Imprese individuali, in Piemonte il 40% non arriva a compiere i cinque anni

Giorgia Garola, presidente Giovani Imprenditori
Confindustria Piemonte
e neo coordinatrice di YES4TO
Il Piemonte presenta un'alta mortalità infantile delle imprese individuali, superiore alla media nazionale. Nella regione pedemontana, infatti, il 40% delle aziende individuali non arriva ai cinque anni di vita. Il fenomeno è stato rilevato da Unioncamere e Infocamere, che hanno fatto uno studio specifico sullo stato delle imprese individuali nate nel 2014, che sono state 235.985 in tutta l'Italia e, in particolare, 18.849 in Piemonte.
Così è stato scoperto che, al 30 giugno scorso, delle imprese individuali nate nel 2014 hanno chiuso definitivamente i battenti 88.184 nell'intero Paese e 7.445 in Piemonte.
Il tasso di mortalità delle imprese individuali nel primi cinque anni è risultato del 37,4% come media nazionale e del 39,5% in Piemonte.
Quello piemontese è il terzo più alto tasso di mortalità entro i primi cinque anni a livello italiano; tassi superiori sono stati registrati soltanto in Emilia-Romagna (40%) e in Toscana (39,9%).
Delle oltre 88.000 aziende individuali create nel 2014 nel Paese e chiuse entro la metà di giugno 2018, il 23% ha cessato l'attività già nel primo esercizio, il 32% nel secondo, il 22% nel terzo e il 16% nel quarto.
Sempre a livello nazionale, la selezione darwiniana è stata più cruenta nei settori del turismo (mortalità del 43,5%), dei servizi alle persone (40,11%), delle assicurazioni e credito (39,6%).
In Piemonte, nel periodo considerato, sono state 350 le imprese individuali che, dopo aver chiuso, non avendocela fatta, hanno provato a rialzare le saracinesche, rimettendosi in gioco. Pochi. Si è trattato del 4,7%, una quota inferiore a quella media italiana del 5,2%, corrispondente a 4.599 imprese e ben lontana dal 9,8% della Valle d'Aosta.
Lo studio Infocamere-Unioncamere, fra l'altro, ha evidenziato che delle imprese individuali nate nel 2014 e chiuse definitivamente prima del 30 giugno 2018, quelle con titolare italiano erano il 37,2%. La quota di elevata di mortalità l'hanno denunciata i titolari di origine cinese (47,7%), mentre gli altri maggiori tassi di mortalità sono stati delle imprese individuali di indiani (44,1%), romeni (42,3%) e Albanesi (41,7%).

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