Astm, Sias, Diasorin, Iren, Autogrill e Bim le sei azioni che hanno ancora perso valore

Beniamino Gavio, azionista di controllo di Astm e Sias
“Per buona parte delle quotate piemontesi, l'ultima è stata una settimana segnata da prezzi in recupero, in qualche caso nei confronti anche del 31 ottobre, nonostante le turbolenze internazionali e i problemi italiani, a partire dal confronto con l'Unione Europa sulla nuova manovra finanziaria, per arrivare alla frenata del Pil, con le temute conseguenze. Invece, per una mezza dozzina di società, la perdita del valore borsistico è continuata, accentuando i confronti negativi con i mesi passati. Il gruppetto delle piemontesi caratterizzato da un “rosso” sempre più forte in Piazza Affari è formato dalle due controllate targate Gavio, cioè Astm e Sias, oltre che da Diasorin, Iren, Autogrill e Bim Banca Intermobiliare”.
E' quanto ha riportato il Corriere Torino, oggi 2 dicembre, nella consueta rubrica domenicale dedicata all'andamento delle quotate piemontesi nell'ultima settimana borsistica. L'articolo continua con la spiegazione che “Astm e Sias pagano ancora gli effetti del crollo del ponte Morandi di Genova, che ha penalizzato Atlantia innanzi tutto, ma anche le due imprese a capo delle concessionarie autostradali del Gruppo di Tortona”.
Infatti, venerdì scorso, il prezzo finale dell'azione Sias è stato di 11,89 euro, inferiore ai 12,34 euro del 23 novembre, agli oltre 15 euro di fine luglio e i 18 di inizio maggio. A sua volta, Astm ha chiuso a 16,76 euro, contro i 17,52 del 31 ottobre, i circa 20 di metà settembre, gli oltre 24 dei primi di maggio e i 25 di inizio gennaio.
Nella rubrica del Corriere Torino, che da domani, come nei futuri lunedì, sarà arricchito con un inserto gratuito dedicato all'Economia del Nord Ovest, si è potuto leggere inoltre che “l'ultimo prezzo di Diasorin (maggior azionista e presidente è Gustavo Denegri) è stato di 75,1 euro, a fronte dei 78,8 del venerdì precedente, i quasi 84 del 31 ottobre, i 93,8 dell'ultimo giorno di agosto e i 97,7 del 29 giugno”.
Da allora, il calo della Diasorin è stato superiore al 23%. Ed è stato di circa il 30% quello di Iren, se il confronto si fa tra le quotazioni di fine gennaio e 1,921 euro di venerdì. Comunque, l'azione Iren è stata sopra i 2 euro ancora per tutta l'estate e intorno ai 2,5 euro nella primavera. Analoga la caduta della novarese Autogrill (gruppo Benetton), il cui prezzo è sceso dagli 11,3 euro del 3 gennaio ed è stato intorno a quella cifra fino agli ultimi giorni di giugno, quando ha incominciato a scendere ininterrottamente.
Infine Bim, la private bank torinese posseduta al 70,6% dal fondo inglese Trinity, che ha appena deciso di mantenerla in Borsa anche dopo l'aumento di capitale. Venerdì ha chiuso a 0,274 euro, suo nuovo minimo storico.
Quanto alle altre quotate piemontesi, ecco i prezzi finali del 30 novembre e, tra parentesi, quelli del venerdì precedente: Intesa Sanpaolo 2,048 euro (1,9522), Fca 14,572 (14,096), Exor 51,9 (49,6), Italga 4,727 (4,69), Buzzi Unicem 16,675 (16,365), Reply 49,28 (46,08), Juventus 1,093 (1,108), Guala Closures 5,82 (5,5); Tinexta 6,43 (6,23), Prima Industrie 21,4 (18,88), Basicnet 4,4 (4,21), Pininfarina 2,14 (2,125), Damiani 0,822 (0,814), Cover50 9,7 (9,78), Centrale del Latte d'Italia 2,79 (2,75), M&C 0,042 (0,0254), Fidia 4,34 (4,01), Cdr Advance Capital 0,778 (0,73), Conafi 0,25 (0,253), Ki Group 1,25 (1,25), Borgosesia 0,63 (0,625).
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