Granducato del Lussemburgo e Piemonte incontro per sviluppare attività industriali

L'ambasciatore Paul Duhr, Ettore Morone e Dario Gallina 
“Il Paese è piccolo, ma resta un po' di spazio per le imprese italiane, a partire da quelle piemontesi, che sono molto ben volute”. Lo ha detto Paul Duhr, ambasciatore del Granducato del Lussemburgo in Italia, durante l'incontro, a Torino, tra il centinaio di industriali, manager, liberi professionisti e diversi esponenti dell'economia piemontese e la trentina di imprenditori lussemburghesi, assistiti, entrambi i gruppi, da componenti delle Camere di commercio del Lussemburgo, di Torino e di quella Italo-Lussemburghese.
“Tutti i partecipanti sono rimasti molto soddisfatti” ha commentato il notaio Ettore Morone, da molti anni console onorario del Lussemburgo a Torino. “Gli operatori lussemburghesi e piemontesi hanno potuto parlarsi direttamente, confrontarsi, illustrare le rispettive opportunità, avviare processi che potranno portare a business comuni” ha spiegato Morone.
Oltre a ricordare l'attività di diversi gruppi piemontesi in Lussemburgo, dalla Ferrero alla Guala Closures, l'ambasciatore Duhr ha sottolineato la volontà del Lussemburgo di favorire la crescita degli scambi e degli investimenti industriali tra il Granducato e il Piemonte, in considerazione dell'interesse reciproco e delle caratteristiche dell'economia delle due aree.
Il Lussemburgo, dove vivono già 22.000 italiani (è la terza comunità straniera, sopravanzata soltanto da quella francese e dalla portoghese), è “un centro dell'eccellenza economica” e punta a sviluppare
molto l'industria, anche attraverso joint ventures e con incentivi all'arrivo di attività dall'estero. A loro volta, gli imprenditori torinesi e del resto del Piemonte possono trovare nel Granducato partner tecnologicamente avanzati, promettenti e un ambiente molto favorevole per nuove iniziative.
Fra l'altro, considerando 100 la media europea del Pil pro capite, il Lussemburgo ha l'indice 253 contro il 96 dell'Italia, dove il tasso di disoccupazione è dell'11,2% a fronte del 5,5% del Granducato.
La delegazione lussemburghese, accompagnata dall'ambasciatore Duhr, che ama l'Italia (la moglie è nata a Cuneo) e ha una spiccata simpatia per Torino, dove le sue capacità e la sua affabilità sono molto apprezzate, ha anche visitato la Pininfarina, l'Environment Park e la nuova, avveniristica sede della Lavazza.
Gli incontri sono incominciati in occasione della cena, all'Unione Industriale di Torino, dove i componenti dei due gruppo sono stati accolti dal suo presidente, Dario Gallina, con la bella moglie Karin Chantal, imprenditrice dell'abbigliamento e dal console Ettore Morone, affiancato dal figlio Remo, notaio che, primo in Italia, ha fatto un atto con transazione in bitcoin.
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