Protagonisti del Piemonte alla ribalta

SARAH VARETTO VICE PRESIDENTE SKY EUROPA
Sarah Varetto
La torinese Sarah Varetto, direttore di Sky Tg 24 dagli inizi di luglio 2011 fino al prossimo 31 dicembre, è stata promossa executive vice president delle news Sky a livello europeo. Un'altra subalpina che si fa onore internazionalmente.
Nata il 18 luglio 1972, nel capoluogo piemontese, dove si è laureata in Giurisprudenza, Sarah Varetto, figlia unica (la madre Laura è proprietaria di un negozio di stampe e quadri, il padre Giovanni è stato impiegato Fiat Iveco, sposata con Salvo Sottile, giornalista come lei, due figli: - Giuseppe e Maya – ha iniziato la sua carriera come collaboratrice dell'emittente locale Grp. Piano piano si mette in mostra grazie alla sua bravura e professionalità e, nel 1999, vince il premio Casalegno Giovani. L'anno dopo, diventa giornalista professionista e fa il salto di qualità entrando in Rai, dove lavora per alcuni programmi. Inoltre, con Alan Friedman, fonda miaeconomia.com, sito web dedicato al mondo dell’economia che, dopo due anni, si è trasformato in un programma di La7.
Nel 2003, Sarah Varetto passa a Sky TG 24, dove assume l'incarico di caporedattore e di responsabile della parte economica. Nel 2011 viene promossa alla direzione di Sky TG24 e, dopo due anni, diventa anche vicepresidente di News di Sky Italia.

ANGELO LA RICCIA DIRETTORE COMMERCIALI VOIHOTELS
Voihotels, la catena alberghiera del gruppo Alpitour che sta attraversando una fase di grande espansione continuando a estendere il perimetro della propria offerta anche a livello internazionale, punta ad avere un’ulteriore spinta dalla nomina di Angelo La Riccia a direttore commerciale, in riporto diretto all’amministratore delegato, Paolo Terrinoni.
Ad Angelo La Riccia, che ha maturato una ventennale esperienza nel settore alberghiero ricoprendo ruoli di responsabilità crescente fino alla posizione di direttore commerciale di Una Hotels and Resorts, è stato affidato il compito di sostenere e accompagnare lo sviluppo della Divisione alberghiera Voihotels, alla quale fanno capo anche le funzioni di booking, marketing e l’area vendite.
La compagnia alberghiera Voihotels, dopo il debutto estivo del Voi Tanka resort in Sardegna e del Voi Marsa Siclà, ha previsto lìapertura di nuove strutture nel 2019, sia in Italia che all’estero. La strategia della compagnia alberghiera procede in due direzioni: da un lato sviluppare le proposte leisure nelle più belle località balneari per chi cerca il massimo comfort e relax all’insegna dell’italianità, dall’altro aumentare il numero delle strutture della collezione esclusiva “Lifestyle” situate nei luoghi italiani più iconici, per poter attrarre anche una clientela internazionale che intende fare un’esperienza autentica dell’eccellenza made in Italy.

ALBERTO DE SANCTIS PRESIDENTE CAMERA PENALE
L'avvocato Alberto de Sanctis è il nuovo presidente della Camera penale del Piemonte occidentale "Vittorio Chiusano". Subentra a Roberto Trinchero. Alle elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo, Alberto se Sanctis è stato il candidato che ha raccolto il maggioro numero di voti (115).
Il nuovo consiglio ha anche deciso di affidare la vicepresidenza a Luca Dalla Torre, il ruolo di segretario ad Agostino Ferramosca e quello di tesoriere ad Arianna Corcelli. Come da statuto, il consiglio direttivo rimarrà in carica per due anni.
Alberto de Sanctis sì è laureato in Giurisprudenza, nel 1995, a Torino. Ha intrapreso la pratica forense nello studio di Gian Paolo Zancan e l'ha poi proseguita nello studio associato di Mauro Ronco e Claudio Maria Papotti, al quale si è associato nel 2000, dopo l'iscrizione nell'albo degli avvocati, Nel 2003 ha costituito l'associazione professionale de Sanctis Scicolone, avvocati associati.

FILIPPO FONSATTI CONFERMATO DIRETTORE DELLO STABILE
Filippo Fonsatti sarà direttore del Teatro Stabile di Torino fino al 2022. Il rinnovo del mandato è stato deciso, all'unanimità, dal consiglio d'amministrazione della Fondazione Tst, su proposta del presidente Lamberto Vallarino Gancia, che ha commentato la conferma di Fonsatti, ai vertici dello Stabile dal 2008, manifestando grande soddisfazione: "Le sue competenze manageriali e gestionali unite a una profonda cultura teatrale e musicale ne fanno una figura di spicco nel panorama italiano dello spettacolo dal vivo conseguendo risultati eccellenti».
Inoltre, il Consiglio degli aderenti della Fondazione Tst (Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Città di Moncalieri) ha anche approvato il bilancio preventivo 2019, che pareggia i costi con i ricavi a 13,314 milioni di euro.
Nel primo mandato quadriennale di Fonsatti, lo Stabile ha consolidato il primo posto nelle assegnazioni ministeriali del Fus, ha aumentato del 43% le recite di produzione, del 25% gli spettatori in sede, del 30% i ricavi da bigliettazione, del 50% il contributo Fus, del 14% il fatturato per la vendita di spettacoli.

GIOVANNI ZANETTI PRESIDENTE ONORARIO AMICI DEL CERVINO
Giovanni Zanetti
Giovanni Zanetti è stato nominato presidente onorario del Club Amici del Cervino, fondato nel 1965. E Piera Operti è stata nominata sua vice. Entrambi hanno preso 29 voti, più di tutti. Con loro, il nuovo Consiglio direttivo degli Amici del Cervino è formato da Flavio Bich (presidente), Laurent Nicoletta (vice), Antonio e Rinaldo Carrel, Francois Cazzanelli, Jules Pession, don Paolo Papone, Allegra Grandi, Carla Dulcetta, Alberto Godio e Emma Tomaselli.
Nato a Torino nel 1937, Giovanni Zanetti, professore emerito, già ordinario di Economia politica all'Università di Torino, fra l'altro è socio della locale Accademia delle Scienza, commissario della Fondazione Ordine Mauriziano, presidente della Family Advisory Sim Sella & Partners e della Sella Fiduciaria, presidente della Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus.
Giovanni Zanetti, grandissimo appassionato di montagna, di fotografia e di viaggi,in passato è stato anche consigliere del Comune di Torino, sottosegretario al ministero dell'Industria, vice presidente della Fondazione Carlo Alberto, del Teatro Regio e della Fondazione Maria Adriana Prolo (Museo del Cinema).

