Il "Poli" futuro: mille prof e 40.000 iscritti e l'Università prepara detenuti alla laurea


Guido Saracco, rettore del Politecnico
Da Università “fabbrica” di solidi  di solidi professionisti “standardizzati”, dobbiamo diventare una Università “piattaforma”, per essere pienamente funzionali a un contesto territoriale e imprenditoriale molto diverso dal passato: dobbiamo saperci aprire a contributi didattici complementari dal mondo delle professioni e dell’industria; avere un ruolo diretto nei processi di innovazione e di formazione continua; essere forza propulsiva dello sviluppo sostenibile della società”. Così, il rettore Guido Saracco ha riassunto il tema chiave del nuovo Piano strategico 2018-2022 di cui si è dotato il Politecnico di Torino.
Il Piano PoliTo4Impact, infatti, si pone come obiettivo strategico il conseguimento di un impatto determinante sulla società, orientando, in ambito locale, nazionale e internazionale, l’azione dell’Ateneo nelle sue principali missioni: formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e condivisione della conoscenza.
Primo aspetto su cui si è concentrato Guido Saracco è stata la didattica, con la possibilità di incrementare il numero di studenti immatricolati, a fronte di un crescente aumento delle domande di iscrizione:“Incrementeremo i nostri studenti da 34.000 fino a circa 40.000, per contribuire a colmare il ritardo del nostro Paese in termini di laureati rispetto alla media europea. Sempre in questa direzione avvieremo un nuovo percorso di laurea professionalizzante in Ingegneria della manifattura, del tipo di quelli di grande successo in altri Paesi europei, in stretta collaborazione con gli Istituti Tecnici Superiori del territorio e le associazioni imprenditoriali”.
Inoltre, Il Piano Strategico ribadisce il ruolo fondamentale della ricerca disciplinare come strumento di crescita scientifica e culturale dei docenti e come fucina di scoperte davvero radicali, ma mira anche a investire, in modo sempre più consistente, in quella interdisciplinare per creare innovazione, dando piena attuazione a centri di ricerca applicata tematici. Nel quadro della ricerca, un ruolo che l’Ateneo intende valorizzare è quello del dottore di ricerca, aumentando almeno del 50% il numero di dottorandi attivi al Politecnico (attualmente sono circa 700).
Instilleremo nei nostri studenti, nei nostri dottorandi e anche nei nostri ricercatori e docenti la passione per l’innovazione, fornendo loro strumenti e fondi mirati”, ha detto il Rettore, spiegando che “l’intento è quello di stabilire filiere credibili che raccorderanno, in aree spazialmente contigue, formazione, ricerca, innovazione, servizi finanziari e di valorizzazione della proprietà intellettuale per creare poli di sviluppo imprenditoriale, che attrarranno hub di grandi industrie, piccole e medie imprese, start-up e radicheranno nel nostro territorio i nostri laureati”. P
erciò, Il Piano mira a costituire poli multifunzionali su svariate aree tematiche: industria 4.0, energia, transizione digitale, mobilità sostenibile, economia circolare, space economy.
Per migliorare formazione e ricerca sono necessari investimenti in capitale umano e nuove competenze: “Supereremo i 1000 docenti strutturati, a partire dagli attuali 850. Daremo a tutti, incluso il nostro personale tecnico e amministrativo, opportunità di crescita professionale e di carriera” ha anticipato Guido Saracco, concludendo che “Il nostro sarà un campus attento alla qualità della vita, effervescente sotto il profilo culturale, sede di attività ricreative e sportive, sostenibile e dotato di spazi moderni e funzionali alla piena realizzazione delle nostre missioni, per mettere chi lavora e studia al Politecnico in condizione di dare il meglio di sé con motivazione e senso di appartenenza”.

Domenico Minervini e il rettore Gianmaria Ajani
Il 28 novembre, a Torino, nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, si è tenuta la cerimonia per il Ventennale dalla firma del primo Protocollo che ha istituito il Polo Universitario Penitenziario. Con l’occasione è stata firmata la nuova convenzione tra l’Università, la Casa Circondariale e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna, presenti, fra gli altri, Gianmaria Ajani, rettore dell’Università di Torino, Anna Maria Poggi, in rappresentanza della Compagnia San Paolo, che da sempre sostiene finanziariamente il progetto, Domenico Minervini, direttore della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e Franco Prina, delegato del rettore per il Polo Universitario Penitenziario.
L’istituzione del Polo Universitario per studenti detenuti presso la Casa Circondariale di Torino ha radici nell'attività svolta sistematicamente a partire dagli anni Ottanta dalla allora Facoltà di Scienze olitiche dell’Ateneo, per garantire ai detenuti l'esercizio del diritto allo studio. Da allora, a Scienze politiche si sono affiancati Giurisprudenza e percorsi relativi altre aree disciplinari.
Solo negli ultimi quattro anni accademici si sono laureati 23 detenuti. Inoltre, tra marzo e luglio 2019 dovrebbero concludere il loro percorso di studi e conseguire lauree, a diversi livelli, altri 11 studenti, i quali potranno accedere ai corsi di studio Magistrali o passare alle misure alternative, usufruendo delle opportunità di borse lavoro messe a disposizione dall’Ufficio Pio e dal Fondo Musy.
Attualmente gli studenti del Polo sono 40, con percorsi di studio articolati su più corsi di laurea triennale e diverse magistrali dei Dipartimenti di Culture, Politica e Società, Giurisprudenza, Matematica e Beni Culturali). Si differenziano tra studenti ristretti in carcere (30) e studenti che fruiscono di misure alternative come lavoro all’esterno, affidamento in prova o semi-libertà (8) o hanno scontato la pena e stanno terminando gli studi (2). Per l’anno accademico 2018-19 si sono iscritti 6 nuovi studenti.
All’evento hanno partecipato i delegati delle altre Università che, seguendo l'esempio di Torino, negli anni hanno avviato progetti analoghi per garantire il diritto allo studio universitario a studenti detenuti. Il confronto tra Atenei ha avuto una formalizzazione nell'aprile scorso con la costituzione della Conferenza Nazionale dei Delegati per i Poli universitari penitenziari. Alla Conferenza aderiscono 28 Università, impegnate in 57 istituti penitenziari con circa 600 studenti detenuti iscritti. Ne è presidente Franco Prina, ordinario di Sociologia giuridica e della devianza del Dipartimento di Culture, Politica e Società, Delegato del Rettore dell’Università di Torino.
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