesa Sanpaolo (+5,14%), Exor (+4,78%) e Italia Independent (+4,10%).
Aumenti di poco inferiori al 4% e, comunque, più alti della media Fste Mib, sono emersi anche per Astm (+3,95%), Reply (+3,87%) e Sias (+3,84%). Minori dell'indice principale, invece, sono state le crescite di Guala Closures (+3,21%), Buzzi Unicem (+2,87%), M&C (+2,73%), Ki Group (+2,4%), Centrale del Latte d'Italia (+1,45%), Italgas (+0,82%), Autogrill (+0,47%), Iren (+0,37%) e Juventus (+0,08%).
“Però, il prezzo finale dell'azione Reply, la società torinese controllata e guidata dalla famiglia Rizzante, nonostante il balzo di venerdì a 44,04 euro, è risultato inferiore, sia pure di poco, a quello dell'ultimo giorno borsistico del 2018 (44,08 euro)” ha rimarcato l'edizione piemontese del Corriere della Sera guidata da Umberto La Rocca.
Rispetto al 28 dicembre, hanno evidenziato ribassi anche Cover50 (da 9,8 a 9,62 euro), Damiani (da 0,86 a 0,852 euro), M&C (da 0,038 a 0,0376 euro) e Pininfarina (da 2,27 a 2,26 euro).
Allo stesso prezzo di fine anno, invece, hanno chiuso Borgosesia (0,59 euro), Cdr Advance Capital (0,636 euro) e Guala Closures (5,78 euro).

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