Auto nuove, bilancia commerciale in rosso 8,5 miliardi nei primi nove mesi del 2018

Nel 2018, quasi due terzi delle auto nuove vendute in Italia erano di marche straniere. Un fenomeno che determina il pesante saldo negativo della bilancia commerciale del settore, a differenza di Francia e Germania, dove la penetrazione dei costruttori esteri è di molto inferiore.
L'Anfia, l'associazione della filiera automobilistica italiana, ha censito che nei primi nove mesi dell'anno scorso sono stati importati 1.400.853 autoveicoli (-2,6% rispetto a gennaio-settembre 2017), per un valore di 21,7 miliardi di euro (-1,4%), mentre le esportazioni hanno riguardato 787.031 autoveicoli (+4,1%) per un valore di 14,1 miliardi (in diminuzione tendenziale del 7,4%). Ne è derivato un saldo negativo della bilancia commerciale di 7,6 miliardi.
In particolare, le vetture nuove importate sono state 1.239.193 nuove autovetture (-2,9%) e quelle esportate 463.655 (in linea con lo stesso periodo del 2017). Il primo mercato di destinazione sono gli Usa con la quota del 27,4% e volumi in aumento del 16%; mentre verso l’area Ue l’export totalizza la quota del 61,5% (+5,5% la crescita dei volumi). In termine di valore, nello stesso periodo, le importazioni di autovetture nuove valgono 18,1 miliardi (-1,9%) e le esportazioni 9,56 miliardi (-10,7%), per cui il saldo negativo è risultato di  8,5 miliardi.
Il mercato Usa, su cui pesano i trasferimenti intraziendali, vale il 32% del valore dell’export italiano delle auto nuove, con un saldo positivo di 3 miliardi, mentre è stata del 47,2% la quota dei ricavi generati dalle vendite nella Ue (mentre il valore dell’import dall’Ue pesa per l’88%). Il valore dell’export extra-Ue pesa per il 52,8% (32% Usa)
Nei primi nei mesi del 2018, il valore delle esportazioni del settore dei componenti per autoveicoli è aumentato del 5,8% rispetto allo stesso periodo 2017 ed è ammontato a 16,9 miliardi, a fronte dell’import pari a 11,8 miliardi, allineato ai valori dei primi nove mesi del 2017. Il trade del settore ha generato un saldo commerciale positivo di circa 5,14 miliardi (+22%).
A trascinare la crescita dell’export di componentistica sono stati i comparti dei motori (+6,7%) con 3,24 miliardi, delle parti meccaniche (+6,4%) con 11,24 miliardi e delle parti in gomma (+6,3%). Tra i principali Paesi Ue di sbocco, l'Anfia ha segnalato la crescita delle esportazioni verso Austria (+28% e 507 milioni di euro), Finlandia (+25% e 79 milioni) e Slovacchia (+23% e 269 milioni). 
E' cresciuto l’export anche nei primi tre mercati di destinazione dei prodotti italiani, ossia Germania (+8% ed esportazioni per 3,4 miliardi di euro), Francia (+5% e 1,8 miliardi di euro) e Regno Unito (+14% e 1,3 miliardi di euro). Invece, le esportazioni sono calate in Spagna (-6% e 1,2 miliardi) e Polonia (-4% e 984 milioni).
Fuori dall’Ue, è aumentato l’export negli Stati Uniti (+ 49%, per un valore di 1,1 miliardi), in India (+18% e 186 milioni), Messico (+16% e 452 milioni), Cina (+12% e 362 milioni) e Russia (+4% e 151 milioni). In calo, invece, l'export in Giappone (-6% e 214 milioni di euro), in Turchia (-9% e 825 milioni) e in Brasile (-26% e 334 milioni).
L’export della componentistica italiana in tutti i 28 Paesi europei nei primi nove mesi 2018 è stato del valore di 11,96 miliardi (+6,4%) e tale da determinare un avanzo commerciale di 3,5 miliardi (+36% sui primi nove mesi del 2017). L’export verso i paesi extra Ue è stato di 4,96 miliardi (+4,5%), pesando il 29% di tutto l’export componenti e producendo un saldo positivo di 1,68 miliardi (+1,1%).
La classifica dell'export nei primi dieci Paesi di destinazione, relativa ai primi nove mesi 2018, vede in testa la Germania con 3,4 miliardi (+7,8% la variazione tendenziale) e una quota del 19,9% sul totale export; seguono Francia (+5,4%, share 10,9%), Regno Unito (+14%, share 7,5%), Spagna (-6%, share 6,9%), Usa(+48,6%, share 6,5%), Polonia (-4,1%, share 5,8%), Turchia (-8,6%, share 4,9%), Austria (+27,7%, share 3%), Repubblica Ceca (+12,3%, share 2,7%), Messico (+16%, share 2,7%).
L'Anfia inoltre ha sottolineato il calo dell’export di componenti, nei primi nove mesi del 2018, verso i Paesi dove è radicata la presenza produttiva del Gruppo Fca: Turchia -8,6%, Serbia -8,4%, Polonia -4,1% e Brasile -2%.

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