Impresa e fundraising, la Fondazione Crt ha "diplomato" altri 180 nuovi talenti

Graduation Day in Fondazione Crt per 180 nuovi Talenti dell’Impresa e del Fundraising, i laureati che hanno partecipato all’ultima edizione dei percorsi di alta formazione della Fondazione torinese di via XX Settembre sui temi dell’impresa innovativa e della raccolta fondi.
A consegnare i “diplomi” sono stati il presidente Giovanni Quaglia, le sue vice – Anna Ferrino e Anna Chiara Invernizzi, il Segretario generale Massimo Lapucci.
I 180 ragazzi che abbiamo appena ‘diplomato’ sono le fondamenta su cui costruire e rilanciare lo sviluppo del territorio in cui opera Fondazione Crt” ha sottolineato Giovanni Quaglia, aggiungendo che “per i progetti Talenti del Fundraising e dell’Impresa abbiamo stanziato complessivamente due milioni di euro, segno tangibile del nostro impegno nella formazione dei giovani, capitale umano di domani”.
I progetti della grande ‘famiglia’ Talenti della Fondazione Crt – ha detto Massimo Lapucci - si contraddistinguono, da sempre, per la loro capacità di formare i giovani sulle skills per essere maggiormente competitivi nel modo del lavoro. Sono le stesse abilità che il World Economic Forum ha recentemente definito come necessarie per avere successo nel 2020”.
Il corso Talenti per il Fundraising, iniziativa unica nel panorama nazionale, fornisce la “cassetta degli attrezzi” indispensabile per affrontare il mondo della raccolta fondi, a partire dai concetti base fino ai più innovativi strumenti applicati al fundraising. Il progetto ha impegnato 60 partecipanti durante 150 ore in aula, sette eventi off, un fine settimana finale residenziale, un laboratorio di creatività permanente, una giornata di raccolta fondi in piazza (Disruptive Donor Day).
I partecipanti, che hanno un’età media di 30 anni, sono prevalentemente donne: 35 su 60. Il 23% ha un contratto a tempo indeterminato, un altro 23%, a tempo determinato, il 15% è libero professionista, il 40% tirocinante. Il 58% aveva già svolto un’attività di volontariato.
L’ambito della raccolta fondi è in continua espansione e offre opportunità occupazionali in crescita: nel 2018, per la prima volta dopo 12 anni, il numero dei donatori a organizzazioni non profit è tornato a salire, con circa 385mila donatori in più. Inoltre il 49% degli italiani ha fatto almeno una donazione negli ultimi 12 mesi:, in crescita rispetto al 41% del 2016.
Il progetto Talenti per l'impresa intende, innanzi tutto, creare occasioni di formazione e valorizzazione del capitale umano, sviluppando competenze spendibili sia in una propria azienda o  start up, sia in aziende già strutturate. I 120 partecipanti hanno seguito 150 ore di formazione in aula (lezioni e workshop con esperti), due weekend di team building, sette eventi “Tpi Off” (incontri con imprenditori e approfondimenti), quattro giornate intensive finalizzate alla presentazione delle idee imprenditoriali.
La seconda fase del progetto, che si svolgerà da questo mese fino ad aprile, è dedicata alla sperimentazione e allo sviluppo delle idee imprenditoriali di alcuni dei partecipanti (50 suddivisi in 15 team), durante 100 ore di attività finalizzate alla validazione dell’idea e dell’offerta, alla verifica del business model, alla stesura di un business plan.
I ragazzi che hanno partecipato a Talenti per l’Impresa hanno un’età media di 28,5 anni; il 41,2% sono femmine, il 58,8% maschi. La ripartizione tra i due sessi appare significativa se si considera che il mondo delle startup è di norma declinato al maschile.
Per quanto riguarda la vita professionale di chi ha frequentato Talenti per l’Impresa, dall’inizio del progetto (maggio 2018) ad oggi, circa la metà dei partecipanti ha visto evolvere la propria condizione lavorativa: 34,6% ha cambiato lavoro o mansione, il 13,7% ha cominciato a lavorare. Per la quasi totalità di questi giovani il cambiamento ha significato un miglioramento in termini sia economici sia di soddisfazione professionale. E il 60% dei Talenti che hanno visto mutare la propria condizione lavorativa dichiara che il progetto ha influito positivamente sul cambiamento. Non solo: in molti casi il progetto è stato determinante, in quanto i datori di lavoro hanno apprezzato la formazione acquisita e hanno riconosciuto il valore del progetto.

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