Boom di Cassa integrazione in Piemonte ad ottobre la regione con il record delle ore

Gianni Cortese, Segretario generale Uil PIemonte 
Nuova, grande impennata della cassa integrazione in Piemonte. In ottobre, infatti, la regione ha fatto registrare la richiesta di 3.355.124 ore, in crescita del 340,9% rispetto a settembre (+186,7% l'ordinaria e +480,5% la straordinaria, mentre è diminuita del 97,1% quella in deroga). In particolare, Torino, con 2.675.607 ore autorizzate, è la provincia che ha fatto maggior uso di ammortizzatori sociali. E, comunque, il Piemonte è risultato al primo posto tra le regioni.
In tutta l'Italia, in ottobre sono state autorizzate 19.212.764 ore di cassa integrazione, con un aumento del 69,7% rispetto al mese precedente (+34,2% l'ordinaria, +102,9% la straordinaria e +185,2% la cassa in deroga).
Quanto ai primi dieci mesi di quest'anno, a livello nazionale, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della Uil, sono state richieste 181.251.327 ore di cassa integrazione, in calo del 39,8% rispetto allo stesso periodo del 2017.
In Piemonte, dall'inizio di gennaio alla fine di ottobre, la richiesta è stata di 23.735.999 ore, in diminuzione del 19,1% (-1,4% l'ordinaria, -27,6% la straordinaria, -100% quella in deroga).
La media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 13.951, con un calo di 3.057 unità rispetto all’anno precedente.
Nei dieci mesi, il Piemonte si è confermato al secondo posto nella graduatoria nazionale per richieste di ore di cassa integrazione, preceduto soltanto dalla Lombardia.
L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra primi dieci mesi del 2018 e del 2017, è stato il seguente: Verbania +92,9%, Cuneo +55%, Torino -16,1%, Alessandria -31,5%, Vercelli -41,7%, Asti -48,8%, Novara -58,2%, Biella -61,6%. Torino, con 13.665.802 ore richieste nei primi dieci mesi dell’anno si colloca al secondo posto tra le province più cassaintegrate d’Italia, dopo Roma.
Gianni Cortese, Segretario generale della Uil Piemonte, ha commentato: “Dalla rilevazione dei dati relativi alle richieste di cassa integrazione si evince che le difficoltà provocate dalla grande crisi decennale sono lungi dall’essere superate. In particolar, nel mese di ottobre si è registrata una forte recrudescenza che, coniugata con gli aumenti sensibili delle richieste di Naspi, non lasciano tranquilli per lo svolgimento dei prossimi mesi dal punto di vista occupazionale. Bisogna, perciò, apportare correttivi al sistema di ammortizzatori sociali, falcidiato dagli interventi degli scorsi anni. Inoltre, come richiesto unitariamente dal Sindacato servirebbero, nella manovra di bilancio, investimenti pubblici ed interventi fiscali volti ad alleggerire la pressione sul lavoro dipendente e sulle pensioni”.
Posta un commento