Damiani (gioielli) lascia Piazza Affari

Nicoletta Romanoff, testimonial Damiani
Un'altra quotata piemontese lascia Piazza Affari. Dopo la Vittoria Assicurazioni della famiglia torinese Acutis è la volta della Damiani, controllata dall'omonima famiglia di Valenza. Oggi, 28 dicembre, è stato comunicato ufficialmente che Leading Jewels, società lussemburghese interamente della famiglia Damiani, promuove un'offerta pubblica di acquisto (Opa) volontaria totalitaria sulle azioni di Damiani per acquisire l'intero capitale della società e farla uscire dalla Borsa (delisting), dove aveva esordito nell'ottobre del 2007, con un flottante del 35,1%.
L'offerta riguarda il 16,741% delle azioni Damiani, cioè tutte quelle in circolazione, dato che il 58,83% è posseduto dalla Leading Jewels, il 17,7% da chi agisce in concerto con l'offerente e il 6,73% è nel portafoglio della stessa Damiani (azioni proprie).

L'offerta riconosce un corrispettivo di 0,855 euro per azione, con un premio del 5,04% sul prezzo di chiusura di ieri. L'esborso massimo complessivo sarà di 11,8 milioni, cui Leading Jewels, intende far fronte ricorrendo solo a mezzi propri. Oggi, l'ultimo prezzo dell'azione è stato di 0,86 euro.
Leading Jewels ha precisato che “L'obiettivo dell'offerta è acquisire l'intero capitale sociale della Damiani e, in ogni caso, conseguire la sua revoca dalla quotazione sul Mta delle azioni ordinarie dell'emittente”. Inoltrem “si propone di assicurare la stabilità dell'assetto azionario e la continuità manageriale necessarie per poter cogliere eventuali future opportunità di sviluppo e crescita in Italia e all'estero, nonché un indirizzo strategico volto alla valorizzazione del business nel medio-lungo periodo”.
A tal fine – si legge ancora nel comunicato – l'offerente potrebbe valutare in futuro l'opportunità di realizzare operazioni sttraordinarie quali, in via meramente esemplificativa, acquisizioni, cessioni, fusioni, scissioni, riguardanti l'emittente, ovverotaluni suoi cespiti o rami d'azienda e/o aumenti di capitale, la cuiesecuziuone potrebbe avere effetti diluitivi in capo agli azionisti dell'emittente”.
Proprio una settimana fa, la Damiani ha presentato la relazione relativa al primo semestre dell'esercizio 2018-2019, quindi al 30 settembre scorso: il totale dei ricavi del gruppo sono ammontati 67 milioni (-4,3% rispetto allo stesso periodo precedente), la perdita netta è stata di 5,9 milioni, un milione in più e l'indebitamento netto è risultato di 59,4 milioni.
La Damiani, che dal 2016 controlla la Venini, vanta marchi quali Salvini, Bliss, Calderoni e Rocca 1794 (orologi di alta gamma). Al 30 settembre 2018, gestisce 65 punti di vendita diretti nel mondo, di cui 51 monomarca Damiani, localizzati nelle vie del lusso delle principali città e nei più esclusivi luxury department stores.
Fondata nel 1924 a Valenza, polo italiano del gioiello e dell'oro, la Damiani è valutata dalla Borsa circa 70 milioni (capitalizzazione). Guida Grassi Damiani è presidente e amministratore delegato, carica quest'ultima che condivide con il fratello Giorgio, che è anche vice presidente, come la sorella Silvia, responsabile della comunicazione.
Nel mese scorso, Guido Grassi Damiani ha consegnato a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, i 39 esemplari del “Tricolore” prodotto dalla partecipata Venini, che saranno utilizzati come regali istituzionali e ripropongono un modello storico, nato negli anni 70, che simboleggia l'eccellenza della tradizione vetraria artigianale italiana.
In novembre, inoltre, Borsa Italiana ha nuovamente incluso Damiani nella lista Italian Brands dedicata ai titoli quotati del settore Lifestyle con più alta brand awareness. In giugno, invece, la vice presidente Silvia Damiani è stata insignita dell'onorificenza del Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia, attribuita agli italiani che si sono distinti nel promuovere e sviluppare le relazioni con altri Paesi, sia in campo economico che culturale.
Numerose le bellezze testimonial della Damiani, fra le quali Sharon Stone, Isabella Rossellini, Gwineth Paltrow e, ultimamente, Nicoletta Romanoff.

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