Gruppo Gavio lascia l'Aiscat di Palenzona e valuta l'ingresso in Confindustria

Umberto Tosoni, amministratore delegato e dg Sias
Clamorosa uscita di Sias (gruppo Gavio) da Aiscat, l'associazione italiana delle società concessionarie autostradali, presieduta dall'alessandrino Fabrizio Palenzona. A comunicare all'Aiscat la decisione della Sias è stato personalmente Umberto Tosoni, amministratore delegato e direttore della società torinese, a capo di un gruppo che è diventato il terzo maggior gestore al mondo di autostrade a pagamento con una rete di 4.156 chilometri in concessione, dei quali 1.423 in Italia (nel Nord Ovest) e gli altri in Brasile e Gran Bretagna.
Sias, il cui capitale appartiene per il 63,41% alla Astm Autostrada Torino Milano, a sua volta controllata dai Gavio e partecipata dal colosso francese Ardian, nel 2017, a livello consolidato, ha fatturato poco meno di 1,138 miliardi di euro, ha conseguito un margine operativo lordo di 703,8 milioni e ha dichiarato un utile netto di 237,8 milioni.
Nella lettera con l'annuncio dell'uscita dall'Aiscat, Umberto Tosoni ha spiegato che Sias, oggi è «non solo gestore di concessioni autostradali, ma player globale, protagonista dell’intero ciclo di vita di una infrastruttura, con particolare attenzione al tema della sicurezza: dalla promozione al finanziamento, dalla progettazione alla costruzione, dalla gestione alla manutenzione della stessa”.
E ha aggiunto: “Diverse attività e competenze integrate richiedono un confronto con una pluralità di stakeholder nel mondo. Il gruppo si è posto ambiziosi obiettivi, guardando al futuro in una logica integrata di attività e competenze in cui la sfida dei mercati, la competitività e la partecipazione alle gare risultano elementi centrali.
Questo convincimento – ha concluso l'amministratore delegato e direttore generale della Sias – ci porta a presentare richiesta di recesso da parte delle concessionarie controllate e a valutare nei prossimi mesi l’eventuale ingresso della holding in Confindustria, ritenuta ambito associativo più naturale per i nuovi obiettivi del gruppo».
Fabrizio Palenzona ha commentato: «Era una decisione attesa, maturata nel tempo, che spiace. Tuttavia, il gruppo Sias è in una fase di concessioni già scadute o in via di scadenza e ha rilevanti interessi nelle costruzioni greenfield. Certamente, poi, la tendenza del Governo verso un modello di concessione in house rende meno interessante il futuro del settore per i grandi investitori privati».

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