Intesa Sanpaolo Vita: utile netto +4,7%

Nicola Maria Fioravanti, ad Intesa Sanpaolo Vita
Intesa Sanpaolo Vita, compagnia assicurativa torinese dell'omonimo Gruppo, ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con un utile netto in rialzo del 4,7% a 553,4 milioni di euro, mentre gli asset under management sono saliti a 151,9 miliardi (+0,4% rispetto a fine 2017) e il patrimonio netto a 5,614,1 miliardi (+1,3%).
In calo, invece, la produzione lorda Vita, scesa del 7,5% nei nove mesi a 15,54 miliardi di euro, a causa, secondo quanto spiega la società, della flessione della raccolta sui prodotti unit linked offerti e dell’ampliamento dell’offerta sulle polizze tradizionali, che, comunque, ha portato a un miglioramento della raccolta a 5,73 miliardi (+31%). Le masse delle polizze unit e index linked sono cresciute del 4,5% a 68,39 miliardi, passando sul totale degli asset in gestione dal 45,2% di fine 2017 al 47% al settembre 2018.
La raccolta del ramo danni mostra un miglioramento, con i premi del business protezione pari a 362,1 milioni (+10,1%). Dopo i primi nove mesi spicca in particolare il non motor, con una crescita di oltre il 130% nei prodotti Salute e Infortuni e di oltre il 45% nei prodotti Casa e Famiglia.
La divisione Insurance chiude i primi nove mesi del 2018 confermando una buona performance commerciale e un risultato economico di rilievo, nonostante la maggiore instabilità dei mercati finanziari. Il contributo al risultato corrente lordo del gruppo Intesa Sanpaolo è pari all’11%” - ha dichiarato Nicola Maria Fioravanti, responsabile della divisione Insurance del gruppo Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita - e si inquadra nella strategia del Gruppo di focalizzarsi sempre più su una proposizione wealth management & protection, grazie al lavoro congiunto della divisione e delle reti del Gruppo. In particolare migliora ulteriormente la performance della divisione nel ramo danni”.
Il requisito patrimoniale di solvibilità Intesa Sanpaolo Vita, presieduta dal piemontese Luigi Maranzana (già amministratore delegato del “Sanpaolo”) è al 207%.
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