Venesio, "indisponibile per la politica": Torino in declino, con Milano collaborare

Camillo Venesio e, sullo sfondo, Piero Gola
“No, assolutamente no”. Ha risposto così Camillo Venesio a quanti gli hanno chiesto se fosse disponibile ad accettare una candidatura alle elezioni, a entrare in politica”. Il noto e molto stimato banchiere torinese, ospite del “Dumse da fé”, movimento che raduna ogni due lunedì un gruppo di esponenti subalpini dell'imprenditoria, della finanza, del mondo accademico e delle libere professioni, non ha esitato a manifestare, con la massima chiarezza e determinazione, la sua volontà di continuare a gestire la storica banca di famiglia, non cedendo alle lusinghe e agli inviti a “scendere in campo”, soprattutto dopo il grande successo della manifestazione di piazza Castello all'insegna dei “Si” e contro i “No Tav”.
Camillo Venesio ha anche ben motivato la sua risposta. Fra l'altro, ha spiegato che come “nessuno si farebbe operare da un geometra e nessuno farebbe progettare una casa da un chirurgo”, così è opportuno che a fare politica siano persone preparate e competenti. La gestione della cosa pubblica è difficile, complicata, delicata; richiede capacità notevoli, se vuole essere adeguata alla sua importanza.
Amministratore delegato e direttore generale della solida ed efficiente Banca del Piemonte, della quale è anche titolare, Camillo Venesio, nel suo intervento al Dumse da Fé, coordinato dall'instancabile e iperattivo Piero Gola, ha ribadito che Torino è in declino e ha la necessità fondamentale di nuove infrastrutture, anche immateriali, per creare ricchezza. Ha sottolineato, inoltre, l'opportunità di un rapporto diverso con Milano.
A proposito delle relazioni con Milano, nei confronti della quale Torino alterna un complesso d'inferiorità a rigurgiti d'orgoglio, Camillo Venesio ha espresso la piena convinzione che la volontà di competere con il capoluogo lombardo sia sempre più velleitaria.
Il gap con Milano è ormai incolmabile, tanto la metropoli ha fatto progressi in tutti i campi e tanto è cresciuta. Indiscutibilmente, Milano è diventata capitale economica d'Italia, un grande centro d'attrazione internazionale, uno dei principali poli produttivi d'Europa.
In sostanza, Camillo Venesio, banchiere di primo livello, imprenditore serio, scrupoloso, amante di Torino, verso la quale dimostra costante attenzione anche sostenendone iniziative ed eccellenze, pragmaticamente afferma l'opportunità di collaborazioni e alleanze con Milano, operazioni che porterebbero notevoli benefici e favorirebbero un rilancio del capoluogo piemontese, invocato dalle decine di migliaia di “Si” di piazza Castello, dai tanti che non si rassegnano al declino.

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