PIERO ANGELA E I PIU' FEDELI AL LAVORODomenica 2 dicembre, a Torino, all’Auditorium rai, la Camera di commercio di Torino riunisce riunisce i 158 lavoratori e imprenditori locali insigniti del premio “Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico” e 110 ragazzi “Diplomati eccellenti tecnici e professionali”. Con loro, protagonista, Piero Angela, scelto dal presidente Vincenzo Ilotte e dalla Giunta camerale come “Torinese dell’anno 2017”, “per aver rappresentato lo stile torinese dell’impegno e della passione per il lavoro, coltivando in generazioni di italiani e non solo l’interesse per la ricerca e per le scoperte dell’uomo, attraverso un linguaggio accurato ma comprensibile e soluzioni innovative di comunicazione che hanno rivoluzionato il mondo della divulgazione scientifica, sempre valorizzando a livello nazionale e internazionale i successi di ricercatori, pionieri, imprese e di quanti quotidianamente si impegnano per il progresso della società”.

Alla Fondazione Crt il premio "Mecenati" per le Ogr culla di creatività e innovazione

Anna Ferrino, vice presidente Fondazione Crt
Le Ogr-Officine Grandi Riparazioni di Torino, interamente riqualificate dalla Fondazione Crt, hanno vinto il “Corporate Art Awards 2018”, premio Mecenati del XXI secolo: un’iniziativa internazionale promossa da PptArt con il Parlamento europeo, quale riconoscimento a istituzioni, fondazioni e imprese che hanno contribuito attivamente allo sviluppo delle arti nella società.
La cerimonia con cui la giuria ha premiato come “mecenate” delle Ogr la Fondazione Crt, rappresentata per l’occasione della vice presidente Anna Ferrino, si è tenuta al Parlamento europeo a Bruxelles, con questa motivazione: “Per aver dato una seconda vita alle Officine Grandi Riparazioni, trasformando un capolavoro architettonico abbandonato in una culla di creatività e innovazione”.
Siamo onorati di aver vinto il premio Mecenati del XXI secolo, un prestigioso riconoscimento internazionale per le Ogr di Torino, che hanno da poco tagliato il traguardo del primo anno di vita come laboratorio di contemporaneità aperto al mondo con oltre 200.000 visitatori” ha dichiarato Massimo Lapucci, Segretario generale della Fondazione Crt e direttore generale delle Ogr.
Lapucci ha aggiunto: “ In linea con la propria mission filantropica, Fondazione Crt è stata un vero mecenate per le Ogr, investendo oltre mille giorni di lavoro e circa cento milioni di euro per il recupero e la trasformazione dell’antica ‘fabbrica’ dismessa dei treni in una ‘fabbrica’ di creatività e innovazione con tre anime tra loro integrate: cultura contemporanea e arte, ricerca e start-up, enogastronomia”.
Hanno concorso per il premi oltre 90 progetti provenienti da tutto il mondo, presentati da imprese e multinazionali come Google, istituzioni quali la Fao, università italiane e straniere, soggetti filantropici come, appunto, la Fondazione Crt.
Il Comitato ccientifico che ha esaminato le candidature era presieduto da Luca Desiata, docente alla Luiss Business School e curatore presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Era composto anche dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, dal sirettore del Parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, dal sirettore di Maxxi Arte, Bartolomeo Pietromarchi, dalla direttrice di Ales e responsabile per il MiBAC del programma Art Bonus, Carolina Botti.
Le Ogr di Torino, sorte nell’Ottocento, su un’area di 35.000 mq, sono state interamente riqualificate dalla Fondazione Crt e rinate il 30 settembre 2017 come Officine delle idee, della creatività, dell’innovazione: un luogo aperto al mondo per la sperimentazione artistica (compresa la virtual reality), la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, l’enogastronomia.
Alle Ogr si sono già alternati protagonisti delle arti visive contemporanee (William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera, Liam Gillick, Tino Sehgal, Susan Hiller, Rokni Haerizadeh, Mike Nelson), della musica (in particolare, Kraftwerk, Kamasi Washington, New Order, John Cale, Michael Nyman), e realizzate importanti partnerships internazionali, quali, ad esempio, con il Manchester International Festival e il Wiener Festwochen.
Nel 201, le Ogr si caratterizzeranno ancora di più come innovation hub internazionale, con spazi per acceleratori di imprese, laboratori di ricerca e un centro sui Big Data per la filantropia. Diventeranno, inoltre, la “casa” italiana di Best, il programma bilaterale Italia-USA per promuovere la cultura imprenditoriale high-tech nel nostro Paese: un nuovo ponte con gli Stati Uniti e, in particolare, con la Silicon Valley.

Perché le Fondazioni di Biella e di Vercelli cedono le quote Biverbanca a Banca d'Asti

