"La qualità della burocrazia piemontese ancora peggiore della media italiana"

Un'immagine di Torino
Nell'eurozona unicamente la Grecia ha una burocrazia in condizioni peggiori dell'Italia, dove, fra l'altro, il Piemonte sta maluccio. Questo è il quadro sintetico che emerge da uno studio della Commissione europea sulla qualità dei servizi offerti dagli uffici pubblici dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica. Qualità rappresentata da un indice, che è un risultato di un insieme di risposte dei cittadini sui servizi pubblici, in termini di qualità, imparzialità e corruzione.
I dati dello studio della Commissione europea sono stati elaborati dalla Cgia di Mestre, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese locali. “ E se la Finlandia, i Paesi Bassi e il Lussemburgo occupano i tre gradini del podio per qualità dei servizi pubblici, invece Slovacchia, Italia e Grecia si collocano mestamente nelle parte più bassa della graduatoria” ha scritto la Cgia, aggiungendo subito che “sarebbe comunque sbagliato generalizzare, perché non tutta l'amministrazione pubblica italiana è di bassa qualità”.
“La sanità al Nord, molti settori delle forze dell’ordine, diversi centri di ricerca e istituti universitari – ha spiegato Paolo Zabeo, il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia - assicurano performance che non temono confronti con il resto d’Europa. Ciò nonostante, il livello medio complessivo è preoccupante. L’incomunicabilità, la mancanza di trasparenza, l’incertezza giuridica e gli adempimenti troppo onerosi hanno generato una profonda incrinatura, soprattutto nei rapporti tra le imprese e i pubblici uffici, che ha provocato l’allontanamento di molti operatori stranieri, i quali, purtroppo, non vogliono più investire in Italia anche per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico”.
Ad avvalorare la posizione di coloro che sostengono che per il sistema Paese è imprescindibile avere una macchina statale che funziona bene, sono anche i dati elaborati dall’Ocse. Infatti, secondo questa organizzazione internazionale,la produttività media del lavoro delle imprese italiane è più elevata nelle zone con una più efficiente amministrazione pubblica.
“Purtroppo, i tempi e i costi della burocrazia – ha commentato il segretario della Cgia, Renato Mason – sono diventati una patologia che caratterizza negativamente una larga parte del nostro Paese. In particolar modo, le imprese italiane, essendo prevalentemente di piccolissima dimensione, hanno bisogno di un servizio pubblico efficiente ed economicamente vantaggioso, in cui le decisioni vengano prese senza ritardi e il destinatario sia in grado di valutare con certezza la durata delle procedure”.
Altrettanto preoccupanti sono i risultati che emergono dalla periodica indagine campionaria condotta da Eurobarometro (Commissione europea) sulla complessità delle procedure amministrative che incontrano gli imprenditori dei 28 paesi dell’Unione. L’Italia si trova al quarto posto, con l’84% degli intervistati che dichiara che la cattiva burocrazia è un grosso problema. Solo la Grecia, la Romania e la Francia presentano una situazione peggiore di quella italiana, mentre il dato medio dell’Unione europea si attesta al 60 per cento.
“Se ritorniamo alla nostra elaborazione su dati della Commissione europea – ha scritto la Cgia - sono ugualmente impietosi anche i risultati che emergono dalla comparazione sulla qualità della Pubblica amministrazione a livello regionale. Rispetto ai 192 territori interessati dall’analisi realizzata nel 2017, le principali regioni del Centro-Sud d’Italia compaiono per otto volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al posto numero 190”.
Come per il confronto a livello nazionale, il risultato finale è un indicatore che varia tra 100, ottenuto dalla regione finlandese Åland (primo posto) e zero, che ha “consegnato” la maglia nera alla regione bulgara dello Severozapaden.
Sebbene sia relegato al 118° posto a livello europeo, il Trentino-Alto Adige (indice pari a 41,4) è la l'area più virtuosa d’Italia. Seguono, a pari merito, altre due regioni del Nord Est: l’Emilia-Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4), che si collocano, rispettivamente, nelle posizioni numero 127 e 128 della classifica generale. Subito si trovano la Lombardia (38,9), 131.ma e il Friuli-Venezia Giulia (38,7), 133.mo.
Al Piemonte è stata attribuita la posizione numero 161 (indice 23,4), inferiore anche a quelle del Molise, della Toscana e della Valle d'Aosta. Il Piemonte ha avuto come punteggi specifici relativi alla pubblica amministrazione 40,8 per la qualità (41 la media italiana), 25,7 per l'imparzialità (29,6) e 27,6 per la corruzione (26,9).
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