Debito pubblico, il 17% alla Banca d'Italia mentre diminuisce la quota delle famiglie

Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia
Nel novembre scorso, gli investitori esteri hanno venduto titoli italiani per 9,7 miliardi, dei quali 5,4 miliardi erano titoli di debito pubblico (Btp e affini). Lo ha comunicato la Banca d'Italia, che, pochi giorni fa, ha indicato in 2.345,3 miliardi l'ammontare del debito pubblico al 30 novembre 2018. Alla stessa data del 2017 il debito pubblico italiano era inferiore di 63,1 miliardi. Nell'ultimo mese è aumentato di 10,2 miliardi, facendo segnare così il nuovo record storico (il precedente era di 2.342,7 miliardi e risaliva alla fine del luglio scorso).
Sempre al 30 novembre 2018, la Banca d'Italia aveva in portafoglio titoli di Stato italiani per 398,9 miliardi, 37,5 miliardi in più rispetto a un anno prima. Questo significa che è salita al 17% la quota del debito pubblico posseduta dalla Banca d'Italia, quota che è oltre oltre la metà di quella che fa capo a investitori esteri.
E' invece diminuita la fetta di debito pubblico in mano alle famiglie italiane, che al 30 settembre avevano titoli di Stato del valore complessivo di 121,2 miliardi (9,4 miliardi in meno rispetto alla stessa data di dodici mesi prima). Inoltre, allora, avevano liquidità e depositi per 937,3 miliardi 883,8 miliardi a fine settembre 2017), altri depositi per 441,5 miliardi, titoli a breve scadenza per 917 milioni e altri titoli a medio-lungo termine per 172,3 miliardi.
In totale, perciò, al 30 settembre scorso le famiglie italiane possedevano attività finanziarie del valore complessivo superiore 2.589 miliardi, somma a fronte della quale avevano debiti finanziari per 717,9 miliardi, dei quali 668 a medio-lungo termine.
A proposito di impegni delle famiglie nei confronti dei loro creditori, Banca d'Italia ha rilevato che mediamente il loro indebitamento è pari al 61,3% del reddito disponibile (la media dell'area euro è di 94,8%) e che per far fronte ai prestiti ricevuti impiegano il 9,8 del loro reddito.
Ancora per quanto riguarda le famiglie italiane, va aggiunto che nel terzo trimestre 2018, hanno venduto azioni e partecipazioni per 14,5 miliardi, titoli di debito per 4,2 miliardi e altre attività finanziarie per 2,9 miliardi. Al contrario, hanno comprato strumenti di risparmio gestito per 4,1 miliardi e hanno fatto depositi per 7,2 miliardi.

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