Banca di Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, ieri, 29 novembre, hanno sottoscritto un accordo quadro avente relativo all’acquisizione delle residue azioni Biverbanca detenute dalle due Fondazioni da parte di Banca di Asti, così che la stessa raggiungerà il 100% del capitale di Biverbanca, mediante conferimento in natura e relativo aumento di capitale di Banca di Asti riservato alle due Fondazioni.
L’operazione è volta ad un potenziamento dell’assetto del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, grazie alla generazione di importanti sinergie di carattere industriale e a una più ottimale allocazione del capital” è stato spiegato, con l'aggiunta che “l’Operazione porterà anche a un prezioso rafforzamento della governance, con l’ingresso nella compagine azionaria di investitori di lungo periodo e con una forte attenzione allo sviluppo economico – sociale dei territori di riferimento del Gruppo”.
Per Fondazione Cr Biella e Fondazione Cr Vercelli, l’operazione è volta, da un punto di vista finanziario, alla valorizzazione della partecipazione residua detenuta nella conferitaria e da un punto di vista industriale, a contribuire allo sviluppo del Gruppo, nonché al sostegno e alla valorizzazione delle proprie comunità di riferimento. Fra l'altro, il marchio Biver Banca resterà anche nel caso di sua fusione in Banca di Asti.
I presidenti delle Fondazioni di Asti, Biella e Vercelli, socie di Banca di Asti e Biverbanca, hanno espresso “grande soddisfazione per il buon esito dell’operazione, che mette al centro la comune, forte attenzione e il peculiare interesse delle Fondazioni a porre in essere strategie e attività di promozione dello sviluppo dei territori di riferimento e di conservazione degli scopi ideali dei fondatori”.
L’operazione prevede il conferimento di tutte le azioni Biverbanca detenute da Fondazione Cr Biella e Fondazione Cr Vercelli – pari complessivamente al 39,58% del capitale sociale – a Banca di Asti, con conseguente emissione, da parte di Banca di Asti, in favore della Fondazione Cr Biella e della Fondazione Ce Vercelli di azioni Banca di Asti, rivenienti da un apposito aumento di capitale loro riservato, pari complessivamente a circa il 15,28% del capitale sociale di Banca di Asti post aumento di capitale riservato.
Le parti hanno fissato i termini economici del conferimento determinando in 11,60 euro il prezzo di emissione delle azioni Banca di Asti e in 125 milioni la valutazione convenzionale delle partecipazioni Biverbanca oggetto di conferimento.
In vista dell’ingresso della Fondazione Cr Biella e della Fondazione Cr Vercelli nella compagine azionaria di Banca di Asti, è inoltre prevista la sottoscrizione di accordi parasociali da parte delle tre Fondazioni volti a consentire a Fondazione Cr Biella e Fondazione Cr Vercelli di nominare loro rappresentanti negli organi sociali della Banca, già nell’ambito del rinnovo delle cariche previsto contestualmente all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018 e in particolare due amministratori (tra cui il vice presidente) da parte di Fondazione Cr Biella e un amministratore da parte di Fondazione Cr Vercelli.
Nell’ambito degli accordi, è previsto che Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli incrementi la propria partecipazione in Banca di Asti mediante l’acquisto di azioni pari al 1,20% da Fondazione Cr Asti, contestualmente al closing del conferimento e allo 0,15% tendenzialmente sul mercato.
E' stato precisato che la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, socio di controllo relativo di Banca di Asti, ha comunicato la propria condivisione dell’operazione e assunto impegni relativi alla sottoscrizione degli accordi parasociali con la Fondazione Cr Biella e la Fondazione Cr Vercelli.
Banca di Asti è stata assistita da Banca IMI per gli aspetti finanziari e da Pedersoli Studio Legale per gli aspetti legali. Fondazione Biella e Fondazione Vercelli sono state assistite da Prometeia per gli aspetti finanziari. Per gli aspetti legali, Tosetto, Weigmann e Associati ha assistito Fondazione Cr Biella, i professori Paolo Montalenti e Oreste Cagnasso hanno assistito Fondazione Cr Vercelli. Fondazione Cr Asti è stata assistita da PWC per gli aspetti finanziari.

Colafrancesco convince il fondo Trinity: Bim resta in Borsa anche dopo l'aumento

Matteo Colafrancesco
amministratore delegato della Bim 
Bim Banca Intermobiliare resterà in Borsa. E' d'accordo anche Trinity, il fondo inglese che controlla l'istituto torinese di private banking e che, alcuni mesi fa, aveva prospettato invece l''uscita della Bim da Piazza Affari. La proposta di mantenere quotata la Bim è stata avanzata da Matteo Colafrancesco, l'amministratore delegato e condivisa dal Consiglio di amministrazione. Il mantenimento dello status di quotata è ritenuto “un elemento favorevole al perseguimento degli obiettivi strategici indicati nel nuovo piano industriale della Banca”.
In seguito alle considerazioni di Matteo Colafrancesco, il Consiglio di amministrazione ha chiesto al presidente Maurizio Lauri (vice è Pietro Stella) di avviare un dialogo con il socio di controllo Trinity Investments Designated Activity Company (“Trinity”) “al fine di invitarlo a riconsiderare la propria intenzione - precedentemente espressa in occasione dell’Opa, conclusa lo scorso mese di giugno - di non ripristinare il flottante qualora, per effetto dell’aumento di capitale, venisse a detenere una partecipazione superiore alla soglia del 90%”.
Immediatamente, Trinity, che nei confronti di Bim ha assunto l’impegno a garantire la provvista dell’intero aumento di capitale, esercitando i diritti di opzione di propria spettanza nonché sottoscrivendo tutto l’eventuale inoptato e che ha già effettuato versamenti in conto futuro aumento di capitale per un importo pari al controvalore massimo di 91 milioni di euro, ha formalmente rappresentato alla Banca che “qualora venisse a detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale della Banca, nell’interesse della Banca provvederà a ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni”.
Intanto sono stati approvati i termini dell’aumento del capitale a pagamento per un importo (comprensivo di sovrapprezzo) di 91 milioni al massimo, da eseguirsi mediante emissione di azioni ordinarie aventi le medesime caratteristiche di quelle in circolazione, offerte in opzione agli azionisti..
Più in dettaglio, le azioni saranno offerte in opzione a tutti gli azionisti di Bim al prezzo di sottoscrizione di 0,166 euro per azione (di cui 0,001 a titolo di capitale sociale e 0,165 a titolo di sovrapprezzo) nel rapporto di opzione di 183 azioni di nuova emissione ogni 50 azioni possedute. Di conseguenza, saranno emesse, al massimo, 547.653.486 nuove azioni, per un controvalore complessivo di 90, 910 milioni.
Con riferimento alla tempistica, è previsto che i diritti di opzione possano essere esercitati dal 3 dicembre al 17 dicembre 2018.

