Tutti i record della Fonti di Vinadio Spa

Alberto Bertone, numero 1 della Fonti di Vinadio
E’ una delle acque più amate dagli italiani, una delle poche che sta incrementando le vendite in un mercato – quello delle acque minerali confezionate – che negli ultimi mesi è rallentato. L’acqua Sant’Anna di Vinadio, prodotta dall’azienda piemontese Fonti di Vinadio, fondata appena dieci anni fa e già tra le grandi realtà del Food&Beverage italiano, vanta anche un recente e particolare record: in occasione del Black Friday di Amazon, è stato il prodotto di largo consumo più ordinato su Prime Now. La definitiva affermazione di un marchio 100% italiano, gestito da un’azienda familiare in un contesto dominato dalle grandi multinazionali”.
Incomincia così l'articolo che First&Food, portale di enogastronomia e dell'eccellenza agro-alimentare edito da Firstonline, ha dedicato alla Sant'Anna di Vinadio.
La scommessa vincente – continua First&Food, nuova creatura di Ernesto Auci e Franco Locatelli, fondatori e guide dell'autorevole e indipendente giornale web - è infatti opera della famiglia Bertone, che negli anni Cinquanta però si occupava di tutt’altro: edilizia. Il pioniere è stato Giuseppe Bertone, scomparso nel 2008, che, partito da Rifreddo, un piccolo paese nella provincia di Cuneo, è riuscito negli anni a creare un vero e proprio gruppo specializzato nell’edilizia residenziale, che dalla provincia di Torino si è via via ampliato al basso Piemonte, alla Liguria, alla Costa Azzurra. Negli anni ’90 scendono in campo anche i figli Fabrizio e Alberto, che si lanciano su un mercato completamente diverso: quello dell’acqua minerale”.
La fonte individuata è quella appunto di Vinadio, nel Cuneese, dove le sorgenti scorrono di fianco al santuario più alto d’Europa, dedicato a Sant’Anna, protettrice delle mamme. La fama di questa acqua risale al Cinquecento, grazie ai racconti delle migliaia di pellegrini che frequentavano il santuario, a oltre 2.000 metri di altitudine: famosa per i suoi valori di leggerezza (ha un residuo fisso bassissimo, a 22,0 mg/l), è indicata per neonati e per diete povere di sodio. Ed è garantita grazie a un impianto all’avanguardia, che sorge a 1.000 metri di altitudine, al confine con la Francia: un gioiello hi-tech, costruito secondo i principi della bio-architettura e della bio-edilizia.
E ultra-produttivo; infatti, Fonti di Vinadio Spa può vantare il più grande impianto produttivo al mondo, con 13 linee di imbottigliamento per l’acqua. Le tre più recenti producono fino a 54.000 bottiglie ogni ora (sono le più grandi al mondo) e sono in grado di lavorare tutti i formati, dal mezzo litro ai due litri: un’impresa tecnologica davvero complessa, sviluppata ad hoc con il leader del settore. Gli investimenti in corso permetteranno alla capacità produttiva globale dello stabilimento di arrivare ad un potenziale di circa tre miliardi di bottiglie/anno.
I risultati sono conseguenti: il gruppo ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 300 milioni di euro e vendite di un miliardo di bottiglie di acqua minerale, oltre che di 100 milioni di bicchierini di the freddo e nettari di frutta. E c’è un dato, che rende l’idea della diffusione di un’acqua ormai familiare nelle case degli italiani: nei primi anni di attività Fonti di Vinadio Spa vendeva tante bottiglie quanti sono gli italiani (50-60 milioni l’anno), mentre oggi le bottiglie vendute in un anno sono addirittura tante quanti tutti gli abitanti d’Europa, ovvero centinaia di milioni.
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