Piemonte, nel 2017 tolte dalla circolazione 12.882 banconote false (per 528.140 euro)

Che la crisi economica a Torino e in Piemonte sia più grave che altrove lo conferma anche un fatto curioso: l'anno scorso, il numero delle banconote da 20 euro sequestrate e/o ritirate dalla circolazione per sospetta contraffazione è stato più alto di quelle false da 50 euro, a differenza dell'Italia nel suo insieme. Anche i falsari sanno che nella regione subalpina è meno difficile spacciare tagli da 20 euro, perché è più alta l'attenzione verso le banconote da 50, date le minori disponibilità finanziarie e, perciò, la maggiore cura del denaro.
In provincia di Torino, sono state 4.280 le banconote da 20 euro tolte di circolazione, nel 2017, perché ritenute false, a fronte delle 2.625 da 50 euro. In tutt'Italia, invece, sono state 71.649 le banconote da 50 euro sequestrate e/o ritirate e 69.120 quelle da 20 euro.
Come a Torino, è successo in tutte le altre province piemontesi: ad Alessandria 658 le banconote false da 20 euro tolte dalla circolazione contro le 386 da 50 euro, a Cuneo rispettivamente 681 e 287, a Novara 622 e 301, ad Asti 265 e 168, a Vercelli 249 e 142, nel Verbano-Cusio-Ossola 185 e 126, nel Biellese 169 e 83.
A livello regionale, le banconote dei diversi tagli sequestrate e/o ritirate nel 2017 sono state complessivamente 12.882, delle quali 7.109 da venti euro, 4.118 da cinquanta euro, 1.175 da cento euro, 188 da dieci euro, 116 da cinque euro, 93 da duecento euro e ottantatré da 500 euro. Per un controvalore totale di 528.140 euro, a fronte dei 605.640 euro del 2016, quando erano state eliminate 13.072 banconote. Cifre tutte inferiori a quelle del biennio precedente. 
Dalla disaggregazione dei dati pubblicati dal Mef, il ministero dell'Economia e delle Finanze, fra l'altro, si ricava il numero delle banconote tolte dalla circolazione, l'anno scorso, in ogni singola provincia: 7.803 a Torino, 1.194 ad Alessandria,1.117 a Cuneo, 1.073 a Novara, 512 ad Asti, 466 a Vercelli, 404 a Verbania e 313 a Biella.
Rispetto al 2016, il numero delle banconote false sequestrate e/o ritirate è aumentato soltanto nelle province di Cuneo e Alessandria; mentre è diminuito in tutte le altre.
Il progressivo contenimento del fenomeno della sospetta contraffazione di banconote e monete è nazionale, come risulta dall’ultimo Rapporto sulla falsificazione dell’euro, curato dall’Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento, presso la Direzione V del Dipartimento del Tesoro competente per l’antiriciclaggio e, in generale, la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per fini illegali.
A conferma che il calo del 2017 è sostanziale e non dovuto a fenomeni occasionali, il Rapporto osserva che, relativamente alle banconote, le incidenze dei sospetti di frode sono in calo per valore, sia rispetto alla popolazione italiana (-3%) sia rispetto all’ammontare di banconote totali circolanti in Italia (-7%).
Comunque, nel 2017, nel Paese, sono state sequestrate 163.114 banconote sospette false, il 4% in meno rispetto ai dati consolidati del 2016 e 92.191 monete metalliche, in questo caso, il 43% in più, aumento che però è interamente riconducibile a un unico, importante sequestro, avvenuto, prima ancora della messa in circolazione del denaro, nella provincia di Prato e che ha interessato 27.982 pezzi di monete da 2 euro.
Per le banconote, in termini di valore nominale complessivo, sono state oggetto di sequestro prima della circolazione e/o di ritiro durante la circolazione circa sette milioni di euro (-9% rispetto al 2016), mentre per le monete, sempre a causa dell’episodio citato, il valore nominale complessivo di sospetto falso è stato di circa 148 mila euro (+64% rispetto al 2016).
Dal Rapporto del Mef, fra l'altro, emerge che il Piemonte è al quinto posto nella graduatoria delle regioni per numero e importo di banconote sequestrate o ritirate dalla circolazione in quanto sospette di contraffazione; al primo si trova la Lombardia, seguita, nell'ordine, da Lazio, Veneto e Toscana. 
Posta un commento