Ecco le remunerazioni '17 dei piemontesi ai vertici delle società quotate a Milano

Dai quattro milioni di John Elkann, numero uno del gruppo Exor, ai 400.000 euro di Gustavo Denegri, presidente e maggior azionista di Diasorin.
Il Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, oggi, sabato 29 dicembre, ha pubblicato le remunerazioni che hanno percepito, nel 2017, i piemontesi amministratori di società quotate alla Borsa di Milano. Cifre e nomi ricavati dalle specifiche relazioni annuali che le principali società trattate in Piazza Affari sono obbligate a redigere.
L'elenco inizia appunto con John Elkann, il “piemontese” che, l'anno scorso, ha avuto la più alta remunerazione, in qualità di amministratore. L'erede designato da Gianni Agnelli alla guida degli affari della Famiglia torinese, ha ricevuto compensi pari a quattro milioni di euro (per la precisione 3.994.234), per i suoi incarichi nelle quotate del Gruppo in Italia e quale vice presidente non esecutivo di Gedi Gruppo Editoriale, partecipata di Exor, la holding della quale è presidente, come di Fca e di Ferrari.
John Elkann – ha scritto il Corriere Torino- l'anno scorso ha incassato 58.766 euro meno di Carlo Messina, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Nel 2017, infatti, Messina ha avuto dal colosso finanziario 4.053.000 euro. Lui non è piemontese, ma, almeno in parte, lo è Intesa Sanpaolo, che mantiene la sede legale a Torino.
Intesa Sanpaolo rievoca immediatamente il suo presidente, Gian Maria Gros-Pietro, la cui remunerazione è stata di 1.450.000 euro, comprensiva dei compensi quale amministratore anche dell'Astm-Autostrada Torino Milano, della quale è presidente, e di Edison, altra quotata.
Nell'articolo del Corriere Torino, del quale è responsabile Umberto La Rocca, vengono prese in considerazione soltanto le remunerazioni di imprenditori, top manager e consiglieri di amministrazione piemontesi, in qualche caso di adozione, partendo dalle quotate che fanno riferimento alla regione.
Come precisato dal quotidiano, però, la graduatoria è stata stilata sulla base della documentazione pubblica trovata e, certamente, non completa per il mancato incrocio di tutti i dati possibili. Comunque, subito dopo John Elkann (è stato escluso Sergio Marchionne, nonostante la più alta remunerazione in Italia, essendo mancato nel luglio scorso), si trova l'alessandrino Urbano Cairo, presidente di entrambe le quotate controllate, la Cairo Communication e la Rcs Mediagroup. La remunerazione ricevute dalla sua coppia è stata di 2.228.000 euro, 14.700 euro in più del torinese Aldo Mazzia, amministratore delegato della Juventus fino a un paio di mesi fa,
A proposito di Juventus, il Corriere Torino riporta che il presidente Andrea Agnelli, l'anno scorso, ha avuto remunerazioni, da quotate, per complessivi 676.229 euro, comprensivi degli emolumenti come amministratore anche di Fca ed Exor. Invece, è stato di 429.200 il compenso di Nedved Pavel, il vice presidente della società bianconera che ha fatto il colpaccio Ronaldo.
Per altri due componenti della grande e nota Famiglia torinese, con incarichi in quotate, Alessandro Nasi (Exor e Cnh Industrial) e Lapo Elkann (Ferrari e Italia Independent), le rispettive remunerazioni sono ammontate a 474.896 euro e 97.614 euro (per la sola Ferrari).
Il più remunerato 2017 dei tre fratelli De Benedetti, figli di Carlo e titolari esclusivi della omonima finanziaria torinese a capo del gruppo Cofide controllante Cir, Sogefi e Gedi, è risultato il primogenito Rodolfo con 1.906.240 euro, a fronte dei 232.500 di Marco.
Tatiana Rizzante, amministratore delegato Reply
Nel gruppo degli amministratori piemontesi con remunerazione 2017 ultra milionaria figurano anche Marco Giovannini, presidente della Guala Closures (1.628.000 euro), Alberto Rubegni, amministratore delegato di Astm (1.527.751), Marco Boglione, azionista di controllo e presidente di Basicnet (1.503.065), Mario Rizzante, numero uno della sua Reply (1.330.000), Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali e consigliere di amministrazione di Moncler (1.162.118), Paolo Pierantoni, neo presidente Sias (1.110.523) e - prima donna - Tatiana Rizzante, amministratore delegato di Reply, con 1.158.000 euro, a fronte degli 898.000 del fratello Filippo, consigliere esecutivo.
Seconda fra le donne più remunerate come amministratore di società quotate alla Borsa di Milano risulta Daniela Gavio, componente dell'omonima famiglia di Tortona che controlla Astm e Sias (957.597 euro); terza la cuneese Daniela Garnero Santanchè (684.000), presidente di tre società trattate in Borsa: Bioera, Ki Group e Visibilia Editore.
Con remunerazione di poco inferiore ai 900.000 euro si trovano Daniele Angelucci, consigliere esecutivo di Reply (897.000) e Gianfranco Carbonato (853.218), presidente e amministratore delegato di Prima Industrie, oltre che consigliere di amministrazione di Intesa Sanpaolo.
Seguono, in ordine decrescente fino a mezzo milione di euro: Stefano Grassi (direttore generale di Bim Banca Intermobiliare) con 780.447 euro; Paolo Gallo (amminisratore delegato di Italgas) con 717.437; Ezio Basso (amministratore delegato di Prima Industrie) con 647.938; Riccardo Pozzoli (vice presidente e amministratore delegato di Centrale del Latte d'Italia) con 592.780; Silvio Angori (amministratore delegato e direttore generale di Pininfarina) con 573.713; Giorgio Girelli (consigliere di Bim con deleghe) con 571.995; Giuseppe Morfino (numero 1 di Fidia) con 557.341; Giuseppe Recchi (vice presidente di Telecom e consigliere di UnipolSai) con 557.000; Gianni Crespi (amministratore delegato di Basicnet) con 516.927; Marcello Gavio con 505.465 e Oscar Pepino (consigliere esecutivo fi Reply) con mezzo milione esatto.
Tra i 500.000 e i 400.000 euro figurano Gianfranco Albertini (consigliere di Pininfarina e dirigente con responsabilità strategiche) con 441.763; Pier Andrea Chevallard (amministratore delegato di Tinexta, ex Tecnoinvestimenti) con 433.858; Paolo Pininfarina (presidente dell'omonima società) con 416.962; Michele e Pietro Buzzi (entrambi amministratori delegati di Buzzi Unicem) rispettivamente con 411.484 e 405.150 euro; quindi, Gustavo Denegri (presidente Diasorin) con 400.000 euro.