La Fondazione di Fossano si tiene la Cassa e nel 2019 erogherà quasi 1,4 milioni

Gianfranco Mondino, presidente
Fondazione Cassa di risparmio di Fossano
La strategia di investimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano “prevede il mantenimento della partecipazione di controllo nell'azienda bancaria conferitaria, in quanto la stessa rappresenta uno strumento essenziale per la promozione delle sviluppo economico del territorio, obiettivo che la Legge affida come compito primario alle Fondazioni”.
La volontà di mantenere il controllo della Cassa di Risparmio di Fondazione, della quale possiede il 76,92% del capitale (il restante 23,08% fa capo alla Bper), viene ribadito del Documento previsionale programmatico 2019, nel quale è anticipato che ammonta a 1,372 milioni la somma destinata al finanziamento delle attività istituzionali dell'anno prossimo.
In particolare, il 22% andrà al settore Arte, attività e beni culturali, il 16% al settore Educazione, istruzione e formazione, il 10% all'Attività sportiva e altrettanto per Volontariato, filantropia e beneficenza, il 5% allo sviluppo locale ed edilizia popolare locale, il 18% agli altri settori ammessi e il 19% per interventi a favore delle comunità locali, sulla base delle esigenze che emergeranno.
La partecipazione nella Cassa di risparmio di Fossano è valutata 42,695 milioni e corrisponde all'81,2% dell'attivo della Fondazione, pari a 59,262 milioni. La quota è molto superiore al 33% che il protocollo Acri-Mef , vincolante per le fondazioni che l'hanno sottoscritto, impone come limite non superabile. Ma la Fondazione di Fossano non l'ha sottoscritto, contestandone da subito questo punto specifico, destinato a far perdere il controllo delle banche conferitarie.
Le ragioni della contestazione da parte della Fondazione di Fossano sono diverse e, in buona parte, condivisibili. Fra l'altro, è facilmente dimostrabile che, per alcune fondazioni, la partecipazione nella banca conferitaria (così è definita quella dalla quale hanno avuto origine) è sempre stata, finora, anche il miglior investimento possibile, per redditività e minor rischio.
Nel caso specifico, la Fondazione Cr Fossano ha previsto di incassare, l'anno prossimo, 2,2 milioni come dividendo della sua partecipazione nella “sua” Cassa di risparmio, cifra vicina all'82% dei 2,690 milioni di entrate preventivate.
Presieduta da Gianfranco Mondino, subentrato ad Antonio Miglio, diventato presidente della Cassa di risparmio di Fossano, e con Monica Ferrero, Segretario generale, la Fondazione Cr Fossano dovrebbe chiudere l'esercizio 2019 con un avanzo (utile netto) di quasi 1,8 milioni di euro.

Torino perde anche le aziende familiari peggio soltanto la provincia di Modena

Soltanto la provincia di Modena ha subito un declino delle aziende familiari superiore a quello della provincia di Torino. Lo si legge nella decima edizione dell'Osservatorio Aub (Aidaf-Unicredit-Università Bocconi”, rapporto dal quale, fra l'altro, emerge che le imprese familiari con fatturato annuo di oltre 50 milioni di euro contano più di dieci anni fa in Italia, dove l’importanza del capitalismo familiare nell’economia cresce, con il tempo, per numero di aziende, occupazione e incidenza sui ricavi totali e ha recuperato la redditività dei livelli ante-crisi.
Nel nostro Paese, le aziende familiari con fatturato superiore ai 50 milioni di euro erano 4.251 dieci anni fa mentre ora sono 4.597 (+8,1%) e impiegano 1.885.771 persone, mentre allora ne impiegavano 1.471.674. Inoltre, la loro incidenza sul fatturato totale delle imprese delle loro dimensioni è passata dal 32,5% al 37,5%, secondo i dati forniti da Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi ed elaborati dall’Osservatorio, che analizza i bilanci di tutte le aziende familiari italiane e non di un semplice campione.
Se il tasso di crescita dei ricavi, in dieci anni, è diminuito (dal 9,3% al 6,5%), rimane comunque superiore a quello delle aziende non familiari, sceso dal 7,9% al 5,5% nello stesso periodo. Non solo: è stata inoltre recuperata la redditività pre-crisi e la solidità delle aziende familiari è addirittura aumentata. Il roi è passato dal 9,5% al 9,6% e il roe dal 9,6% al 13,6%, mentre il rapporto tra posizione finanziaria netta e margine operativo lordo è sceso da 5,5 a 5 e il rapporto di indebitamento da 6,5 a 5.
Delle 4.597 aziende censite quest’anno, solo 2.445 (il 53%) facevano parte della stessa classe dimensionale dieci anni fa. Delle 1.806 non più attive, 742 (il 17,4% delle esistenti dieci anni fa) sono entrate in procedure liquidatorie o concorsuali, 631 (il 14,8%) sono state oggetto di fusioni o acquisizioni, 254 (il 6%) sono scese sotto la soglia dimensionale dei 50 milioni di euro, mentre le altre hanno cambiato proprietà.
I settori che hanno visto una maggiore crescita delle aziende familiari sono alimentari e bevande; meccanica; chimico-farmaceutica.
Le province che hanno avuto una più forte crescita del numero di aziende familiari sono Monza-Brianza (+62), Milano (+39), Vicenza (+32), Treviso e Napoli (+22 per entrambe). Il declino maggiore è quello sofferto da Modena (-21), Torino (-19), Padova (-12), Trento (-9), Verbano-Cusio-Ossola, Prato e Alessandria (-8 per ciascuna delle tre province).
L'Osservatorio evidenzia anche un progressivo invecchiamento dei leader delle aziende familiari. Nei dieci anni considerati, i leader con meno di 50 anni di età si sono ridotti dal 26,9% al 20,7%, mentre quelli al di sopra dei 70 anni sono aumentati dal 17% al 25,5%.
Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, ha commentato che il nuovo rapporto evidenzia “un’espansione sia a livello territoriale che industriale: in particolare ,lo sviluppo di nuovi hub urbani e l’individuazione di nuovi settori in cui investire. L’85% delle piccole e medie imprese italiane sono familiari. In Europa, rappresentano la spina dorsale dell’economia europea, il 60% del valore aggiunto e il 70% dell’occupazione. Si adattano più facilmente ai cambiamenti del mercato. Hanno maggiore creatività e flessibilità”.
Elena Zambon, presidente Aida ha aggiunto: L’Osservatorio Aub ci aiuta a capire l’importanza di una governance rigorosa, affinché le imprese familiari possano proiettarsi con successo nel futuro, per realizzare una chiara visione che valorizzi qualità e innovazione, basandosi su valori saldi e condivisi”.
Infine, Barbara Lunghi, head of primary markets Italy di Borsa Italiana, ha detto che “La Borsa può giocare un ruolo importante nell’accompagnare le aziende familiari nei passaggi generazionali, nell’attrarre talenti manageriali e accelerare la crescita. Le aziende familiari continuano a rappresentare 2/3 del listino principale, coniugando la presenza di azionisti familiari e investitori domestici e internazionali”.

