Listino piemontese: ecco i rialzi e i ribassi della settimana borsistica finita venerdì 14

Un po' su e un po' giù, in funzione delle notizie provenienti da Bruxelles, piuttosto che da Francoforte, Roma, Washington, Londra e Parigi. Nell'ultima settimana, gli indici di Piazza Affari hanno oscillato. Il Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali azioni quotate alla Borsa di Milano, ha mostrato il segno più per tre giorni, ma, lunedì e venerdì, il segno meno. Risultato finale: sostanziale parità, comunque sotto i 19.000 punti.
“Che sono pochi ed evidenziano la continuità dell'andamento sfavorevole del mercato azionario italiano” si legge nella consueta rubrica domenicale dedicata alle quotate piemontesi, pubblicata oggi, 16 dicembre, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera guidata da Umberto La Rocca.
Stessa tendenza per il “listino piemontese”. Soltanto nove quotate locali hanno terminato la seduta di venerdì con un valore del rispettivo titolo superiore a quello di sette giorni prima. E cinque di queste sono “big”, categoria che sta soffrendo meno l'interminabile trattativa sulla manovra finanziaria nazionale, i sempre più frequenti contrasti all'interno del governo Conte-Di Maio-Salvini, l'abbassamento delle stime sul Pil e, fra l'altro, i problemi economico-sociali della Francia e della Gran Bretagna.
Le cinque grandi piemontesi che hanno chiuso la settimana in attivo sono Intesa Sanpaolo (il prezzo finale è stato di 2,014 euro a fronte di 1,982 euro del venerdì precedente), Fca (rispettivamente 13,85 e 13,762 euro), Italgas (5,11 e 4,887), Iren (2,018 e 1,916), Reply (49,1 e 47,6).
“In particolare – ha precisato il Corriere Torino - Intesa Sanpaolo ha beneficiato del calo dello spread, che ha innalzato i valori dei titoli di Stato in portafoglio) mentre i ripensamenti sulle misure riguardanti l'automobile hanno consentito a Fca di limitare i danni sul titolo, conseguenti anche al calo delle vendite in Europa. A sua volta, Iren non ha patito la cessione di una sua quota da parte del Comune di Torino, fatto che, anzi, può avvantaggiare l'utility presieduta da Paolo Peveraro.”
Le altre quattro piemontesi che hanno finito la settimana con il segno positivo sono Pininfarina (2,22 euro l'ultimo prezzo), Centrale del Latte d'Italia (2,75), M&C (0,0374) e Conafi (0,25).
Le grandi della regioni che hanno invece ridotto loro valore borsistico sono Exor (-1,9% rispetto a venerdì 7), Diasorin (-2,8%), Buzzi Unicem (-3,3%), Sias (-1,5%), Autogrill (-6,5%), Astm (-2,6%) e Juventus (-2,7%).
Le altre piemontesi che hanno registrato ribassi, rispetto a venerdì 7 dicembre, sonoGuala Closures (da 5,94 a 5,66 euro), Cofide (da 0,467 a 0,4605), Tinexta (da 6,4 a 6,19), Prima Industrie (da 19,28 a 17,9), Basicnet (da 4,415 a 4,41), Damiani (da 0,848 a 0,84), Bim (da 0,173 a 0,1688), Cover50 (da 9,98 a 9,76), Fidia (da 4,05 a 3,99), Italia Independent (da 2,89 a 2,48), Cdr Advance Capital (da 0,74 a 0,68), Ki Group (da 1,29 a 1,27) e Borgosesia (da 0,625 a 0,565 euro).
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