Intesa Sanpaolo con meno titoli di Stato per redditività al terzo posto in Europa

Carlo Messina, amministratore delegato Intesa Sanpaolo
E' sceso a 74,034 miliardi di euro il valore di bilancio dei titoli di Stato italiani detenuti da Intesa Sanpaolo al 30 settembre 2018. E' la somma più bassa dal 2012 e corrisponde al 9,3% del totale dell'attivo del colosso finanziario guidato da Carlo Messina. Il dato emerge da un fresco studio di Mediobanca, che evidenzia il progressivo calo dei titoli di Stato italiani nel portafoglio di Intesa Sanpaolo, in termini sia di valore sia della loro quota sul totale dell'attivo della Banca.
Al 31 dicembre 2013, Intesa Sanpaolo possedeva titoli di Stato italiani per 103,353 miliardi, pari al 16,6% di tutto il suo attivo e sei mesi dopo questo tasso era arrivato al 17,4%, nonostante il calo del valore dei titoli a 100,258 miliardi. Da allora, l'esposizione è diminuita progressivamente sia in valore sia in percentuale dell'attivo: 93,532 miliardi e 14,5% a fine 2014, poi 88,026 miliardi e 13% esattamente un anno dopo, 75,978 miliardi e 9,5% al 31 dicembre 2017.
Delle nove grandi banche italiane esaminate da Mediobanca, al 30 settembre scorso, Intesa Sanpaolo è risultata prima per valore di titoli di Stato italiano in portafoglio, ma quarta per la percentuale sull'attivo totale. Quote superiori sono state evidenziate dalla Popolare di Sondrio (20,3%, pari a 8,462 miliardi di euro), dalla Popolare di Milano (14%, pari a 18,546 miliardi) e dal Banco Bpm (11,1%, pari a 18,2 miliardi).
Un altro dato significativo che si trova nello studio di Mediobanca, appena pubblicato, è quello relativo alla redditività (roe) delle principali banche europee, a partire dal 2015.
Con un roe medio annuo dell'11,8% Intesa Sanpaolo ha conquistato il terzo posto, la medaglia di bronzo. Meglio hanno fatto soltanto due banche del Nord Europa: Danske Bank con il 12,3% e Nordea con il 12%. Intesa Sanpaolo ha battuto anche l'olandese Ing Group (10,4%), la spagnola Bbva (8,9%), la svizzera Ubs (8,5%) e la francese Bnp Paribas (8,3%).
Il risultato dell'istituto presieduto dal torinese Gian Maria Gros-Pietro e con la Compagnia di San Paolo ancora maggior azionista, assume un significato ancora maggiore se si considera che Deutsche Bank ha denunciato una redditività negativa dell'1,6% e il Crédit Suisse dello 0,8%, l'inglese Rbs non ha guadagnato nulla e il roe della Barclays è stato dello 0,2%. E di poco superiore all'1% è stata la redditività di Unicredit (1,1%) come di Commerzbank (1,3%).

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