Borsa: gran rimbalzo M&C (De Benedetti) in due giorni ha recuperato più del 34%

Carlo De Benedetti
Gran rimbalzo di M&C, a Piazza Affari. Nei primi due giorni di questa la quotata torinese di Carlo De Benedetti ha recuperato più del 34% del suo valore: il 16% oggi, 27 novembre, e il 18,11% ieri. Così il prezzo dell'azione M&C è risalito a 0,0348 euro, allontanandosi dal minimo storico di 0,0254 euro segnato il 23 di questo mese. L'incremento di M&C, che ha Giovanni Canetta Roeder come presidente e amministratore delegato  è stato il secondo maggiore di tutta la Borsa di Milano.
Sul podio piemontese dei rialzi borsistici odierni sono salite anche Prima Industrie (+5,25%) e Italia Independent (+3,86%).
Invece, le tre piemontesi che hanno registrato i maggiori ribassi al termine delle contrattazioni di oggi sono Astm Autostrada Torino-Milano (-3,98%), Bim Banca Intermobiliare (-2,34%) e Sias (-2,23%). Astm e Sias sono controllate entrambe dalla famiglia Gavio.
Un po' più dell'1% ha perso Guala Closures, che ha chiuso la seduta a 5,44 euro per azione, nuovo minimo da quando la società alessandrina è tornata in Borsa, dopo dieci anni di assenza.

Fideuram e Banca del Piemonte campioni del "private banking" (grandi patrimoni)

Carla Venesio, responsabile
private banking Banca del Piemonte
Sono entrambi piemontesi i due campioni italiani del private banking, settore bancario destinato alla clientela molto facoltosa, dato che la soglia di accesso normalmente non è inferiore al mezzo milione di euro, ma può essere anche di cinque milioni.
Il riconoscimento di campioni è stato attribuito da “Patrimoni” a Fideuram Intesa Sanpaolo Pb e a Banca del Piemonte. A quest'ultima per il maggior incremento percentuale della massa gestita nell'ultimo anno preso in considerazione e a Fideuram Intesa Sanpaolo Pb per il valore assoluto della massa gestita in essere al 30 giugno scorso: 211 miliardi di euro, il 41,37% in più rispetto alla stessa data del 2017.
Il primato nazionale di Fideuram Intesa Sanpaolo Pb, che è guidata da Paolo Molesini e che si cura dei clienti che portano in gestione almeno mezzo milione di euro, è nettissimo, perchè gli altri due maggiori operatori del comparto hanno un grande distacco: a Unicredit Network Private Banking Italy (un milione la soglia d'ingresso) è stata riconosciuta una massa gestita di 63 miliardi e di 53,1 miliardi a Banca Generali.
Per quanto riguarda le masse gestite in essere alla fine di giugno di quest'anno, “Patrimoni” ha indicato 18,4 miliardi per la torinese Ersel (+ 23.49% rispetto al 30 giugno 2017), 12,5 miliardi per Banca Patrimoni Sella & C (+13,64%) e 8,5 miliardi per Banca Sella Pb, tutte e due appartenenti all'omonimo gruppo biellese; 6,1 miliardi per Bim Banca Intermobiliare (-29,97%) e 3,8 miliardi per Banca del Piemonte.
Però, Banca del Piemonte, la cui attività private è coordinata da Carla Venesio, ha fatto registrare un aumento del 64,93% della specifica massa gestita rispetto alla fine del giugno 2017, quando ammontava a 2,3 miliardi.
Nella graduatoria di “Patrimoni” relativa alle 50 best performing di private banking in Italia si trova anche la milanese Banca Albertini, recentemente acquisita da Ersel. La massa gestita della Banca Albertini a fine giugno è risultata di 3 miliardi, superiore del 4,57% a quella emersa alla stessa data precedente.

Intesa Sanpaolo Vita: utile netto +4,7%

Nicola Maria Fioravanti, ad Intesa Sanpaolo Vita
Intesa Sanpaolo Vita, compagnia assicurativa torinese dell'omonimo Gruppo, ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con un utile netto in rialzo del 4,7% a 553,4 milioni di euro, mentre gli asset under management sono saliti a 151,9 miliardi (+0,4% rispetto a fine 2017) e il patrimonio netto a 5,614,1 miliardi (+1,3%).
In calo, invece, la produzione lorda Vita, scesa del 7,5% nei nove mesi a 15,54 miliardi di euro, a causa, secondo quanto spiega la società, della flessione della raccolta sui prodotti unit linked offerti e dell’ampliamento dell’offerta sulle polizze tradizionali, che, comunque, ha portato a un miglioramento della raccolta a 5,73 miliardi (+31%). Le masse delle polizze unit e index linked sono cresciute del 4,5% a 68,39 miliardi, passando sul totale degli asset in gestione dal 45,2% di fine 2017 al 47% al settembre 2018.
La raccolta del ramo danni mostra un miglioramento, con i premi del business protezione pari a 362,1 milioni (+10,1%). Dopo i primi nove mesi spicca in particolare il non motor, con una crescita di oltre il 130% nei prodotti Salute e Infortuni e di oltre il 45% nei prodotti Casa e Famiglia.
La divisione Insurance chiude i primi nove mesi del 2018 confermando una buona performance commerciale e un risultato economico di rilievo, nonostante la maggiore instabilità dei mercati finanziari. Il contributo al risultato corrente lordo del gruppo Intesa Sanpaolo è pari all’11%” - ha dichiarato Nicola Maria Fioravanti, responsabile della divisione Insurance del gruppo Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita - e si inquadra nella strategia del Gruppo di focalizzarsi sempre più su una proposizione wealth management & protection, grazie al lavoro congiunto della divisione e delle reti del Gruppo. In particolare migliora ulteriormente la performance della divisione nel ramo danni”.
Il requisito patrimoniale di solvibilità Intesa Sanpaolo Vita, presieduta dal piemontese Luigi Maranzana (già amministratore delegato del “Sanpaolo”) è al 207%.

Un potpourri di imprese piemontesi

I SOGGETTI PIEMONTESI PIU' AMATI DAI PROPRI DIPENDENTI
Dei 400 soggetti economici (imprese ed enti) che il settimanale Panorama, recentemente, ha pubblicato come i più “amati” dai propri dipendenti in Italia, i piemontesi sono 24, il 6% per cento.
Luigi Lana, presidente Reale Mutua
Sulla base di un sondaggio condotto da Statistica, su commissione di Panorama, ecco quelli che sono considerati i migliori datori di lavoro in Piemonte, in ordine alfabetico.