Tra gli amministratori piemontesi più noti e con remunerazione da parte di quotate italiane spiaccano Giorgina Gallo (Intesa Sanpaolo, Telecom, Autogrill) con 322.000 euro; Enrico Buzzi (presidente della Buzzi Unicem) con 293.603; Katia Bastioli (presidente Terna) con 256.000; Ermenegildo Zegna (consigliere di Fca) con 196.273; Beniamino Gavio con 153.222; Guido Tabellini (Cnh Industrial e Cir) con 177.000; Silvia Merlo (Leonardo, Erg, Gedi Gruppo Editoriale) con 235.000; Paolo Cantarella (Leonardo e Prima Industrie) con 130.500; Carlo De Benedetti (Gedi) con 118.597; i fratelli Damiani – Giorgio con 373.000 euro, Silvia con 117.970 e Guido con 88.251 - Licia Mattioli (Sias e Pininfarina) con 76.108; Ferruccio Dardanello (Ubi Banca) con 67.730; Elsa Fornero (Buzzi Unicem, Italmobiliare, Centrale del Latte d'Italia) con 62.000; Maurizio Sella (Buzzi Unicem) con 60.000; Marco Drago e Marco Boroli (Dea Capital) con 30.000 euro; Carlo Rosa e Michele Denegri, entrambi Diasorin e con 150.000; Francesco Profumo (Inwit) con 75.000; Enrico Salza (presidente Tinexta) con 55.600 euro.

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