LaFondazione Crt investe altri 1,6 milioni per stage di 400 giovani talenti all'estero

Massimo Lapucci e Giovanni Quaglia
Al via la nuova edizione del bando Talenti Neodiplomati della Fondazione Crt, la quale, con un investimento di 1,6 milioni di euro, permetterà a circa 400 studenti che si diplomeranno al termine dell’anno scolastico 2018/2019, di fare un’esperienza di lavoro di almeno tre mesi all’estero.
I ragazzi che, grazie ai progetti presentati dalle scuole, partiranno la prossima estate si aggiungeranno agli oltre 3.700 neodiplomati che, negli anni passati, hanno raggiunto oltre 100 destinazioni europee: da Lisbona a Utrecht, da San Pietroburgo a Copenaghen, da Cork a Parigi. L’investimento economico della Fondazione Crt per i neodiplomati nell’arco di quindici anni supera i 17 milioni di euro.
Talenti Neodiplomati è rivolto agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado del Piemonte e della Valle d’Aosta, che prevedano l’attivazione di tirocini all’estero per i propri neodiplomati (massimo 9 per ogni istituto), per un periodo non inferiore a 12 settimane. Le scuole possono candidarsi sul sito www.fondazionecrt.it fino al 1° marzo 2019.
Grazie ai progetti che verranno elaborati e proposti alla Fondazione Crt dalle scuole che aderiranno al bando, i ragazzi avranno modo di svolgere esperienze lavorative in enti e aziende che operano nei più svariati settori. In passato gli istituti scolastici partecipanti hanno offerto ai loro studenti tirocini in alberghi, ristoranti, radio, tv private, industrie dolciarie e aziende del settore automotive, uffici turistici, laboratori di analisi, università, associazioni che operano con bambini, anziani e persone con disabilità.
“Talenti Neodiplomati è uno dei progetti più longevi della Fondazione Crt e consente ai migliori studenti, indipendentemente dalla loro condizione economica, di costruire un vero e proprio patrimonio di esperienze da riportare sul nostro territorio” ha detto Giovanni Quaglia, il presidente della Fondazione torinese di via XX Settembre.
Quagli ha aggiunto: “ I tre mesi all’estero offriranno infatti ai ragazzi l’opportunità di muovere i primi passi verso l’autonomia, di sperimentare la conoscenza di altre culture e il dialogo, coltivando la curiosità che è necessaria per diventare cittadini attivi di domani”.
A sua volta, Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt ha sottolineato: “In un contesto sempre più globale, Talenti Neodiplomati rappresenta per i giovani l’occasione di toccare con mano il mondo del lavoro e acquisire soft e life skills, che sono il ‘passaporto’ della nuova generazione europea. Questo nostro progetto aiuta anche le scuole a creare un ‘kit’ di competenze in ambito internazionale, attivando partenariati oltreconfine e acquisendo il ‘know how’ utile a proporre e costruire nuovi ercorsi per i propri studenti”.
Come dimostrano i dati del rapporto 2016 dell’Osservatorio Nazionale sull’Internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, promosso da Fondazione Intercultura, le richieste relative alla mobilità individuale sono in aumento: +57% dal 2011(dati Ipsos). Questo significa che cresce, nei giovani, la consapevolezza dell’importanza di entrare in contatto e di conoscere realtà diverse da quella nella quale sono cresciuti.
La medesima indagine sottolinea però che i ragazzi italiani considerano ancora l’esperienza di mobilità come elitaria e riservata a pochi fortunati. Solo il 32% dichiara infatti di essere a conoscenza della possibilità di effettuare un periodo all’estero nel corso della scuola superiore. Ecco quindi la necessità di investire in esperienze di mobilità, accessibili agli studenti meritevoli di tutti gli indirizzi scolastici, indipendentemente dalla condizione economica di partenza.
Il medesimo rapporto illustra anche che chi ha trascorso, da adolescente, un percorso di studio e di vita in un altro Paese, sceglie il proprio percorso di vita e di lavoro in modo consapevole, risultando più felice della media degli italiani e più soddisfatto del percorso di vita complessivo: il 74% sa in quale direzione sta andando (contro il 50% dei coetanei che non sono partiti) e il 96% si sente apprezzato (contro il 72% dei coetanei rimasti in Italia).

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