"Nell'imminenza dei primi 100 anni di vita – ha detto Cesare Verona, presidente e amministratore delegato di Penne Aurora - desidero impostare questa azienda perché possa arrivare ai 200 con un cammino di rilancio e crescita".

Balocco (Fossano), Banca del Piemonte (Torino), Buzzi Unicem (Casale Monferrato), Combipel (Cocconato d'Asti), Eataly (Torino), Fca Italy (Torino), Ferrero (Alba), Finder (Almese), Cassa di risparmio di Asti (Asti), gruppo Fna (Robassomero), Gtt (Torino), Iveco (Torino), Lear Corporation Italia (Grugliasco), Manital (Ivrea), Michelin Italia (Torino), Novamont (Novara), Punto Service (Caresanablot), Reply (Torino), Santander Consumer Bank (Torino), Sistemi (Collegno), Skf Industrie (Airasca), Società Reale Mutua di Assicurazioni (Torino), Università degli Studi di Torino.

ITALGAS LA QUOTATA CHE COMUNICA MEGLIO SUL WEB
Paolo Gallo, ad Italgas
L'Economia, inserto del Corriere della Sera del lunedì, ha riportato la graduatoria delle 80 società quotate alla Borsa di Milano con la capacità di informare meglio sul web il mercato, rendendo facilmente disponibili e con chiarezza dati, notizie, ma anche la strategia di business e le iniziative di sostenibilità.
A ottenere la posizione e il punteggio più alti è stata Italgas, salita al decimo posto nazionale, con 80,3 punti e guadagnando ben venti posizioni rispetto all'anno scorso. Ne ha perse dieci, invece, la seconda classificata piemontese, Autogrill (55,2 punti), scesa al ventottesimo posto dal diciottesimo del 2017.
Sull'ultimo gradino del podio subalpino s'è piazzata Intesa Sanpaolo (52,8 punti), classificatasi trentatreesima, mentre era risultata ventinovesima l'anno passato.
Una posizione in meno è stata attribuita a Fca (49 punti), diventata trentaseiesima; mentre ne ha perse 13 Buzzi Unicem (34,9 punti), diventata così sessantunesima. Al contrario, ne ha guadagnate dieci Reply (33,6 punti), salita al posto numero 64. E ben 40 ne ha conquistate Iren (33,4 punti), balzata nella posizione numero 65.
Rispetto al 2017, invece, sono calate le ultime tre piemontesi che figurano fra le prime 80 a livello nazionale: Diasorin (32,3 punti) è passata da quarantaseiesima a sessantanovesima, la Juventus (31,4 punti) da sessantatreesima a settantaduesima ed Exor (31 punti) da sessantottesima a settantacinquesima.

PENNE AURORA TRA LE PMI LEADER PER CRESCITA
Cesare Verona, presidente e ad Pe
L'Ansa Piemonte, guidata con bravura da Alessandro Galavotti, ha riportato che tra le “fantastiche” 350 piccole e medie imprese italiane che, grazie alla performace del loro fatturato 2014-2017, sono diventate “Leader della crescita 2019” secondo la classifica stilata da Sole 24 Ore e Statista, è entrata un'eccellenza torinese, Penne Aurora, che, grazie al raddoppio del fatturato negli ultimi cinque anni, anticipa, nel migliore dei modi, i festeggiamenti del suo centenario in arrivo.
Fra l'altro, dopo i successi commerciali in Messico, Turchia e Iran, Penna Aurora si regala una boutique monomarca: un negozio nel centro di Roma, in via del Babuino, che è un "grande tributo all'italianità" e con il quale Aurora punta a "riaffermare il suo stile distintivo e il suo design inconfondibile".

CONAFI: UTILE NETTO DI 0,7 MILIONI NEI PRIMI NOVE MESI
Conafi, holding torinese di partecipazioni quotata alla Borsa di Milano (controlla le società Prestito e Alfa Finanziaria), ha chiuso i primi nove mesi 2018 con un utile netto consolidato di 0,7 milioni, a fronte della perdita di 1,7 milioni denunciata nello stesso periodo 2017, quando i ricavi erano ammontati a 11 milioni, quasi dieci in più di quelli del periodo gennaio-settembre 2018. Allora il risultato operativo lordo era di 0,9 milioni mentre è stato di 3,8 milioni nei primi nove mesi di quest'anno. Nel conto, però, mancano i 5 milioni netti derivanti dalle attività dismesse. Comunque, al 30 settembre appena passato, la posizione finanziaria netta è positiva per 16,2 milioni.
Conafi ha come presidente Gaetano Caputi e come amministratore delegato Nunzio Chiolo (direttore generale è ancora Claudio Forte). La composizione azionaria vede al primo posto Nusia con il 61,9% del capitale, poi Alite con l'8,5% e Maria Laperchia con il 6,6%.

Miroglio, perché la presidenza a Ferrua

Filippo Ferrua Magliani, nuovo presidente della Miroglio
Il Consiglio di amministrazione della Miroglio, a capo dell'omonimo, grande gruppo di Alba attivo nel tessile e nell'abbigliamento (tra i suoi marchi spiccano Elena Mirò, Motivi, Caractére e può vantare anche 1.100 punti vendita monomarca) ha nominato il torinese Filippo Ferrua Magliani nuovo presidente. Ferrua subentra a Giuseppe Miroglio, 46 anni, in carica dal 2013.
Giuseppe Miroglio, con le sorelle Elena ed Elisa, controlla la società familiare fondata nel 1947, mentre il restante 30% appartiene, in parti uguali, ai cugini Edoardo e Nicoletta, figli di Franco Miroglio che, per tanti anni, ha condiviso la guida dell'impresa con il fratello Carlo, padre di Giuseppe, Elena ed Elisa.
La nomina di Ferrua si inquadra nel “progetto di trasformazione della capogruppo Miroglio verso una holding industriale di partecipazioni, che ha il compito di allocare le risorse del gruppo, selezionare le persone chiave a cui attribuire la responsabilità delle società operative e assicurare il controllo sulle strategie”.
Filippo Ferrua Magliani, nato a Cuneo nel 1946, laurea in Giurisprudenza a Padova, servizio militare negli Alpini, ha iniziato la sua carriera manageriale, nel 1971, alle Cartiere Burgo, dove, sei anni dopo, diventa dirigente e procuratore della società, allora quotata in Borsa e con dieci stabilimenti, 6.000 dipendenti e un fatturato annuo di circa 1.200 miliardi di lire.
Nell'ottobre del 1993 passa alla Ferrero con l'incarico di direttore Affari generali e legali. Nel 2000 diventa direttore centrale Personale e organizzazione, poi, un anno dopo, direttore generale della Ferrero spa, la principale operativa italiana. Successivamente, è stato anche vice presidente della Ferrero International e della Ferrero & C., la finanziaria a capo del gruppo in Italia.
Inoltre, è stato presidente dell'Associazione dolciaria italiana, vice di Federalimentare e, fra l'altro, consigliere di amministrazione della Banca Regionale Europea (Bre).
Filippo Ferrua Magliani, socio del prestigioso ed esclusivo circolo Subalpino, alla Ferrero è ancora legato anche attraverso l'omonima Fondazione, della quale è componente del Comitato esecutivo.

Ecco le sei quotate piemontesi che finora non hanno perso con il nuovo Governo

“Il colpo di reni di venerdì, quando la Borsa di Milano e lo spread hanno beneficiato della notizia delle prime, timide aperture giallo-verdi (o giallo-blu) a una riapertura di dialogo con la Ue sulla nuova manovra finanziaria, ha salvato il bilancio settimanale di alcune quotate piemontesi e ha contribuito a ridurre un po' le perdite che Piazza Affari accusa da mesi, per diverse cause. Ma il confronto con il periodo precedente all'avvio del governo Conte-Di Maio-Salvini resta impietosamente negativo”.
E' quanto si è letto oggi, 25 novembre, sul Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, nella consueta rubrica domenicale dedicata al commento sull'andamento delle società piemontesi quotate in Piazza Affari.
Rispetto al 31 maggio, l'ultimo giorno prima dell'inizio del nuovo Governo, soltanto sei quotate piemontesi presentano un prezzo superiore delle loro azioni e, in particolare, sono solo due di queste sono big, cioè con capitalizzazione superiore al miliardo di euro. Si tratta dell'Italgas, che ha chiuso l'ultima seduta a 4,69 euro per azione (+5,16%) e della Juventus risalita a 1,108 euro (+67,62%).
Marco Boglione, presidente Basic
Le altre ancora in attivo, sempre nei confronti di fine maggio, sono Basicnet, con 4,21 euro (+12,42%), Tinexta con 6,23 euro (+ 8,34%), Borgosesia con 0,625 euro (+7,76%) e Cover50 con 9,7 euro (+1,87%).
Dall'avvio del nuovo Governo, invece, il “rosso” più intenso lo denuncia la M&C di Carlo De Benedetti: con il trio Conte-Di Maio Salvini, la sua azione ha perso l'83,5%, precipitando a 0,0254 euro, che indica un valore di 12 milioni attribuito dalla Borsa all'intera società.
“Però, perdite vicine al 50% emergono anche per Ki Group (il titolo è passato da 2,1 a euro) e Prima Industrie (da 36 a 18,88 euro) e superiori al 40% risultano quelle di Guala Closures (da 9,63 a 5,5 euro) e di Fidia (da 7 a 4,01 euro)” ha riportato il Corriere Torino.
L'edizione torinese del Corriere della Sera ha poi aggiunto che, per quanto riguarda le altre principali quotate piemontesi, il raffronto con fine maggio mostra i cali del 22,36% per Intesa Sanpaolo (da 2,5145 a 1,9522 euro), 27,34% per Fca (da 19,4 a 14,096 euro), 20% per Exor (da 62 a 49,6 euro), 4,6% per Diasorin (da 82,6 a 78,8 euro), 20,79% per Buzzi (da 20,66 a 16,365 euro), 10,72% per Sias (da 13,82 a 12,34 euro), 8,8% Iren (da 2,124 a 1,937 euro, 18,4% per Autogrill (da 10,62 a 8,665 euro) e 10,08% (da 51,25 a 46,08 euro) per Reply, che chiude la top ten regionale.
Le altre piemontesi con tassi di diminuzione dei rispettivi prezzi sono, nell'ordine, Italia Independent (-34,61%), Cdr Advance Capital (-28,43%), Pininfarina (-26.85%), Conafi (-17,56%) e Damiani (-15,56%), Astm (-14,9%) e Centrale del Latte d'Italia (-7,71%).

Calo delle imprese "rosa" in Piemonte Oltre 600 quelle perse nell'ultimo anno


Giorgia Garola, presidente
Giovani Imprenditori
Confindustria Piemonte
Nuova smagliatura dell'imprenditoria femminile in Piemonte. Nei primi nove mesi di quest'anno, la regione ha perso 603 aziende femminili (tali si intendono quelle dove le donne costituiscono la maggioranza dell'insieme formato da titolari, amministratori, soci, detentori di altre cariche apicali). Così, al 30 settembre, sono risultate 97.168, lo 0,6% in meno rispetto alla stessa data 2017. Nessun'altra regione ha avuto un calo maggiore, in termini sia percentuali sia assoluti.
Non solo: il Piemonte è andato controcorrente; infatti, l'Italia, nel suo complesso, ha registrato un aumento di 7.908 imprese femminili, diventate così 1.337.292 (+0,6% rispetto al 30 settembre dell'anno scorso). Quelle “rosa” sono il 21,91% delle imprese attive in Italia. Media inferiore alla piemontese, che è del 22,4%, più alta soltanto a quelle di Trentino-Alto Adige (17,78%), Lombardia (18,63%), Veneto (19,92%) ed Emilia-Romagna (20,63%).
Come censito da Unioncamere-Infocamere, il Piemonte è quinto per numero di imprese femminili, preceduto da Lombardia (179.168), Lazio (144.913), Campania (135.927) e Sicilia (113.482).
Da Unioncamere-Infocamere viene anche riferito che, in tutto il Paese, a fine settembre si sono contate oltre 2,5 milioni di cariche aziendali occupate da donne, lo 0,34% in più dello scorso anno. Ma, come mostra la fotografia scattata dall’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile, nelle “stanze dei bottoni” le donne, sebbene in crescita, rappresentano solo il 25% dei quasi 3,9 milioni amministratori d’impresa in attività.
In particolare, sono 32mila gli incarichi di presidente del consiglio di amministratore ricoperti da donne, a fronte degli oltre 185mila totali. Le donne presidente rappresentano il 17,36%, comunque oltre sette punti in più rispetto al 30 settembre 2017. Quasi 17mila, invece, sono gli incarichi di vice presidente ricoperti da donne (un quarto dei 67mila complessivi), l'8,7% in più.
Tra gli amministratori o consiglieri delegati, inoltre, le cariche al femminile sono circa 5mila (contro le 22mila totali), 36mila quelle di amministratrici (il 22,6%), quasi 600 (il 14%) i direttori donna.
In termini assoluti, il numero più elevato di donne riguarda i consiglieri: 213mila quelle presenti nei Cda delle aziende italiane, poco meno del 25% del totale. Gran parte di queste donne ha fondato o partecipato alla fondazione di una delle imprese femminili oggi esistenti in Italia. Un milione e 337mila quelle registrate alle Camere di commercio a fine settembre.

Protagonisti torinesi alla ribalta

MARCO LAVAZZA PRESIDENTE UNIONE ITALIANA FOOD
Marco Lavazza
Marco Lavazza è il primo presidente dell'Unione Italiana Food, la nuova e più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari. L'Unione Italiana Food è il frutto della collaborazione fra Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) che, da gennaio 2019, confluiranno nel nuovo ente, il cui vice presidente è Paolo Barilla.
Unione Italiana Food ha l’obiettivo di valorizzare e tutelare i prodotti simbolo dell’alimentare italiano alle prese con le nuove sfide del mercato globale. Rappresenta 450 imprese di oltre venti settori merceologici, che danno lavoro a 65mila persone e sviluppano un fatturato di oltre 35 miliardi di euro, di cui 10 di export. Rappresenta circa 800 marchi che finiscono sulle tavole degli italiani e degli amanti del cibo italiano di tutto il mondo.
Marco Lavazza, torinese, 41 anni, figlio di Alberto, è vice presidente della Lavazza, insieme con il cugino Giuseppe.
CAMILLO ROSSOTTO DIRETTORE CORPORATE AUTOGRILL
Camillo Rossotto
Il Consiglio di amministrazione di Autogrill, società novarese quotata in Borsa e controllata dalla famiglia Benetton, ha nominato il torinese Camillo Rossotto direttore generale corporate, a diretto riporto di Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato e direttore generale. Inoltre, Camillo Rossotto è stato designato amministratore unico di Autogrill Advanced business service, società specializzata nei servizi di supporto al business del Gruppo.
Nato nel 1962, nel capoluogo piemontese, dove si è laureato in Scienze politiche (nel 1989 ha conseguito un master in business administration alla New York University), Camillo Rossotto ha già ricoperto numerosi incarichi manageriali in rilevanti imprese, anche internazionali. Fra l'altro, ha lavorato, a livelli apicali, per diverse società del gruppo Fiat in Germania, Brasile, Gran Bretagna, Usa; oltre che per Barilla e Lavazza. E' stato anche responsabile finanziario della Rai e presidente di Rai Way.

ENRICO BOCCARDO AL COMANDO DELLA CFWA
Enrico Boccardo
All'unanimita, Enrico Boccardo è stato eletto presidente della Cfwa (Coalizione del Fixed Wireless Access), che guiderà fino alla prossima assemblea nazionale, in programma nella prossima primavera. La Coalizione del Fixed Wireless Access rappresenta oltre 60 aziende, ad azionariato prevalentemente italiano, che impiegano 8.500 addetti e hanno un fatturato complessivo superiore ai tre miliardi di euro.
Enrico Boccardo è fondatore e Presidente di Bbbell, azienda torinese che da oltre quindici anni si occupa di servizi a banda ultra-larga in Piemonte e Liguria, utilizzando infrastrutture di proprietà: connettività internet, telefonia e servizi avanzati, quali videosorveglianza e centralini virtuali. Attualmente, Boccardo è anche membro del Consiglio direttivo del Top-ix (Torino Piemonte Internet eXchange) e di Aiip (Associazione Italiana Internet Provider). Dalla nascita di Cfwa, nell’aprile del 2016, è stato vicepresidente.
Nato a Cuorgnè nel 1968, laurea in Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, due figli, Enrico Boccardo, ha iniziato la carriera lavorativa nel 1996, come consulente della Consoft Sistemi, allo Cslet di Torino, specializzandosi nel campo del testing dei servizi di Rete intelligente e Service Node di Telecom Italia. Nel 1998, ha partecipato alla nascita della Noicom. Dalla quale è uscito nel 2003, con Maurizio Bechis, per fondare la Bbbell, assumendo la carica di amministratore delegato e, dal 2012, quella di presidente.


GIANMARIA AJANI NEL COMITATO CONSULTIVO FISU
Gianmaria Ajani
Il rettore dell'Univesrità di Torino (Unito), Gianmaria Ajani, è stato nominato membro permanente del Comitato consultivo accademico della Fisu, Federazione internazionale degli sport universitari. Unito, così, occuperà un posto fisso all’interno del board, posizione cHe riconosce all’ateneo piemontese un ruolo fondamentale. Proprio a Torino, infatti, nel 1959, è nata l’Universiade, grazie a un’idea di Primo Nebiolo, che è stato presidente del Cus Torino e della Fisu.
Con Gianmaria Ajani, come altro membro permanente è stato scelto il rettore dell’Università di Losanna. Creato nel marzo 2018, su iniziativa del presidente della Fisu, Oleg Matytsin, il Comitato consultivo accademico si pone come obiettivo la promozione degli sport universitari, dei valori sportivi olimpici e del brand Fisu all’interno della comunità universitaria.



GIANLUCA FERRERO NEL CDA DELLA FONDAZIONE AGNELLI
Gianluca Ferrero è diventato consigliere di amministrazione della Fondazione Agnelli, presieduta da John Elkann (vice è Tiziana Nasi e direttore Andrea Gavosto). Con Ferrero è entrata nel Cda della Fondazione torinese la senatrice Valeria Fedeli, ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca con il governo Gentiloni. (I consiglieri d'amministrazione della Fondazione Agnelli non percepiscono alcun emolumento).
Gianluca Ferrero, già socio accomandatario nella Giovanni Agnelli sapa, torinese, classe 1963, socio del prestigioso ed esclusivo circolo Subalpino, laurea in Economia e commercio, noto e molto apprezzato commercialista, è anche consigliere d'amministrazione della Fondazione Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, dell'Irccs di Candiolo e del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.
Tra i numerosi incarichi che ricopre, Gianluca Ferrero ha anche quello di vice presidente della Banca del Piemonte, che condivide con Flavio Dezzani (presidente dello storico e solidissimo istituto della famiglia Venesio è Lionello Jona Celesia).